Il restyling della Mercedes GLE (il secondo dalla nascita di questa generazione, la W167 nel 2018) introduce un aggiornamento profondo, più vicino a una mezza generazione che a un semplice facelift: la casa tedesca parla di circa 3.000 componenti nuovi o modificati. Il frontale cambia in modo evidente: la griglia è più ampia, con la possibilità di illuminare la stella centrale e la cornice, mentre i fari adottano una nuova firma luminosa con due motivi a stella orizzontali.
A richiesta arrivano i proiettori Digital Light di nuova generazione, che promettono un campo luminoso più ampio di circa il 40% e consumi di energia tagliati della metà. Dietro, i fanali ridisegnati riprendono il tema delle stelle tridimensionali, mentre piccoli interventi su paraurti e prese d’aria vogliono rendere l’insieme più moderno. La gamma colori si amplia e compaiono nuovi cerchi da 20 pollici.

All’interno dell’abitacolo debutta l’MBUX Superscreen, un’unica superficie in vetro che integra tre display da 12,3 pollici. Cambiano anche le bocchette d’aerazione, ora ovali, e arrivano nuovi materiali e combinazioni cromatiche, tra cui la tonalità “Beech Brown”, che affianca i colori classici. Il volante adotta il comando con rotelle in metallo galvanizzato, già visto su altri modelli Mercedes. L’ambiente si prospetta più ricco anche grazie alle nuove ambientazioni luminose e ai contenuti digitali personalizzabili.
Sul fronte tecnologico, la Mercedes GLE aggiornata adotta per la prima volta il sistema operativo MB.OS, un supercomputer connesso al cloud che gestisce ogni funzione del veicolo (regola anche le sospensioni Airmatic, anticipando le irregolarità del manto stradale) e permette aggiornamenti over-the-air. L’assistente virtuale MBUX è stato completamente rivisto e ora utilizza un’intelligenza artificiale sviluppata con Microsoft, Google e ChatGPT. La navigazione integra la tecnologia di Google Maps e può essere arricchita con realtà aumentata sia sul display centrale sia tramite head-up display.

La gamma motori della Mercedes GLE è stata aggiornata in modo significativo: il V8 della 580 4Matic (attualmente non disponibile in Italia) passa da 517 a 537 CV, mentre il sei cilindri mild hybrid della 450 4Matic guadagna 60 Nm di coppia (ora 560 Nm) e reattività grazie a un compressore elettrico più potente e a una testata rivista.
La plug-in hybrid 450e 4Matic guadagna 75 CV di potenza dichiarando allo stesso tempo un’autonomia elettrica di 106 km. I diesel a sei cilindri ibridi leggeri delle 350d e 450d introducono un catalizzatore riscaldato elettricamente e soluzioni derivate dalla Formula 1 come il rivestimento Nanoslide che dovrebbero consentire una maggiore efficienza. Non viene confermata invece la variante ibrida plug-in a gasolio 350de.

La gamma dell’AMG si aggiorna perdendo il V8 della 63S e rinnovando le varianti 53 4Matic, sia mild hybrid che plug-in hybrid, entrambe basate sul sei cilindri in linea M256M EVO da 3,0 litri. La versione ibrida leggera a 48 volt eroga 449 CV (+14 rispetto al passato) a cui si aggiungono i 23 CV aggiuntivi dell’ISG, mentre la ricaricabile abbina lo stesso motore termico a un’unità elettrica da 184 CV per una potenza di sistema di 584 CV (+40 CV). L’autonomia elettrica della plug-in arriva fino a 93 km. Esteticamente, le versioni più sportive si riconoscono per una calandra AMG rivisitata e prese d’aria più marcate, mentre dietro compaiono i nuovi gruppi ottici con motivo a stella e lo scarico AMG a doppio terminale.

Parallelamente alla GLE, si aggiorna anche la GLE Coupé, che riprende quasi integralmente le novità tecniche e digitali del modello tradizionale. Cambia il frontale, con la griglia più ampia e la stella illuminata, e arrivano fari e fanali con motivi a stella, mentre gli interni adottano lo stesso Superscreen e le stesse finiture aggiornate. La Coupé mantiene un’impostazione più sportiva, con passo accorciato di 60 mm e sterzo più diretto, oltre all’AMG Line esterna e interna di serie.





















