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Perché le auto giapponesi sono più affidabili?

Pubblicato 24 ottobre 2025

Le vetture del Sol Levante hanno costruito negli ultimi anni una reputazione quasi imbattibile in fatto di robustezza. Ma da dove nasce questa fama?

Perché le auto giapponesi sono più affidabili?

SEMPRE IN VETTA

Quando si parla di affidabilità, le classifiche parlano chiaro: i marchi giapponesi dominano. Nel rapporto pubblicato da J.D. Power lo scorso giugno Lexus e Nissan si sono piazzate ai primi due posti (qui per saperne di più). E secondo una recente ricerca i modelli che hanno maggiore probabilità di raggiungere i 400.000 km sono quasi tutti giapponesi (qui per saperne di più): una superiorità schiacciante e inequivolcabile. Ma come mai da anni il paese asiatico continua a primeggiare?

UNA CULTURA INDUSTRIALE UNICA

Alla base dell’industria automobilistica giapponese c’è il kaizen, cioè la filosofia del miglioramento continuo. Ogni fase della produzione, dalla progettazione fino alla vettura finita, è sottoposta a controlli rigorosi: non solo per ridurre i difetti ma anche per eliminare gli sprechi e ottimizzare i processi.

TECNOLOGIE COLLAUDATE

“Tutto quello che non c’è non si rompe”, come diceva Henry Ford. Molti costruttori nipponici hanno per questa ragione preferito soluzioni tecniche semplici e robuste, rinunciando a volte a innovazioni più sofisticate ma meno affidabili. Mazda, ad esempio, punta ancora sui motori aspirati e il cambio automatico a variazione continua CVT, meno sofisticato di una trasmissione robotizzata a doppia frizione ma anche meno soggetto a rotture, è molto diffuso nella produzione “made in Japan”.

LA REPUTAZIONE COME ASSET

Per marchi come Toyota, Nissan, Suzuki o Mazda, l’affidabilità non è solo un valore tecnico ma anche un capitale commerciale. In mercati competitivi come quelli europei o americani nel corso negli anni la fiducia dei clienti è stata costruita proprio sulla promessa di “auto che non ti lasciano mai a piedi”. Perdere questo punto di forza per loro significherebbe per queste aziende compromettere decenni di lavoro.

NON È TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA

L’affidabilità resta un marchio di fabbrica delle auto giapponesi ma questo non significa che siano esenti da difetti. Alcuni motori diesel di Subaru e Mazda, ad esempio, si sono rivelati poco longevi e la multispazio Toyota Proace City Verso, frutto di un accordo con Stellantis, ospita sotto il cofano anche il discusso motore 1.2 turbo a tre cilindri a benzina con cinghia a bagno d’olio soggetto a usura precoce. 

Neppure la Toyota Yaris Hybrid è immune da critiche, mentre diversi modelli Nissan condividono componenti con il marchio partner Renault. In certi casi, come nel caso delle Mitsubishi Colt e ASX “gemelle” rispettivamente di Clio e Captur, si tratta proprio di auto francesi con un marchio nipponico sul cofano.



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Ritratto di deutsch
27 ottobre 2025 - 13:44
4
più che Italia direi Europa perché mi pare che nemmeno nel resto d'Europa abbia grande proselitismo, ma è abbastanza normale visto che Honda non punta all'Europa ma ad altri mercati e di riflesso il suo prodotto non incontra le esigenze degli europei
Ritratto di Truman200
25 ottobre 2025 - 11:22
Tavares il più grande manager che ci sia stato, ha fatto guadagnare 1 miliardo a stellantis con archer aviation, altro che la panda
Ritratto di Tfmedia
25 ottobre 2025 - 12:16
5
Serietà, meccanica di altissima precisione, tolleranze di lavorazione più ristrette, collaudi approfonditi, no raccomandati ma meritocrazia, coinvolgimento dei dipendenti e niente scioperi.
Ritratto di Vate
25 ottobre 2025 - 12:23
Esatto! Un po' come da noi ...
Ritratto di Midoriya-Izuku
25 ottobre 2025 - 15:00
Basta con questi luoghi comuni da Boomerbook!
Ritratto di Achillea
25 ottobre 2025 - 12:42
Si dice che il Made in Japan sia tutto più affidabile. Suppongo sia così anche per le auto.
Ritratto di fastidio
27 ottobre 2025 - 12:32
9
Verissimo, vedi gli airbag Takata..
Ritratto di _ELAN_
25 ottobre 2025 - 13:21
Però manca un commento del troll con profili fake dai nomi nipponici demenziali, tipo "mazdasuziki". Cristo se mi manca... scusate.
Ritratto di Stefano_76
26 ottobre 2025 - 14:35
Ringrazia che non è comparso CalogeroSiciliano con il suo "W il prodotto italico", HAHAHA!
Ritratto di Vinbroken
25 ottobre 2025 - 13:59
Non ho risposte ma Posso portarvi la mia esperienza con fornitori e clienti con cui ho a che fare. Il giapponese parte dalla produzione anche se viene assunto come futuro dirigente, il tedesco demanda i compiti ma ognuno nel proprio settore; Penso che il Giapponese abbia una visione più generale del prodotto e quindi sia più portato a creare un ottimo prodotto (mediamente si intende).
Ritratto di Gratto Da Vinci
25 ottobre 2025 - 14:46
C'entra la gestione dei fornitori; se li spremi, non ottieni buoni componenti: you get what you pay for. C'entra anche la gestione dei progettisti; se gli imponi economie illogiche, non otterrai mai progetti realmente competitivi. Un esempio su tutti, molto discusso anche qui: Alfa Romeo. Questo marchio ha smesso di investire nei '60, non con Fiat, non con Stellantis, ma molto prima. Fortunatamente ai tempi aveva già fatto cose ottime, che servirono poi negli anni successivi a dare una parvenza di vita, quando in realtà il marchio era già defunto. Le spese sostenute per creare da zero Alfasud, in logica di sviluppo del Mezzogiorno, hanno costituito una zavorra micidiale in termini di evoluzione delle auto, proprio mentre tedeschi e giapponesi spiccavano il volo, incontrastati da noi italiani. In concreto: la Montreal V8 aveva praticamente il telaio della Giulia, e si vedeva, il V6, "stranamente" monoalbero, e il concetto di transaxle con dischi inboard erano frutto di modifiche progettuali alla meccanica della Lancia B20 di metà anni 50, l'Alfa 6 era su pianale 2300 FNM modificato, e si vedeva, senza transaxle pertanto, e l'Alfetta è praticamente rimasta in produzione, solo "mascherata", fino all'uscita dalle linee dell'ultima 75. Serve altro? Perché ce n'è, ma se la mentalità è questa non credo che si possa andare molto lontano, né che serva una parola in più. Troppi interessi economici speculativi d'ordine particolare, condizionamenti politici, individualismi, settarismi, ecc. Serve vero orgoglio nazionale, magari, non certo la solita pelosa e patetica facciata "cerimoniale", e dietro niente, o ben poco insomma. Ci siamo venduti tutto, a tutti; vincere con gli italiani è gioco da ragazzi, basta prenderne uno, o un "gruppo", e sistemarlo per un paio di generazioni. E si vedevano, e si vedono...
Ritratto di Midoriya-Izuku
25 ottobre 2025 - 15:02
Eh sì...
Ritratto di Merigo
25 ottobre 2025 - 15:35
1
"Neppure la Toyota Yaris Hybrid è immune da critiche"? Illuminante! Redazione, quando si sparano droni lesivi della reputazione di chicchessia, bisognerebbe motivarli, magari documentarli e comunque non certo lasciarli nel vago! Diversamente, invece di leggere un articolo di una testata specializzata, è come essere al bar, in cui ognuno tra una birra e un caffè la spara come gli viene!
Ritratto di Mirko21
26 ottobre 2025 - 10:57
PERCHE' IN GIAPPONE IL SENSO DEL DOVERE E' QUASI UNA RELIGIONE...CHI LAVORA MALE VIENE COLPITO NELL'ONORE E OSTEGGIATO DAGLI ALTRI.
Ritratto di Vate
26 ottobre 2025 - 13:00
Giusto. Un po' come da noi ... dove chi vive alle spalle del prossimo è considerato un esempio.
Ritratto di Mauro1971
26 ottobre 2025 - 19:22
1
Banale dirlo... è un discorso culturale dopo il 45 l obiettivo era vincere guerre industriali..l etica e la dedizione al lavoro loro..con kaizen e purtroppo Hiroshi creano prodotti fantastici...i coreani gli somigliano...se Detroit falli...furono loro nel 70 80 poi dominato quel mercato..tocco all Europa che memore di quello impose produzione in Francia Spagna e inghilterra
Ritratto di AlphAtomix
27 ottobre 2025 - 09:42
perché i giapponesi per primi sanno che se facessero un purecess 1.2 nessuno in patria gli comprerebbe più neanche un monopattino. Quindi stanno attenti
Ritratto di Roveredo1953
27 ottobre 2025 - 09:48
1
Sono alla seconda Madzda CX30 190 cv AWD automatica ... mai avuto un problema.
Ritratto di 02-0xygenerator
27 ottobre 2025 - 11:36
I giapponesi hanno la cultura del lavoro. Fin da piccoli la società giapponese insegna loro i fondamentali. A fine giornata scolastica gli scolari giapponesi di tutte le età puliscono le aule. Gli sportivi giapponesi puliscono le palestre e gli spogliatoi che utilizzano. Niente ê dovuto e ciò che ê pubblico ê di tutti, non di nessuno o da depredare o da sporcare. Insegnare questo fin da bambini, nella società, fa sì che nasca dentro di sé, la cultura del lavoro. Ne fanno fieri. Poi ovviamente esiste di tutto anche lì. Ho avuto 3 auto giapponesi e non ho avuto mai problemi. Ho avuto 8 Audi, e la qualità, e l’affidabilità, non ê, a parer mio, la stessa di Lexus. Fiat 124 e Renault 5 , le peggiori. Smart, eccezionale. Va anche a fortuna con le auto. Ma mediamente concordo con l’articolo. Le giapponesi son migliori.
Ritratto di giuliog02
28 ottobre 2025 - 16:01
Per O2-Oxygenerator. Sono stato in Giappone per lavoro in due occasioni. Visitato diverse aziende, tra cui due a fondo ( Ho lavorato - per 18 anni complessivamente - in due aziende europee con prodotti giapponesi in licenza). Posso dire che lavorano in modo straordinario, con passione, dedizione e metodo. L'errore è disonorevole, non accettato. In una delle aziende visitate tutte le acque reflue delle lavorazioni, passavano alla fine del percorso per diversi processi chimico-fisici di depurazione e, quindi, in uno biologico (esteso quasi quanto un campo da calcio). Uscivano dallo stabilimento passando per una vasca/acquario con pesci ed organismi vegetali, a dimostrazione della qualità. Non so se mi spiego. All'interno dell'enorme spazio lavorativo e nei pressi della suddetta vasca/acquario c'era la casetta dei nonni fondatori dell'azienda... E' tutta una cultura che deriva da centinaia di anni di tradizione artigianale, marinara e contadina, in cui non si perde nulla del buono già fatto. Non si perde, lo si coltiva... Non si vedono in giro auto con guasti alla carrozzeria o fari/luci guasti. I tassisti cambiano le foderine bianche dei poggiatesta ogni giorno, come si fa con la camicia e la biancheria intima. Se avessi divorziato, avrei cercato una posizione in Giappone. Vi ho incontrato diversi anglosassoni in buone posizioni tecniche.
Ritratto di GIACOMO DOMENICO STINCONE
27 ottobre 2025 - 16:06
mai sentito parlare di ONESTA, scrupolo, serieta, impegno, amore ( vero) per il proprio lavoro. bene, sono questi gli ingredienti che distinguono tutto il popolo giapponese dal resto del mondo europei in testa, per non parlare dei replicanti cinesi, masse indifferenziate che come insetti ubbidiscono ad un solo fuco, il ccpcc, che li ricambia con il bocconcino chiamato dumping per distruggere le economie mondiali, ma sono certo che con i giapponesi troveranno ossi duri.
Ritratto di GIACOMO DOMENICO STINCONE
28 ottobre 2025 - 16:37
per due motivi, da 40 anni fanno da se e secondo il carattere nipponico. non seguono le chiacchere ambientaliste e terroriste europee e non fanno i replicanti come i cinesi con spalle coperte da stato comunista ( e delinquente). poi "collaborano" con tutti!!! bene, vedremo alla fine i dati veri statistici sulle auto che si rompono subito e quelle che resistono, vedremo...
Ritratto di hal lamio guccino
28 ottobre 2025 - 16:43
1
Veramente Toyota è leader nel ibrido da anni.

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