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Opel e PSA, lo scacchiere della produzione

26 settembre 2013

Si studia un piano per trasferire la produzione della Zafira in Francia e quella della C3 Picasso in Spagna.

Opel e PSA, lo scacchiere della produzione
SCAMBIO DI “FAVORI” - Morto un papa se ne fa un altro. In questo caso, il papa è la fabbrica Opel di Bochum (Germania) che dovrebbe chiudere entro la fine del prossimo anno lasciando senza “casa” la monovolume Zafira. Ebbene secondo le indiscrezioni diffuse dal giornale francese Les Equos, è in corso una trattativa tra Opel e PSA Peugeot Citroën per trasferire la produzione della Opel Zafira (foto in alto) nell’impianto francese di Sochaux con la Citroën C3 Picasso che potrebbe trasferirsi in quel di Saragozza, Spagna, dove la Opel produce la Corsa, la Meriva e, dal prossimo anno, anche la Mokka. Lo spazio vuoto lasciato dalla C3 Picasso nella fabbrica di Trnava in Slovacchia dov’è attualmente costruita, verrebbe preso da nuovi modelli. 
 
UNA CINESE DI MEZZO - La General Motors ha investito lo scorso anno 320 milioni di euro per acquistare una quota del 7% del Gruppo PSA al fine di creare un’alleanza che portasse allo sviluppo congiunto di modelli per migliorare i risultati di entrambe le aziende in Europa. Sempre secondo il giornale francese tuttavia, nonostante i piani di sviluppo siano a buon punto, sono sorti diversi problemi tecnici e giuridici. Anzitutto la PSA Peugeot Citroën non potrebbe utilizzare la piattaforma di medie dimensioni della GM per l’opposizione della SAIC Motor, alleata del gruppo americano che vede nella PSA una rivale per il mercato cinese. Inoltre la PSA non può integrare nelle proprie vetture la trasmissione automatica a doppia frizione della General Motors. Non è escluso però che GM e PSA possano sviluppare congiuntamente le auto di medie dimensioni: la futura Opel Insignia potrebbe condividere con la nuova C5 la piattaforma EM2 ed essere costruita nello stabilimento di Rennes in Francia.
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Ritratto di semirgerkhan97
26 settembre 2013 - 12:44
che rigirii ahaha
Ritratto di napolmen
26 settembre 2013 - 13:50
giraa e rigiiiraaa..gira e rigiiirraaa.....aaaahahahaahaaa!! vediam 2 aziende decotte cosa farannoe da chi verran sorrette a spese di chi
Ritratto di romeo64
26 settembre 2013 - 15:37
entrambe tantissimo per nuovi modelli con gamme molto ampie, ed hanno perso un mucchio di soldi.. tra un pò dovranno rinnovarli.....buona fortuna!!!
Ritratto di Merigo
26 settembre 2013 - 17:01
1
PSA ha fatto della grandeur la sua bandiera, cercando di competere con la Triade d'oltre Reno senza farsi mancare nulla: dalle ibride alle berline segmento E; dai SUV ai monovolume; dalle coupè-cabriolet alla Gamma a sé con ambizioni Premium (DS). Opel dal canto suo, che a EST del Reno ci abita, ha provato anche lei in tutti i modi di cessare di essere Cenerentola e mettersi al piano della Triade, anche lei non facendosi mancare nulla, Mokka e Cascada comprese. I risultati sono devastanti per entrambe. Ricordo per l'ennesima volta il ragionamento di Platone traslato all'industria dell'automobile e fatto tempo fa da Sergio Marchionne il quale, tra l'altro, è anche laureato in Filosofia. Il ragionamento di Platone è la differenza tra orgoglio e vanità. Vanità è avere listini che coprono ogni nicchia del mercato ed ogni segmento e fascia, fregandosene se per soddisfare la propria vanità ciò provoca perdite emorragiche al capitale investito. Orgoglio è viceversa avere raddrizzato la rotta di una nave che dieci anni fa era in rotta di collisione con gli scogli, cioè molto, molto vicina alla bancarotta. Orgoglio è in dieci anni essere riusciti a fare quadrare i conti; avere acquistato il 58,5% di Chrysler, averla risanata e stare puntando al 100%; Orgoglio è pur avendo incontrato in questo cammino la più grossa crisi economica del dopoguerra, non avere subito scuotimenti, ed essere stati obbligati solo ad eliminare una zavorra comunque inutile (Termini Imerese), ammainando le vele e chiudendosi a riccio, ma intanto ristrutturando e rendendo come nuovo Pomigliano d'Arco e aprendo un sito nuovo in Serbia; Orgoglio è avere acquistato lo stabilimento della Bertone e averci destinato il rilancio di Maserati. Orgoglio è infine attirare investitori. Voi blogger che insolentite sempre Sergio Marchionne perché ha i listini Alfa-Fiat-Lancia ridotti all'osso, cosa ne pensate dei Suoi colleghi CEO di PSA e Opel? Perché non fate mai un commento al loro costante, perenne, irresponsabile camminare sul filo della bancarotta, come facevano in Fiat Paolo Cantarella e Roberto Testore prima che arrivasse proprio Sergio Marchionne nel 2003 ad un passo, appunto, della bancarotta? E' comodo perdere tonnellate di denaro sapendo che dietro c'è papà "Stato" che comunque ti salva, come sta facendo l'Eliseo con PSA garantendo ossigeno per 7 miliardi di €, o come fece mamma Angela (Merkel) con Opel, convincendo GM a tenersela pur che rimanga in Germania, rifiutando varie offerte di matrimonio tra cui anche quella proprio di Fiat! Fiat oggi fa da sola, salvo utilizzare la CIG come fa qualsiasi Azienda italiana, la cui Cassa (la C di CIG) nei momenti buoni non dimentichiamo che è riempita in massima parte proprio con i contributi versati da Fiat per i Suoi dipendenti. Saluti!
Ritratto di DS
27 settembre 2013 - 10:51
Da un lato potrei darti ragione, però considerando che la crisi non potrà durare in eterno una politica come quella attuale Fiat rischia di farsi trovare impreparati nel momento in cui il mercato si riprenderà, dall'altra parte è vero che PSA e Opel hanno gettato parecchi soldi in modelli che non generano profitti, forse la scelta migliore è quella del gruppo Renault/Nissan di non esagerare ma nemmeno ridurre al minimo la gamma puntando anche sulle low cost con Dacia e Datsun. Per questo vorrei che Fiat avesse una politica simile.
Ritratto di mattiu
27 settembre 2013 - 15:15
Non c'è nulla da aggiungere. Merito a Marchionne di aver reso il gruppo Fiat uno dei più forti. Demerito ad Opel non aver sfruttato l'occasione per entrare in gruppo dove le sinergie erano già in uno stato avanzato.
Ritratto di LinUs62
2 ottobre 2013 - 11:09
..ed il bello è che, per esempio, mentre Opel si alleava con PSA...nello stesso momento faceva un'altro accordo con FGA per il Doblò/Combo marchiato Opel!
Ritratto di yeu
26 settembre 2013 - 18:42
Certo che vista in questo modo, le speranze di uscita dal tunnel sono proprio poche. Mi spiace soprattutto per PSA che, purtroppo, dipende troppo dall'Europa, mentre per Opel c'è sempre GM che vede e provvede.
Ritratto di fabri99
26 settembre 2013 - 19:46
4
Beh, GM non è che veda e provveda proprio sempre. Con ciò voglio dire che avere le spalle General Motors fa sicuramente bene, ma se Opel cade, sappiamo già che General Motors non si fermerà per aiutarla a rialzarsi, come ha fatto con molti altri marchi, la porterà al fallimento. Personalmente, sono egualmente preoccupato per entrambi i marchi. Ciao!
Ritratto di yeu
26 settembre 2013 - 21:25
Beh, a quanto ne so, è dal 1997 che Opel è in perdita, che ormai molti la definiscono cronica, eppure GM si ostina a non vendere Opel, nonostante molti azionisti non tollerano questa situazione ormai da troppi anni.
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