La Omoda 4 è una crossover di medie dimensioni che andrà sfidare auto come Nissan Qashqai, Renault Austral, Kia Sportage e tante altre protagoniste di questo affollato segmento di mercato. La vettura misura 442 cm di lunghezza, 187 di larghezza e 157 cm di altezza, e viene realizzata sulla piattaforma T1X di Chery condivisa con la Omoda 5 e Jaecoo 5.
Il design punta su linee tese e su un frontale aggressivo, con fiancate solcate da profonde nervature e superfici dai tratti marcati, come gli ampi e sporgenti passaruota. La parte posteriore finisce con il lunotto molto inclinato, sormontato da un ampio spoiler ed è fortemente caratterizzata dai fanali orizzontali attraversati da motivi a saetta che sottolineano il carattere sportivo di questa crossover
Rivolta a un pubblico giovane, ha un abitacolo abbastanza generoso di spazio e con una caratterizzazione fortemente sportiva. La posizione di guida è comoda (nonostante il sedile di guida abbia il poggiatesta integrato e i fianchetti pronunciati), il volante è piccolo e la visibilità dal parabrezza e dei vetri laterali è buona.

Entrando si ha subito la sensazione che i rivestimenti siano curati e ben assemblati. Le plastiche sono rigide, a parte quella nella parte bassa della plancia che ha una superficie morbida al tatto, sono ben lavorate e non danno assolutamente una sensazione di scarsa qualità.
Il design, come per gli esterni, ha un aspetto marcatamente sportivo sottolineato da alcuni particolari come le cuciture rosse dei rivestimenti delle poltrone, il poggiatesta integrato e il pulsante di avviamento nascosto sotto uno sportellino rosso da alzare per avviare la macchina.
Davanti al guidatore c’è il piccolo cruscotto digitale di 8,8” poco configurabile ma con caratteri grandi, quindi ben visibili. Ampio e con una grafica gradevole, lo schermo centrale di 12,3” del sistema multimediale che comprende anche Apple CarPlay e Android Auto wireless e un assistente basato sull'intelligenza artificiale.

In Italia la gamma comprende due versioni: una elettrica con batteria da 61 kWh e un'autonomia dichiarata fino a 450-470 km e la full hybrid SHS-H a trazione anteriore che abbiamo guidato in anteprima in Cina. Il sistema ibrido è composto da un quattro cilindri 1.5 TGDi turbo a benzina da 143 CV che è abbinato a un motore elettrico da 204 CV, per una potenza complessiva di 224 CV. Il motore termico agisce in buona parte da generatore, mentre la trazione è affidata soprattutto all'elettrico.
Ma veniamo alla prova. Lungo strade statali e autostrade nella regione dell’Anhui in Cina (larghe quattro corsie, sempre ben pavimentate e scorrevoli), l’auto si è dimostrata agile, sicura e divertente. L’assetto è da sportiva con le sospensioni che sono piuttosto rigide (specie se si considera che l’auto che abbiamo guidato a Wuhu quartier generale della Chery, non è ancora tra quelle destinate al mercato europeo, quindi senza tarature specifiche) e limitano i coricamenti laterali della carrozzeria in curva.
Anche lo sterzo ci è parso della giusta pesantezza per una guida veloce e i freni non hanno dimostrato incertezze. In accelerazione e in ripresa l’auto si è dimostrata brillante. Merito del sistema full hybrid e dei suoi 224 CV combinati in cui il protagonista è il motore elettrico anteriore. Infatti è quasi sempre solo l’unità a corrente a muovere l’auto tramite le ruote anteriori, con una risposta fluida e immediata all’acceleratore.
In partenza in città si va sempre in elettrico, il 1.5 a benzina si avvia, se serve, per alimentare (con una seconda unità elettrica scollegata dalle ruote che fa da generatore) la batteria da 1,8 kWh. A velocità di crociera invece il motore termico può collegarsi alle ruote ma senza diventare mai rumoroso (l’abitacolo è ben insonorizzato) e senza generare scossoni: in pratica non ci si accorge quando si avvia.

Nelle concessionarie italiane la vedremo a gennaio 2027. Gli allestimenti previsti sono Pure e Premium. Il prezzo non è ancora stato comunicato, comunque dovrebbe essere compreso tra 25 e 26.000 euro. Più avanti, tra l’estate e l’autunno si aggiungerà anche un allestimento Ultra con assetto ancora più rigido e con una sorta di launch control per migliorare l’accelerazione.



































