LA SFERA DI CRISTALLO - Fare previsioni è difficile ma c’è chi non teme figuracce, anche se azzardare scenari lontani 25 anni, forse è poco rischioso, visto che non è detto che tutte le previsioni verranno ricordate. Chissà magari sarà il caso del duplice scenario previsto dagli analisti della Bloomberg New Energy Finance a proposito delle prospettive dell’auto elettrica e del petrolio.
ELETTRICA UN’AUTO SU TRE - Secondo una ricerca realizzata dalla divisione energia dell’ufficio studi dell’agenzia Bloomberg, nel 2040 le auto elettriche vendute nel mondo saranno il 33% del totale: una su tre. E, sempre secondo lo stesso studio, ciò determinerà il crollo del prezzo del petrolio. Alla base di questo scenario lo studio mette la forte riduzione del costo delle batterie, prevedibile sulla base di quanto avvenuto negli ultimi anni, in cui la trazione elettrica ha avuto un grande rilancio, anche se finora non supportato da grandi numeri di vendita (non si va oltre l’1% del totale).
IL CALO DEI PREZZI DELLE BATTERIE - In proposito, l’analista Colin McKerracher della Bloomberg ha sottolineato che soltanto nel 2010 le batterie per i veicoli elettrici (del tipo agli ioni di litio) costavano quasi tre volte tanto il prezzo attuale. Non solo: si prevede anche che nel giro di una quindicina di anni ci sarà un ulteriore abbassamento dei prezzi, fino a un terzo di quello di oggi. Il ridimensionamento del costo delle batterie si accompagnerà al calo dei prezzi dei veicoli che nel 2040 dovrebbero arrivare a costare meno a 20 mila euro. Questo, assieme al miglioramento dell’efficienza delle batterie con crescita dell’autonomia, renderà sempre più interessante per l’automobilista ricorrere all’auto elettrica.
BISOGNO DI MENO PETROLIO - La diffusione della trazione elettrica avrebbe conseguenze importanti sul mercato del petrolio. Lo studio della Bloomberg prevede che se le vendite dei veicoli elettrici proseguirà con l’attuale ritmo, già nel 2023 il fabbisogno di petrolio diminuirebbe di due milioni di barili all’anno, provocando una analoga eccedenza con conseguente crollo del prezzo dell’oro nero.
IL PESO DELLE NUOVE FORME DI MOBILITÀ - Tutto ciò senza contare le conseguenze che potranno avere i nuovi modi di muoversi, come il car sharing e il ricorso a servizi del tipo di Uber. Vista la loro logica, esse porteranno a un aumento delle percorrenze annue dei veicoli, con una riduzione dei veicoli individuali e con sempre maggior attrattiva per i mezzi elettrici, più convenienti e più apprezzati per la loro compatibilità ambientale.