DA CODICE PENALE - Chi mente commette un reato. È quanto ha appena ribadito la Cassazione, con sentenza 12779/2017: il proprietario dell’auto che riceve a casa una multa che prevede un taglio di punti-patente, deve comunicare alle forze dell’ordine il nome del guidatore a cui sottrarre i crediti (vedi qui). Se non fornisce i dati di chi era al volante, subisce una multa supplementare di 300 euro circa, con spese di spedizione. Ma attenzione: se dà un nome di una persona che non stava guidando al momento dell’infrazione, commette un reato di falso, punti dal codice penale.
“SCAMBIO” DI PERSONA - È successo alla proprietaria di una vettura: una straniera, pizzicata mentre guidava tenendo un cellulare. Fermata da un agente, la guidatrice, adducendo come scusa “incomprensioni linguistiche”, chiedeva che la violazione non le venisse contestata sul posto. Una volta ricevuto il verbale a casa con taglio di punti, però, la donna ha incolpato un innocente. Il trucco è stato scoperto, la battaglia legale è finita davanti alla Cassazione. Che ha confermato: è reato.






