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PSA: nessuna revisione della fusione con FCA

Pubblicato 26 giugno 2020

Il ceo della PSA nega che ci sia in programma di rivedere l’accordo di fusione delle due società dopo lo scossone provocato dalla crisi economica.

PSA: nessuna revisione della fusione con FCA

RISPOSTA A UN AZIONISTA - Carlos Tavares, ceo di PSA, ha ufficialmente negato che ci sia l’intenzione di rivedere i termini dell'accordo di fusione con FCA a causa della crisi economica dovuta alla pandemia di coronavirus. Lo riporta un articolo di Automotive News dove il numero uno del gruppo francese, nel corso dell’assemblea annuale degli azionisti di PSA, ha ribadito il suo no a un azionista di riferimento, Phtrust, che gli stava chiedendo di  rivedere i termini dell’accordo a causa della recessione dell'industria automobilistica globale.

I TERMINI SONO QUELLI - Per Tavares, mai come in questo periodo l'accordo con Fiat Chrysler è di fondamentale importanza per accelerare i processi di ottimizzazione e di risparmio sui costi vivi industriali. Una preoccupazione inutile anche perché FCA ha appena ricevuto l’ok per un  prestito di 6,3 miliardi di euro sostenuto dal governo italiano, mentre i bilanci del gruppo francese stanno al momento reggendo bene al repentino crollo economico. Tavares ha inoltre aggiunto che è necessario essere professionisti seri:  PSA ha firmato un accordo equilibrato e soddisfacente per entrambe le parti. E in un momento difficile come questo non sarebbe corretto e nemmeno opportuno cambiare le carte in tavola.

PORTERÀ GRANDI RISPARMI - Nel corso dell’assemblea Tavares ha aggiunto che l’accordo porterà grandi benefici a lungo termine: nei prossimi dieci anni e forse anche di più queste sinergie si tradurranno in enormi vantaggi per i due gruppi. Entro il quarto anno, dice sempre Tavares, queste sinergie permetteranno un guadagno netto di 3,7 miliardi di euro,  somma che per larga parte deriverà dal risparmio dovuto all’utilizzo di piattaforme comuni.

LA UE NON È UN PROBLEMA - Tavares ha poi aggiunto che 25 team, in rappresentanza di 500 manager della PSA, stanno lavorando alla fusione con FCA, mentre ha minimizzato sulle conseguenze delle possibili misure antitrust della UE nel comparto dei veicoli commerciali leggeri. Non è un problema, dice, anche perché almeno 10 dei 20 dossier presentati dall’antitrust sono già stati approvati in sede UE.



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Ritratto di BioHazard
26 giugno 2020 - 12:56
Su quale base andrebbero rivisti i termini non riesce proprio a capire... I valori di borsa ci dicono che FCA vale 13.76 miliardi mentre PSA 12.94, in teoria se si dovessero rivedere bisognerebbe qualcosa in favore di FCA che al momento dell'annuncio della fusione valeva meno di PSA mentre ora vale di più.
Ritratto di Oxygenerator
26 giugno 2020 - 13:40
@ BioHazard Bisognerebbe guardare il mondo in maniera obbiettiva e non in una ottica da fans di FCA. Come poi si possa essere fans di una multinazionale, ancora non l’ho capito. Il prestito fatto ad FCA serve proprio, a mio avviso, a scongiurare l’iootesi di revisione dell’accordo.
Ritratto di Oxygenerator
26 giugno 2020 - 13:41
Ipotesi
Ritratto di Dario Visintin
26 giugno 2020 - 14:23
saluti ,io mi auguro quanto prima che avvenga questa fusione,che a medio termine potrebbe trovare spazio anche a renault.dove abito io negli anni sessanta il luogo era zona depressa ,in parole povere reddito pro capite quasi nullo,in un decennio tutto è cambiato,dopo quarant'anni una grande azienda ha chiuso lasciando a casa parecchi dipendenti che dopo breve hanno trovato lavoro nelle altre aziende sorte in quel periodo.io ho seguito negli anni l'evolversi di fiat e considerato i vari pareri e opinioni fca ora in italia non esisterebbe più. noi siamo portati ad amare il made in germany più che il nostro .fca e l'indotto da lavoro a migliaia di famiglie molte case automobilistiche e anche tedesche adottano tecnologia made in italy.comunque fino a quando l'italiano criticherà fca molte famiglie sapranno cosa mettere in tavola,certo si potrebbe anche fare meglio ma col senno di poi molti di noi cambierebbero il mondo due volte al giorno.quello che mi fa veramente male è quello che è successo in commissione al senato dove chi dovrebbe tutelare noi cittadini ha fatto si che venisse ripristinato ancora una volta la garanzia del vitalizio ,mentre ci sono persone ripeto persone normali che per invalidità civile percepiscono l'elemosina.. ricordo sempre che il dialogo è l'anima della mente.io auguro a fca da vero italiano che porti sempre alto il valore italiano e che resista per altri cento anni. un saluto ai lettori e alla redazione
Ritratto di Oxygenerator
26 giugno 2020 - 15:06
@ Dario Visintin Tutto molto bello e condito di buoni sentimenti. Va tutto bene. Io da vero italiano mi auguro che fca si unisca con psa e che sparisca nella fusione e che vada a capo di questo super gruppo, qualcuno che non usi i dipendenti come un corpo contundente, contro il proprio stato di appartenenza. Non se ne puó più dei continui ricatti di fiat prima e fca adesso, sui minacciati più o meno licenziamenti se ......... !!! Personalmente credo che un’azienda debba farcela da sola e che possa anche aiutata dallo stato, saltuariamente. Non continuamente. Spero che il nuovo gruppo porti auto e progetti nuovi e lavoro in più per tutti. So che posso sembrare ingeneroso, ma sono fermamente convinto che fca sia stata più un danno che un aiuto all’italia tutta, nella sua lunga storia, in termini politici, industriali e pubblici. Alcune storture del nostro mercato si devono alle scelte volontarie fatte per aiutare fiat e non ad es. il traporto su rotaia. Molte politiche sono state adottate piegando il mercato al volere di un’unica azienda, portando un poco, anche all’assetto disastrato che vediamo ora. FCA dovrebbe, a mio avviso , con tutti gli aiuti che le sono stati dati, dall’italia e non solo, dalla sua fondazione, essere una stella luminosa nell’industria automobilistica e non essere ridotta al lumicino, sia come modelli, che come vendite. Auguro alla risultante dell’unione di fca e psa un luminoso futuro, per il bene di tutti i lavoratori.
Ritratto di Dario Visintin
26 giugno 2020 - 17:25
per elix69 e oxygenerator ma io condivido tutto quello viene scritto ,l'italia è un grande paese ricordo che noi non abbiamo materie prime pensate al caso mattei ,l'agricoltura italiana, il tessile io ne so qualcosa avendoci lavorato per quasi tutta la mia vita, la trasformazione dell'acciaio, la chimica , il lattiero caseario,le uniche cose che ancora per un po possiamo alzare le barricate è il settore automotive e la produzione del vino ,ortofrutticoltura se non è alle corde poco ci manca .allora io mi chiedo è questione di uomini ? non riusciamo a sbrogliare l'arduo compito delle infrastrutture.io non ho nessuna remore contro il settore pubblico ma sembra per paradosso che sia l'unica cosa che funzioni. in tutto questo vogliamo accusare fiat anche di questo, ho le cause del declino e l'immobilità del nostro paese sono da ricercare nella classe politica che da quarant'anni non ha nessun potere in europa?saluti
Ritratto di 82BOB
28 giugno 2020 - 11:37
Forse troppo ingeneroso Oxy... per anni Italia e FIAT si sono sostenuti a vicenda, profittevolmente, è col tempo che la bilancia ha iniziato a pendere: passati gli anni '70-'80, dopo anni di dure lotte, la globalizzazione e una classe politica non sempre all'altezza (eufemismo) hanno minato sia lo Stato che FIAT, rendendo il gruppo torinese una grande falla nella rete socio-economica del paese. FCA e minkionne hanno poi tracciato un enorme solco e allargato la falla, generando ancora più scollamento, non solo d'opinione, tra il gruppo anglo-olandese e il suo paese d'origine!
Ritratto di Elix69
26 giugno 2020 - 15:36
@DarioVisintin A mai pensato a quanti non lavorano per fca e il piatto di pasta lo mettono in tavola per loro e i loro cari? Sono milioni, per fortuna. Saluti senza polemica.
Ritratto di Vincenzo1973
29 giugno 2020 - 00:12
@oxy Sei ingeneroso. Fiat e stato si sono supportati a vicenda. Dire che uno ha preso e l'altro solo pagato significa non aver chiara la storia dell'auto in questo paese. Fiat ha costruito dove non c'era nulla e dove era antieconomico costruire ieri come oggi. Vedi Sicilia (unica chiusa) o Melfi -Basilicata ( oggi invece una potenza). Nessun costruttore si sarebbe sognato di costruire li o a pratola serre (Avellino) dove oggi fanno motori. Avrebbero tutti costruito al nord per mille motivi logistici. Investono ancora e tanto. Hanno rivisto i loro piani 1000 volte ma sono ancora lì, quando in altro paesi , vedi Inghilterra, la produzione auto sta collassando.
Ritratto di 82BOB
29 giugno 2020 - 08:01
Condivido la critica mossa a Oxy, ma è bene porre l'accento sul decadimento di questa "collaborazione": se prima era un mutuo sostentamento (in senso positivo), poi è diventato un'associazione "a delinquere" (se mi si passa il termine forte per descrivere lo scambio di favori...), e infine si è trasformato in "furto ai danni dello Stato" (anche qui, passstemi la semplificazione...)! Come scrivevo prima, dopo gli anni di lotte e i ruggenti anni '80 che hanno coperto dietro gli ottimi risultati commerciali le profonde crepe che andavano formandosi nel rapporto FIAT-Italia, le crisi degli anni '90 prima e l'avvento di marchionne (sempre in minuscolo, ovviamente) hanno eroso definitivamente i collegamenti tra impresa e Stato, rendendo di fatto a senso unico (dallo Stato verso FCA Italy) il rapporto...
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