ANCORA GIÙ - L’anno in corso si chiuderà con 1.810.000 auto vendute, in calo del 7,7% rispetto alle 1.960.000 del 2010. Che a sua volta era terminato in perdita sulle 2.159.000 del 2009. E così vengono riviste al ribasso le stime di inizio 2011, che parlavano di 1.850.000 unità (vedi qui). È la prima “fatica” del neonato Osservatorio “Previsioni & Mercato” dell’Unrae, l’unione delle case estere. Cui seguiranno altri report con cadenza trimestrale, per capire come si evolve il mercato. A incidere negativamente sono il Prodotto interno lordo, che nel 2011 salirà solo dello 0,9% (l’anno scorso si era attestato su un +1,2%), l’inflazione in crescita del 2,9% (nel 2010 era all’1,5%) e il tasso di disoccupazione che veleggia ormai verso l’8,7%, contro l’8,4% di un anno fa. Inoltre, i consumi delle famiglie sono sempre più deboli e meno orientati ai beni durevoli come l’auto, e più ai servizi: il clima è di sfiducia.
UNA MINIERA DI DATI - Per formulare le previsioni, l’Osservatorio dell’Unrae incrocia due tipi di dati. Da una parte, quelli elaborati da Prometeia (il principale gruppo italiano per la consulenza e la ricerca economica e finanziaria): Prodotto interno lordo, consumi delle famiglie, propensione al risparmio, inflazione, prezzi dei carburanti, tasso di disoccupazione. Dall’altra, i dati (di provenienza Aci, ministero dei Trasporti e dalle stesse case automobilistiche) elaborati dall’Unrae vanno dal numero di immatricolazioni agli ordini, passando per gli stock dei concessionari e per il parco noleggio, fino agli incentivi statali. Ovviamente, vengono considerati i prezzi delle vetture e i nuovi modelli per categoria, oltre alla presenza o meno di particolari politiche di incentivazione.
PREVALE IL DIESEL - L’Osservatorio dell’Unrae prevede che, da aprile a giugno, la flessione sarà del 3,6% sull’analogo periodo dell’anno scorso, con 480.000 unità vendute. Solo nel terzo trimestre, a quota 360.000, si intravvedrà una luce in fondo al tunnel, con un +2,1% rispetto a luglio-settembre 2010. A sostenere la domanda, le aziende e le società di noleggio con un terzo circa delle vendite, contro il 68% dei privati: segno che le famiglie rimandano l’acquisto a tempi migliori. Le diesel sono ancora una volta le preferite dagli italiani, con 999.000 unità vendute in totale a fine 2011 (il 55% del mercato), contro le 726.000 auto a benzina (40%). Si fermeranno a 78.000 le auto a gas (appena il 5% del totale: 51.000 a Gpl e 27.000 a metano), che scontano l’assenza di incentivi statali. Per quanto riguarda le diverse categorie di automobili, le più apprezzate, benché in flessione, rimangono le utilitarie con il 38% del totale (pari a 679.000 vetture vendute); in crescita le medie (26% e 472.000 unità) grazie al lancio di nuovi modelli e agli acquisti da parte delle società di noleggio); stabili al 17% le citycar (311.000 clienti) mentre sono in crescita suv e crossover, per le quali si prevedono 159.000 immatricolazioni e una quota di mercato del 9%. Le vetture di classe medio superiore e superiore si confermano intorno al 10% del totale, con quasi 190.000 immatricolazioni.
FATTORE IPT - Per l’anno prossimo, come abbiamo accennato, l’Osservatorio dell’Unrae scorge segnali di recupero. Ma attenzione, la previsione non tiene conto delle novità del federalismo fiscale: l’Ipt (Imposta provinciale di trascrizione) sulle vendite delle nuove automobili è destinata a rincarare (vedi qui), con pesanti riflessi sulle tasche degli automobilisti e, di conseguenza, sulle vendite.


















