LA QUESTIONE GIORNI - Si inasprisce la polemica sulle multe da autovelox date dal comune di Milano: parliamo di sette nuovi apparecchi che hanno appioppato addirittura 750.000 verbali da marzo 2014. La diatriba verte sui tempi di notifica. Secondo il codice della strada, fra l’accertamento dell’infrazione e l’invio della multa a casa dell’automobilista devono passare massimo 90 giorni. Per il comune di Milano, il conteggio parte da quando i vigili guardano la foto fatta dall’autovelox, ed è per questo che che gli automobilisti si vedono recapitare contravvenzioni anche cinque mesi dopo; per il ministero dei Trasporti e quello dell’Interno (che si rifanno a una sentenza della Corte costituzionale), il conteggio parte dal giorno dell’infrazione. Ma il comune non vuole sentirne. E adesso l’opposizione (Fabrizio De Pasquale, consigliere comunale di Forza Italia) lancia un’accusa pesantissima, come riporta il quotidiano Libero di ieri: “Il Comune sta spedendo dopo 4/5 mesi le cartelle, con ritardi imputabili solo alla sua organizzazione, pur sapendo di fare una cosa fuori norma e facilmente annullabile tramite ricorsi”. Di qui, “l’esposto alla Corte dei conti per danno erariale contro chi impegna uomini, risorse e spese postali per la attività di spedizione di sanzioni palesemente fuori tempo massimo solo allo scopo di fare cassa al di fuori dalla legge”.
IL CALCOLO - Il danno erariale causato dalla giunta al comune è quantificato da De Pasquale in 9 milioni di euro. Grazie a questo calcolo: 12 euro di spese postali moltiplicato per 750.000 multe, in gran parte fuori tempo massimo, annullabili tramite ricorso. E siccome il comune di Milano non è l’unico a seguire quella procedura (multe fuori tempo), molti altre amministrazioni potrebbero essere accusate di danno erariale…