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Le Fiat-Chrysler a tempo di record

26 settembre 2009

Sergio Marchionne avrebbe dato un'accelerata al piano industriale della Chrysler: l'intento è di "sfornare", entro 18 mesi, le auto basate sulla tecnologia Fiat e concordate con il governo Obama lo scorso febbraio.

PIANO INDUSTRIALE - Secondo quanto emerso ieri dal consiglio di amministrazione della Chrysler (dove Sergio Marchionne ha discusso il piano industriale che verrà reso pubblico a novembre) entro un anno e mezzo vedremo le prime automobili  frutto dell'integrazione tra la Fiat e la Casa americana.

Il piano sarà presentato presto anche all'amministrazione Usa, che con i soldi pubblici ha salvato la Chrysler dal fallimento.

DUE MODELLI DA CITTÀ – I dettagli non si conoscono, ma la sostanza è che le future Chrysler nasceranno con motori poco inquinanti e sulla base di pianali “made in Fiat”. S’inizierà con due nuove vetture da città, una berlina piccola e una un po’ più grande ma destinata, comunque, a muoversi soprattutto nel traffico. Il piano dovrebbe prevedere anche la produzione della Fiat 500 in Messico (come avevamo già ipotizzato qui).

Il progetto comprende pure una berlina “compact” (intorno ai 4,5 metri di lunghezza) destinata a sostituire la Sebring. Per questo modello si parla dell’utilizzo del pianale C-Evo, cioè della piattaforma derivata da quella della Fiat Bravo e che servirà da base anche per le Alfa Romeo Milano e Giulia (oltre che per una nuova Jeep).

UNA SFIDA GIÀ AFFRONTATA – Per quanto riguarda i tempi strettissimi imposti dal piano Marchionne, c’è da dire che sotto la sua gestione la Bravo venne realizzata, partendo da un foglio bianco, proprio in 18 mesi, sfruttando tecnologie di progettazione molto evolute.

Entro metà del 2011, anche la Chrysler Town & Country, le Dodge Caravan e Caliber e le Jeep Compass e Patriot dovrebbero avere un “nuovo vestito”: si tratterebbe, però, soltanto di aggiornamenti, non di automobili interamente nuove. Una scelta voluta da Marchionne per risalire la china, visti gli scarsi risultati commerciali di questi modelli.





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Ritratto di Giannino
26 settembre 2009 - 14:25
Non vedo l'ora che il nuovo Gruppo sforni le novità. Puntare a 5-6 milioni di auto è una grande sfida. Ci vuole coraggio.
Ritratto di Pinuccio
26 settembre 2009 - 14:54
ma gli americani che se ne fanno delle auto piccole? per me fiat rischia...
Ritratto di ale08
28 settembre 2009 - 09:06
concordo pienamente
Ritratto di mrgennaro90
26 settembre 2009 - 16:15
Ho paura che la Fiat faccia un buco nell'acqua in america. Ci provarono già alcuni anni fa a portare lo stile italiano negli USA e fu un fallimento. In america si sa che vanno molto le auto familiari da 7 posti, i grandi suv o le musclecar...tutte auto che da noi si vedono poco... Per me la Fiat ha fatto un investimento sbagliato
Ritratto di Peacy
26 settembre 2009 - 16:19
concordo alla stragrande!!!
Ritratto di ZioFerro
26 settembre 2009 - 17:35
questa volta mi sa che i ruoli si invertono ed è l'america che va verso l'europa. I tempi oggi sono diversi e gli americani a mio parere stanno passando da un mercato "libero" ad uno molto più controllato dove le amminastrazioni dettano delle precise linee guida da seguire. La grande fortuna della fiat è l'essere travolta in pieno da queste linee guida, avere già tutto (o quasi) pronto all'uso e trovarsi davanti una casa in fallimento che di tutto ciò invece non ha nulla.
Ritratto di berni
26 settembre 2009 - 19:44
Speriamo che Marchionne ci azzecchi ancora....Non dimentichiamo MAI che la FIAT è la nostra più grossa azienda privata che condiziona enormemente il PIL (e quindi la ricchezza Italiana) dell'Italia.
Ritratto di dunk
27 settembre 2009 - 12:19
Da non scordare che il presidente degli USA ha indetto un nuovo piano per la riduzione del grado di inquinamento. Fino ad ora le macchine prodotte negli states non soddisfano queste nuove norme...diciamo che gli americani si dovranno far piacere le made in italy
Ritratto di cavalierebianco
27 settembre 2009 - 13:18
Negli usa devono cominciare a pensare un po' più in piccolo, non si capisce perché un americano debba muoversi con una macchina lunga cinque metri e con motore a otto cilindri, consumando come un'idrovora... Il successo che negli ultimi 20 anni hanno avuto le auto giapponesi (un po' più piccole e con motori di cilindrata ridotta, oltre che meno costose di quelle americane) dimostra che qualcosa anche là sta cambiando. Forse.
Ritratto di paolino bmw
27 settembre 2009 - 22:09
... e pensare che la fiat qualche anno fa era in crisi profonda. Ora è in grado di salvare una casa come la Chrysler. Sono contento. Possiedo una BMW serie 1 e la Fiat 600 come seconda auto. Anche se adoro le BMW non tradirò mai la fiat, ne ho avute molte e mi sono trovato molto bene.