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La Fiat vuole collaborare per il futuro di Pomigliano

23 giugno 2010

Dopo i risultati del referendum che ha visto il consenso solo del 63% circa dei lavoratori, la Fiat, attraverso un comunicato, ha reso noto che collaborerà con i sindacati che hanno approvato l'accordo per dare un futuro allo stabilimento campano.

TROPPO POCO? - Marchionne era stato molto chiaro sul referendum (qui la news). Voleva un consenso unanime, vicino all'80%, secondo i ben informati. Diversamente, la produzione della Panda (nella foto la versione attuale) sarebbe stata trasferita allo stabilimento polacco di Tichy. Nonostante questa soluzione sia comunque al vaglio dei vertici del gruppo, la Fiat ha diffuso un comunicato nel quale esprime apprezzamento per “il comportamento delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori che hanno compreso e condiviso l’impegno e il significato dell’iniziativa della Fiat per dare prospettive allo stabilimento di Pomigliano”. Secondo il comunicato “la Fiat ha preso atto della impossibilità di trovare condivisione da parte di chi sta ostacolando, con argomentazioni dal nostro punto di vista pretestuose, il piano per il rilancio di Pomigliano”. In ogni caso, si impegna a collaborare con le parti sindacali che hanno approvato l'accordo “al fine di individuare le condizioni di governabilità necessarie per la realizzazione di progetti futuri”. La casa torinese si dice dunque aperta a trovare una soluzione per i circa 5000 lavaoratori di Pomigliano d'Arco ma una posizione non è ancora stata espressa.

COSA PENSANO LE ISTITUZIONI - “Non voglio nemmeno ipotizzare che Fiat cambi idea”, ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, dopo i risultati di oggi sul referendum. “Non ho parlato direttamente con Marchionne, ho sentito l'azienda dopo l'esito e sono fiducioso sugli investimenti su Pomigliano”.

LE PAROLE DEI SINDACATI A FAVORE - Anche la Cisl non sembra preoccupata che la Fiat possa cambiare idea. Secondo Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, il Lingotto ha l'obbligo di rispettare i suoi impegni: “Mi rifiuto di pensare che Marchionne non garantirà l'accordo”, ha detto. Bonanni, inoltre, ha puntato il dito contro la stampa, accusandola di essere la causa di una certa disinformazione. “Ci sono le condizioni per fare gli investimenti e garantire Pomigliano d'Arco e altri posti di lavoro. Inoltre”, continua Bonanni, “la Fiat ha avuto la possibilità di dire che si sarebbe rimessa al risultato del referendum, che ha dato un esito largamente positivo. Ci sono organizzazioni che possono reggere questo sforzo, sono convinto che anche la Cgil si unirà a noi perché qui stiamo discutendo se la fabbrica debba stare in piedi o meno. Non è un gioco qualsiasi. Qui ci sono 5000 posti di lavoro più l'indotto e c'è l'avvenire industriale del Napoletano”. Anche Luigi Angeletti, segretario della Uil, crede fermamente che la Fiat terrà fede ai suoi impegni realizzando gli investimenti promessi nei prossimi mesi. “Se in Italia si dovesse sostenere la tesi che le cose si possono fare soltanto se c'è l'unanimità, allora non si farebbe nulla”, ha detto ai microfoni di SkyTg24.

COSA DICE LA FIOM - Durante la conferenza stampa che il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha tenuto oggi, sono stati ringraziati “i lavoratori e le lavoratrici di Pomigliano perché hanno dimostrato una responsabilità e una dignità che deve essere di lezione per tutti. La Fiat voleva organizzare”, continua Landini, “un plebiscito con ricatto dei lavoratori. Loro vogliono l'investimento, il lavoro ma anche i diritti e la dignità, che le questioni non sono scindibili”.

GLI INDUSTRIALI - Anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha commentato le vicende che vedono protagonista la Fiat e i sindacati su Pomigliano d'Arco. “Siamo soddisfatti che l’azienda voglia andare avanti con la maggioranza dei sindacati e dei lavoratori che hanno deciso di sostenere la Fiat”, ha detto. Inoltre la Marcegaglia ha anche apprezzato che la maggior parte dei lavoratori abbia compreso “a necessità di riportare Pomigliano, dopo tanti anni, in linea con la produttività non degli stabilimenti cinesi, ma degli altri italiani”.



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Ritratto di Bramante
23 giugno 2010 - 14:14
1
Di fronte alla maggioranza dei lavoratori che si è espressa favorevolmente, la Fiat deve mantenere le promesse! Non scherziamo c'è in ballo il pane quotidiano di 15000 famiglie, compreso l'indotto! Auguri Pomigliano D'Arco!
Ritratto di lamui
23 giugno 2010 - 16:33
a me qualcosa non torna: Fiat in polonia 5.800 dipendenti, 600.000 auto/anno Fiat in brasile 8.700 dipendenti, 700.000 auto/anno Fiat in italia 26.840 dipendenti, 645.000 auto/anno
Ritratto di maverick1980
23 giugno 2010 - 17:53
c'è per forza qualcosa che non va!troppo assenteismo , troppa mutua ingiustificata e troppi scioperi!poi se la Fiat vuole delle garanzie per investire miliardi la colpa è sua! e ti danno del razzista
Ritratto di ghighen
24 giugno 2010 - 11:02
Nemmeno il più razzista dei padani avrebbe potuto prevedere un risultato peggiore per il referendum di Pomigliano. I meridionalisti dicono che al sud non tutti sono pelandroni e camorristi, non tutti hanno un secondo lavoro in nero ed illegale. Al sud, dicono i meridionalisti, almeno l'80% è costituita da persone volenterose e perbene. Il referendum di pomigliano ci dice invece che quasi il 40% della forza lavoro di napoli non ha problemi a trovarsi una seconda occupazione, forse persino meglio remunerata di quella offerta dalla Fiat, magari solo un tantino più rischiosa. A questo punto Marchionne farebbe meglio a pensare di spostare a Pomigliano la produzione di veicoli molto semplici da assemblare e da poter vendere ad un prezzo relativamente alto, tale da coprire le inefficienze ed il costo dell'improduttività dello stabilimento campano. Suggerirei qualche veicolo dell'Iveco. La Panda la si lasci ai Polacchi che sono lavoratori volenterosi e corresponsabili del suo enorme successo commerciale e pertanto meritevoli di vedersi assegnata la produzione della nuova vettura
Ritratto di SHAOLIN QUAN
25 giugno 2010 - 10:30
a Tavola...ma per piacere!!!Fiat vattene e venditi i tuoi gioielli tecnologici in Croazia,Polonia,Padania e...sempre se non si mettono a ridere per la qualita',negli states!!

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