La Tangenziale di Napoli ha ottenuto la certificazione ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come prima Smart Road d’Italia, in conformità al Decreto Ministeriale 70/2018. Il progetto coinvolge Autostrade per l’Italia, il Mit e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (Most), con il supporto tecnologico di Movyon.
Per ottenere la certificazione, l’infrastruttura deve soddisfare tre requisiti: monitoraggio del traffico tramite sensori distribuiti lungo la rete, monitoraggio meteo e del rischio idrogeologico con rilevamento in tempo reale di condizioni che potrebbero generare frane o alluvioni, e comunicazione bidirezionale tra veicolo e infrastruttura (V2X) per fornire agli automobilisti informazioni aggiornate su velocità consigliata, incidenti, meteo e pericoli.

Lungo i 22 chilometri della tratta sono in fase di installazione 217 telecamere, 15 portali di rilevamento, 8 centraline meteorologiche e 40 antenne con tecnologie Its-G5 e cellular V2X. I dati convergono sulla piattaforma C-Its di Movyon. Attualmente 30 veicoli connessi comunicano in tempo reale con l’infrastruttura.
Nel tratto tra Vomero e Fuorigrotta è stata condotta per la prima volta in Italia una sperimentazione con un veicolo a guida autonoma che ha adattato la propria velocità in funzione delle indicazioni fornite dall’infrastruttura.
Ricordiamo che le cosiddette Smart Road sono delle autostrade intelligenti capaci di comunicare con le auto a guida autonoma e di fornire ai conducenti informazioni utili per viaggiare in sicurezza. Sensori, luci e sistemi digitali in grado di rilevare automaticamente incidenti o situazioni di pericolo e di trasmettere le segnalazioni, attraverso una piattaforma centralizzata, alle autorità competenti.

Telecamere ad alta definizione che leggono le targhe dei veicoli in transito e monitorano il traffico in tempo reale. A queste si possono aggiungere anche innovazioni più o meno futuristiche come aree di servizio smart, caselli autostradali capaci di recuperare energia dai veicoli in frenata, droni utilizzati per controllare la circolazione o verificare lo stato di salute delle infrastrutture, e pavimentazioni dotate di sensori che “dialogano” con gli operatori per programmare con maggiore precisione gli interventi di manutenzione.





