La Porsche guarda al 2035 e mette in cima alla lista una nuova super sportiva a motore centrale. È uno degli elementi che più faranno felici gli appassionati della strategia “Sportwagenschmiede ’35” (letteralmente “Produttore di auto sportive ’35”), presentata dalla casa tedesca al Capital Markets Day di Weissach (qui sopra il ceo Michael Leiters).
Il costruttore ha infatti annunciato lo sviluppo di una piattaforma per una supercar a motore centrale, destinata a una nuova linea di modelli che si collocherà al di sopra della 911. Per il momento non sono stati forniti dettagli sulla tecnica, sul motore o sulle prestazioni, ma la vettura sarà però anticipata il 15 ottobre, mentre un primo indizio accompagnato dalla dicitura Mission S è già comparso sui canali social della casa (vedi più in basso).
Il progetto rientra nel piano con cui l’azienda vuole rafforzare la propria identità di costruttore di auto sportive, estendendola anche ai segmenti più redditizi. L’obiettivo dichiarato è proporre “la vettura più sportiva” in ogni segmento nel quale il marchio è presente, aumentando al tempo stesso il peso dei modelli di fascia alta. In particolare, la Porsche vuole incrementare di circa il 45% la quota dei modelli dei segmenti D ed E all’interno della gamma nel medio periodo.
La strategia “Sportwagenschmiede ’35” parte dal principio “Value over Volume”: non inseguire necessariamente maggiori volumi, ma aumentare il valore generato da ogni vettura. Per farlo, la Porsche prevede di ridurre di circa il 20% il numero delle varianti della gamma, puntando a ottenere un aumento del 30% delle vendite medie per ciascuna versione.
Parallelamente, il prezzo medio delle versioni al vertice della gamma dovrebbe crescere di circa il 20% nel medio termine. Un ruolo importante sarà affidato alla personalizzazione: per questo l’obiettivo è ampliare le possibilità di configurazione e incrementare sensibilmente i ricavi delle attività legate alla personalizzazione più spinta.
In particolare, il programma Sonderwunsch dovrebbe arrivare a generare nel medio periodo un fatturato sei volte superiore a quello attuale. Anche le attività legate alle prestazioni saranno riunite sotto il nuovo concetto “Home of Sports Cars”, insieme a quelle dedicate all’esclusività e all’eredità storica del marchio.
La supercar a motore centrale non sarà l’unica novità della gamma: entro il 2030 la Porsche vuole presentare almeno un nuovo prodotto capace di caratterizzare il marchio ogni anno, affiancando le novità alle evoluzioni dei modelli già in listino.
Nel 2028 sono previste le nuove 718 Boxster e Cayman completamente elettriche, che dovrebbero contribuire ai risultati commerciali già nel loro primo anno completo di produzione.
Sempre nel corso 2028 è previsto una nuova suv “entry level”, che sarà venduta insieme all’attuale Macan elettrica: avrà motori termici e sistemi ibridi plug-in e dovrebbe dare un contributo significativo alle vendite e alla redditività dal 2029.
La Porsche sta inoltre valutando un’altra suv, più grande e prestigiosa della Cayenne, mentre la gamma 911 sarà ulteriormente ampliata con nuove versioni particolarmente orientate al lato più emozionale emozionale.
Tutti questi nuovi progetti, nelle intenzioni di Zuffenhausen, dovrebbero spostare progressivamente il baricentro della gamma verso modelli di maggiore valore.
Nonostante l’arrivo di nuove Porsche elettriche, la casa non rinuncia a una strategia basata su più tipi di propulsione. Il piano conferma infatti un approccio a tre tecnologie, con nuovi investimenti sia nei motori a combustione e nei sistemi ibridi plug-in, sia nella prossima generazione di batterie. L’obiettivo è mantenere il carattere sportivo indipendentemente dalla soluzione tecnica utilizzata.
La casa tedesca vuole quindi rafforzare il proprio DNA nei modelli a due e quattro porte e fare in modo che ciascuna vettura rimanga riconoscibile come una Porsche. Per ridurre i costi di sviluppo, la collaborazione con l’Audi sarà inoltre intensificata attraverso l’impiego delle piattaforme PPE (elettrica) e PPC (termica), mantenendo comunque caratteristiche e tecnologie specifiche per i due marchi.
La Porsche punta a rendere l’organizzazione più snella e a ridurre il punto di pareggio a meno di 200.000 vetture. Per riuscirci, prevede una riduzione fino al 20% dei costi di sviluppo dei nuovi modelli, ottenuta attraverso tempi di progettazione più brevi, maggiore modularità e minore complessità.
Nella produzione, i costi del personale dovrebbero diminuire fino al 30% nel medio periodo, mentre quelli relativi alla vendita e alla distribuzione sono destinati a calare del 20%. Anche i costi dei materiali per i nuovi progetti dovrebbero ridursi di circa il 10% rispetto ai piani precedenti.
Nel complesso, il numero dei dipendenti dovrebbe scendere del 25% nel medio periodo, con un obiettivo strategico del 30%. Il piano concordato con i rappresentanti dei lavoratori prevede una riduzione di circa 9.000 posti di lavoro, accompagnata dall’impegno a garantire fino al 2035 i posti della forza lavoro considerata centrale per l’azienda.
Nel medio termine la casa prevede ricavi di gruppo compresi tra 41 e 45 miliardi di euro, con un margine operativo del 10-15% e un margine di flusso di cassa netto dell'attività automobilistica del 9-12%. Nel lungo periodo gli obiettivi salgono rispettivamente al 15% e al 12%.

















