La Mercedes ha una lunga tradizione nella produzione di grandi monovolume, realizzati in varie configurazioni, dal furgone da trasporto al van di lusso. Sono passati 30 anni dal lancio della prima Classe V e della versione commerciale Vito, con motori a benzina o a gasolio.
Il primo elettrico, l’EQV, è del 2019; a sostituirlo arriverà il nuovo Mercedes VLE, primo veicolo realizzato sulla piattaforma modulare Van Electric Architecture (VAN.EA). Non mancherà la variante per i van con motore a combustione interna; le due strutture condividono circa il 70% dei componenti e saranno prodotte sulla stessa linea.

Lungo 541 cm, e 556 cm nella versione Extralong, il Mercedes VLE può accogliere fino a otto passeggeri e si rivolge soprattutto ai clienti business e ai servizi shuttle di fascia alta, dato il prezzo impegnativo (nulla è stato dichiarato, ma oggi con l’EQV si parte da circa 95.000 euro).
Più filante e moderno rispetto all’attuale Classe V (termico ed elettrico), è studiato per ottimizzare l’aerodinamica. Il frontale è importante, ma ha forme morbide, con il cofano che scende verso la grande griglia e una linea del tetto tesa e allungata che confluisce dolcemente nella parte posteriore arrotondata. Il risultato è un coefficiente di penetrazione aerodinamica Cx di solo 0,25, ottima per un mezzo di questo tipo.

Come ci si può immaginare, l’abitacolo del Mercedes VLE è molto ampio e, nelle tre lussuose versioni che abbiamo visto in anteprima, è realizzato con materiali di ottima qualità, gradevoli alla vista e al tatto. È anche molto luminoso, date le dimensioni generose del parabrezza e dei vetri laterali e il grande tetto panoramico in vetro Sky View (oscurabile con una tendina ad azionamento elettrico). Il VLE si può avere con sei posti (con poltrone singole su tre file), sette o otto (con un divano, rispettivamente, nell’ultima fila o anche in quella centrale).
I sedili si possono ripiegare, spostare o rimuovere e sono accoglienti, in particolar modo quelle delle versioni più lussuose; le Grand Comfort Seat hanno il supporto lombare regolabile, la funzione massaggio e il sostegno per i polpacci, ma anche i braccioli con il caricatore wireless degli smartphone integrati e la possibilità di essere reclinati quasi in orizzontale per offrire il massimo del relax nei lunghi trasferimenti.
Le versioni dei sedili con la regolazione elettrica possono essere gestite tramite una app, sia dallo schermo centrale del sistema multimediale, sia dal cellulare. Quanto allo spazio per i bagagli, se si viaggia con due soli posti in uso, la capacità supera i 4.000 litri.

A fronteggiare guidatore e passeggero ci sono tre schermi posti dietro una superficie trasparente a tutta larghezza: il cruscotto digitale di 10,25" e due display di 14”. L’infotainment sfrutta l’ultima generazione del sistema operativo Mercedes MBUX, con un assistente virtuale che utilizza l’intelligenza artificiale generativa e riesce a comprendere conversazioni complesse.
Come optional si può avere uno schermo panoramico a scomparsa nel soffitto di 31,3”, visibile ai passeggeri delle ultime due file, con risoluzione 8K e webcam da 8 megapixel: si possono guardare un film, videoclip musicali, giocare o partecipare a videoconferenze.
Le porte scorrevoli sono dotate di finestrini completamente abbassabili, per garantire un’abbondante aerazione dell’abitacolo. Pratico anche il lunotto apribile separatamente, che facilita le operazioni di carico e scarico quando non c’è spazio sufficiente per aprire il portellone.

Due le versioni. Il VLE 300 ha 272 CV, la trazione anteriore e un’autonomia media dichiarata superiore a 700 km (il doppio che nell’EQV di oggi), mentre il VLE 400 4MATIC ha 415 CV e due motori: uno davanti e uno dietro, così da avere la trazione integrale; l’autonomia è un po’ minore, ma, secondo la casa, questo grosso van può scattare da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi.
In entrambi, la batteria è da 115 kWh effettivamente utilizzabili e del tipo NMC (Nichel-manganese-cobalto); poi, saranno introdotte versioni con accumulatore da 80 kWh con chimica LFP (Litio-ferro-fosfato).
Il raddoppio nell’autonomia ufficiale è legato sia alla maggiore capacità della “pila” (l’EQV attuale le ha da 90 o da 60 kWh) e dal minore consumo di corrente (dai circa 27 kWh ogni 100 km dell’EQV 250 attuale a meno di 20 kWh dell’equivalente VLE 300).
La Mercedes afferma che, grazie alla tensione di funzionamento di 800 volt del VLE, dalle colonnine pubbliche più potenti bastano 15 minuti per riguadagnare 320 km di autonomia (la potenza massima accettata supera i 300 kW, mentre l’EQV si ferma a 110 kW); prevista la ricarica bidirezionale, per rigenerare la batteria di dispositivi elettrici esterni, come una bici a pedalata assistita.

Per offrire maggiore comfort il Mercedes VLE è dotato di sospensioni pneumatiche Airmatic, che dovrebbero assicurare un assetto morbido, mantenendo un’altezza libera dal suolo costante in tutte le condizioni di carico, anche su fondi stradali irregolari.
Per migliorare l’agilità alle basse velocità e la stabilità nei curvoni autostradali, il VLE può disporre le quattro ruote sterzanti, con quelle posteriori che possono girare fino a 7°, che dovrebbero assicurare un diametro di svolta di 10,9 metri: un dato dichiarato notevole per un mezzo lungo 541 cm, confrontabile con quello di vetture più corte di un metro.
In effetti, in una breve prova a Stoccarda abbiamo potuto verificare che il VLE risulta davvero maneggevole, anche in spazi stretti e nelle operazione di parcheggio, che possono essere svolte in automatico dal VLE, anche con l’utile funzione che consente di memorizzare l’ultimo percorso e di ripeterlo sterzando automaticamente (un aiuto non da poco, specie nei garage stretti con molte curve).












































