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Nissan ProPILOT: il futuro è servito

14 luglio 2016

La Nissan introduce, per prima fra le case del Sol Levante, il suo sistema di guida autonoma: in Giappone sarà sul mercato già in agosto 2016.

Nissan ProPILOT: il futuro è servito

LA “RIVOLUZIONE” PARTE NEL 2016 - C’era un ottimo motivo per provare in Giappone una vettura che non verrà importata in Europa, la nuova Nissan Serena sHybrid (foto qui sopra): il sistema di guida autonoma ProPILOT, di cui l’auto è equipaggiata, dal 2017 verrà applicato anche nella Qashqai, oltre che in una decina di altri modelli del gruppo Nissan-Renault che arriveranno entro il 2020. Un dispositivo dalle caratteristiche interessanti, sul quale abbiamo avuto occasione di scambiare qualche parola con Hydeyuki Sakamoto (vice presidente esecutivo della Nissan Motor Co. Ltd) e, in maniera tecnicamente più approfondita, con l’ingegner Masahiro Egami, responsabile del dipartimento della pianificazione tecnologica e della divisione di ingegneria avanzata della casa giapponese.

LA GUIDA AUTONOMA SECONDO NISSAN - Il sistema Nissan ProPILOT, il cui sviluppo si articolerà su tre progressivi “step” evolutivi, si basa su una tecnologia che mira ad alleggerire la fatica e lo stress della guida attraverso il funzionamento automatico e coordinato di sterzo, freni e acceleratore. Il primo “step”, che abbiamo avuto modo di testare in questa occasione, trova applicazione nell’intenso traffico autostradale, come pure nella marcia in colonna, e funziona su una sola corsia di marcia; per il 2018 è pianificata la guida autonoma su linee e traiettorie multiple in autostrada (che consentirà anche sorpassi e relativi rientri in completo automatismo); infine, per il 2020 è programmato l’allargamento del campo d’azione anche alle strade urbane (dove si tratta di gestire le complesse situazioni di traffico e imprevisti che s’incontrano negli incroci). 

UN OCCHIO INFALLIBILE -  “Al centro del nostro sistema - conferma l’ingegner Egami - resta il guidatore, al quale ritorna il pieno controllo della vettura nelle situazioni di emergenza (quando, cioè, il ProPILOT “si rende conto” di non potere garantire la giusta sicurezza), oppure sui tratti di strada privi di segnaletica orizzontale”. Utilizzando un’avanzata tecnologia di elaborazione delle immagini acquisite da una telecamera frontale a lente singola, il dispositivo di guida autonoma “legge” le condizioni della strada e del traffico e aziona di conseguenza lo sterzo, consentendo alla vettura di comportarsi in modo naturale; inoltre, attraverso un “image processing” (un software di elaborazione dell’immagine), riconosce le sagome dei veicoli ed eventuali ostacoli, disattivandosi nei casi più critici. “Solo quando le strade saranno completate dalle opportune sovrastrutture (come cavi conduttori annegati nell’asfalto e transponder) - continua Egami - ci si potrà affidare senza remore alla guida autonoma totale, evitando così di chiamare in causa il pilota nei casi critici”. Il ProPILOT si attiva o disattiva con un interruttore sul volante; nel cruscotto c’è un display personale che mostra lo stato di funzionamento del sistema.

COME “LAVORA” - Una volta in funzione, il Nissan ProPILOT controlla automaticamente la distanza tra il veicolo su cui è installato e quello che lo precede: il sistema mantiene l’auto al centro della corsia autostradale riconoscendo la segnaletica orizzontale e le linee di demarcazione laterali, e controllando lo sterzo anche nelle curve. In aggiunta, quando è necessario aziona automaticamente i freni fino a fermare completamente la vettura. Dopo essersi arrestato, il veicolo rimane immobile anche se il  guidatore non tiene il piede sul pedale del freno. In fase di ripartenza, il ProPILOT si riattiva non appena il guidatore tocca nuovamente l’interruttore o preme leggermente l’acceleratore. 

FACILE E INTUITIVO - Dopo la presentazione al quartier generale della Nissan, a Yokohama, ci siamo spostati all’Oppama Grand Drive Proving Ground (il circuito privato dove vengono effettuati test della casa giapponese) per le prove dinamiche e le verifiche della funzionalità del ProPILOT. Premuto il pulsante di attivazione, si seleziona la velocità massima alla quale ci si vuole spostare (la Nissan ha fissato un range da 30 a 100 km/h), si preme l’acceleratore e via. Quando la spia con una P si accende nel cruscotto e le linee diagonali che delimitano la corsia di marcia si illuminano di verde, il sistema risulta attivo: basta premere l’acceleratore e la vettura accelera fino alla velocità massima preimpostata, autoregolandosi nel caso ci si avvicini troppo al veicolo che ci precede. Da questo momento in poi la vettura si muoverà in modo totalmente autonomo, mantenendo la giusta distanza di sicurezza e frenando o sterzando per seguire la traiettoria corretta. Se le condizioni di traffico la costringono a fermarsi, l’auto riparte da sola se la sosta è inferiore ai 3 secondi, mentre nel caso di uno stop più prolungato (per un semaforo rosso, o altro), bisogna premere appena sull’acceleratore per rimetterla in movimento, e subito dopo il sistema riprende le redini. 

L’UOMO RESTA AL CENTRO - Nonostante la semplicità del Nissan ProPILOT e la tecnologia sulla quale si fonda, dobbiamo ammettere che, sulle prime, fa una certa impressione sentire la vettura che procede da sola, frenando e accelerando, ma soprattutto sterzando in totale autonomia (è obbligatorio mantenere le mani costantemente a contatto col volante, per evitare che una serie di sensori inneschi la segnalazione di emergenza e il dispositivo si disattivi restituendo al guidatore, come in altre situazioni critiche, il pieno controllo dell’auto). Bastano, tuttavia, pochi chilometri per acquisire fiducia nel sistema e apprezzarne il notevole contributo nell’alleggerire lo stress anche nel traffico intenso, così come nella più noiosa marcia in colonna. L’unico neo rilevato nel corso del nostro test riguarda il funzionamento un po’ a scatti del volante, ma ci è stato assicurato che il problema riguarda solo i veicoli di pre-serie che abbiamo avuto a disposizione.

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Ritratto di riccardolfini
14 luglio 2016 - 14:45
A piccoli passi si arriverà a fare una grande rivoluzioni, avanti cosi!
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
14 luglio 2016 - 15:35
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Ritratto di otttoz
14 luglio 2016 - 15:58
Hanno risolto il problema mortale della Tesla e cosa sceglie di sacrificare tra autista e pedoni?
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
15 luglio 2016 - 08:53
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Ritratto di AlexTurbo90
14 luglio 2016 - 20:59
Mah! Certo che se la telecamera anteriore che gestisce il tutto, ha una logica di funzionamento uguale a quella dell' Autopilot di Tesla, che non riesce a distinguere la sfumatura del cielo in una determinata condizione metereologica da quella di un furgone..