GIUDICI AL LAVORO - La magistratura inquirente francese ha aperto un fascicolo sul gruppo FCA ipotizzando l’impiego di dispositivi illegali su alcuni suoi veicoli dotati di motori diesel, con lo scopo di aggirare le norme antinquinamento. Tre giudici che si occupano dei problemi giudiziari legati alla salute pubblica saranno incaricati di indagare su quanto emerso dalle investigazioni della Direzione antifrode. La vicenda è sempre la stessa, quella innescata dallo scandalo Volkswagen scoppiato nel settembre del 2015 negli Stati Uniti.
COMMISSIONE INDIPENDENTE - Allora il ministero dell’Ambiente francese aveva insediato una commissione indipendente che fece sottoporre a test un’ottantina di vetture di dodici marche diverse, tra cui appunto alcune del gruppo FCA. L’insieme dei rilevamenti aveva dato risultati in genere non regolari, per alcune marche anche con punte di forte discrepanza dagli standard di legge. A quel punto, della vicenda si è occupata la Direzione antifrode (DGCCRF, che è un vero e proprio organo di polizia) la quale ha compiuto proprie indagini traendo le sue conclusioni.
LE DECISIONI DELLA DIREZIONE ANTIFRODE - Dapprima si è appreso che la Direzione antifrode aveva trasmesso alla magistratura inquirente il dossier relativo alla Volkswagen, poi, il 15 marzo scorso è stata la volta della Renault, con un pesante J’accuse contro tutto il vertice della casa (qui la news). L’altro giorno c’è invece stata la notizia ufficiale dell’archiviazione del fascicolo relativo alla Opel, le cui pratiche di gestione dei motori sono state ritenute legali, nonostante le emissioni (in particolare della Opel Zafira) siano risultate ampiamente al di sopra della norma (qui la news). Infine, oggi si è appreso che anche per il gruppo FCA c’è stata la trasmissione della pratica alla Procura della Repubblica, sempre sulla base del sospetto di pratiche fraudolente per quanto riguarda i sistemi di gestione del motore per quanto concerne le emissioni di NOx. La FCA ha emesso un comunicato in cui ribadisce la regolarità delle sue auto.
QUESTIONI APERTE - Resta ora da vedere quale sarà la decisione della DGCCRF a proposito del gruppo PSA: se anch’esso dovrà essere oggetto di indagini della magistratura o se invece sarà “prosciolto” come è stato per la Opel. Va anche detto che in Francia ci sono notevoli perplessità circa la decisione dei giudici a proposito della Opel.











