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Regole UE sulle emissioni: rischioso pasticcio

20 gennaio 2016

La proposta ruota intorno a limiti con guida reale più del doppio di quelli misurati in laboratorio: una questione molto intricata.

Regole UE sulle emissioni: rischioso pasticcio
SOLLECITAZIONE - L’Acea (associazione dei costruttori europei di auto) ha preso posizione sollecitando le autorità comunitarie a fare urgentemente chiarezza sulle future normative che regolano i test per rilevare le emissioni dei veicoli. Il segretario generale dell’Acea, Erik Jonnaert, ha sottolineato come “l’industria ha urgentemente bisogno di chiarezza, in maniera che i costruttori possano programmare lo sviluppo e la progettazione di veicoli capaci di superare i nuovi test di misurazione delle emissioni effettuati sulla base di una guida normale (RDE)”. Aggiungendo anche che la stessa industria automobilistica “vuole i nuovi test RDE al fine di ricreare la fiducia dei legislatori e dei consumatori sulle prestazioni ambientali dei nuovi veicoli”.
 
PROPOSTE E MODIFICHE - La sollecitazione delle case costruttrici è venuta dopo che lunedì 18 gennaio la conferenza dei capigruppo del Parlamento europeo aveva deciso di rinviare al mese di febbraio una votazione che doveva esprimere il parere dell’assemblea sul progetto di normativa proposto il 28 ottobre scorso dalla Commissione europea. Un parere che si prevedeva contrario. Il progetto in questione era già stato criticato dagli organismi parlamentari che si occupano dell’ambiente, perché ritenuto troppo blando nell’introdurre nuovi standard sulle emissioni dei nuovi veicoli. Il progetto varato dalla Commissione europea il 28 ottobre era stato messo a punto dopo che il TCMV (Comitato tecnico sui veicoli a motore) aveva messo in discussione una precedente proposta più severa della Commissione europea. Secondo quanto messo in discussione davanti all’assemblea del Parlamento, dal 2017 le emissioni di NOx (ossidi di azoto) rilevate dei test con guida normale su strada potranno essere fino a 2,1 volte quelli limite Euro 6 (che sono di 80 g/km). Ciò significa che per la prima fase di applicazione della nuova normativa il limite massimo di NOx sprigionato dai motori nella guida stradale dovrebbe essere di oltre 160 g/km. 
 
CONSEGUENZE ECONOMICHE E SOCIALI - Come detto, in precedenza la Commissione europea aveva preparato una proposta più restrittiva, ma da parte dei rappresentanti dei governi dell’Unione si era fatto presente che una tale eventualità avrebbe messo in seria difficoltà le case costruttrici, per il poco tempo a disposizione per mettere a punto nuovi dispositivi capaci di regolare le emissioni come richiesto e per i costi che questo obiettivo avrebbe comportato. In questo quadro c’era stata la valutazione del TCMV contraria alla prima proposta della Commissione. E nella discussione sono state evocate pesanti conseguenze sull’occupazione del settore auto. Argomentazione quest’ultima che aveva spinto per tenere in considerazione le richieste delle case automobilistiche.
 
IL RINVIO - Con questa situazione, alla vigilia della prevista votazione di lunedì 18, era dato per certo un serrato confronto tra chi era favorevole a concedere più tempo alle case costruttrici e chi invece sosteneva la necessità di adottare standard più rigidi, considerati assolutamente necessari (e le vicende del Dieselgate erano e sono prese come testimonianza di questa necessità). Nella riunione della conferenza dei capigruppo del Parlamento europeo c’è poi stata la decisione di rinviare la votazione al prossimo febbraio. A sostenere il rinvio sono stati i due grandi gruppi parlamentari del PPE e di S&D, cioè i Popolari e la sinistra. Contrari sono stati i gruppi ambientalisti.
 
IN CERCA DI UN COMPROMESSO - Il rinvio dovrebbe servire per arrivare a trovare una soluzione capace di ridurre le opposizioni ai limiti di emissioni con i rilevamenti con guida reale. La decisione ha suscitato forti critiche dal movimento ecologista che accusa la Commissione europea di subalternità all’industria automobilistica. Da parte delle forze che hanno deciso il rinvio c’è invece la preoccupazione per le conseguenze che limiti di emissioni più severi potrebbero avere sull’industria automobilistica e sulla relativa occupazione. Che è la motivazione addotta per ammorbidire la proposta di nuovi limiti preparata dalla Commissione europea.
 
RITARDI COLPEVOLI - L’intricata vicenda è in fondo la conseguenza del ritardo con cui si è affrontato il problema dei test con cui rilevare le emissioni dei veicoli. Perché è da anni che si dice che quelli praticati attualmente non rispecchiano quanto le auto emettono nel loro uso normale, ma non si è fatto nulla per cambiare le cose. Da parte della case automobilistiche c’è poi stata una colpevole politica di comunicazione che ha visto usare i dati rilevati nei test di omologazione per promuovere i propri modelli, inducendo a credere che si trattasse di dati relativi alla guida reale. 
 
PROSPETTIVE MOLTO INCERTE - Infine, per certi versi si può dire che si è aggravata la situazione adottando limiti sempre più severi ma con i test eseguiti esclusivamente al banco, fino al punto che il passaggio ai test con guida reale significa adottare limiti vistosamente più tolleranti. Il movimento ambientalista sostiene che l’industria deve trovare una soluzione, anche sospendendo la distribuzione dei dividendi e investendo nella ricerca tutti gli utili (come sostenuto in una risoluzione votata il 27 ottobre dal Parlamento europeo). Ma anche in questa improbabile ipotesi resterebbe il problema delle auto esistenti, e non da meno di come potrebbero essere le nuove auto, di quanto potrebbero costare, di come potrebbero funzionare. In definitiva di quante ne potrebbero essere vendute, quindi di quali sarebbero le conseguenze sul settore dell’auto. In definitiva una rivoluzione dagli esiti incerti con sviluppi imprevedibili.


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Ritratto di SINISTRO
20 gennaio 2016 - 17:22
3
Ok, tutto a tarallucci e vino.....
Ritratto di Porsche
21 gennaio 2016 - 09:14
tu lo sai che le leggi non vanno di pari passo con le scoperte scientifiche ?
Ritratto di SINISTRO
21 gennaio 2016 - 17:18
3
Beh, una cosa spesso voluta...
Ritratto di Highway_To_Hell
20 gennaio 2016 - 18:10
Diciamo le cose con un po' più di dovizia di particolari però: ALCUNE case, specie quelle che per capirci si vantano di essere più "all'avanguardia" hanno serie difficoltà a riallineare i loro valori su strada (che saranno comunque sempre più alti) a quelli su banco, per questo hanno fatto azione di lobbismo sulla Commissione e sul Parlamento Europeo per avere delta più laschi tra i due tipi di test; non sono tutte uguali, sugli inquinanti come sostiene qualche ciaparat: alcune, per esempio truffano in maniera conclamata...
Ritratto di the arabian phoenix
20 gennaio 2016 - 21:00
non voglio essere troppo "visionario" ma qui finisce come in america con l'acquisto dei certificati verdi da qualche omologa tesla made in ue...ecco perchè non credo alla favola del diesel gate
Ritratto di Challenger RT
21 gennaio 2016 - 01:25
La sacrosanta necessità di una limitazione alle emissioni reali (specialmente di NOx e polveri sottili) delle automobili non piace proprio alle case automobilistiche europee. Dopo vent'anni di cieche e truffaldine politiche aziendali che hanno causato l'irresponsabile diffusione soprattutto dei motori diesel in Europa, male- educando milioni di automobilisti, adesso, di fronte all'evidenza tragica di centinaia di migliaia di morti, ancora non si vuole sottostare a delle "reali" limitazioni delle emissioni inquinanti con la vergognosa scusa dei posti di lavoro. Posti di lavoro che - non si dice - non andrebbero affatto persi, perché se non si produce un diesel si produrrà un altro motore!
Ritratto di SR71s
21 gennaio 2016 - 18:56
NOx e PM no, invece HC e CO tutto regolare? Ma lo sai almeno che anche i motori a benzina producono NOx e PM? Sai che il PM dei motori a benzina è talmente sottile che fino a pochi anni fa non si sapeva nemmeno esistesse perchè non c'erano gli strumenti per rilevarlo? Sai che tra qualche anno compariranno, guarda un po', anche i Gasoline Particulate Filter per le tue amate ed ecologiche auto a benzina quando nemmeno loro rientreranno più nei limiti? Finchè ci si fa la guerra tra motori che per forza di cose devono coesistere dato che nessuno dei due è in grado di soddisfare tutta la richiesta dell'automotive, dati i vantaggi e gli svantaggi che ognuno ha, non la finiremo più.
Ritratto di Challenger RT
22 gennaio 2016 - 00:05
PM e NOx perché hanno conseguenze dirette sulla salute umana. Inoltre so benissimo che anche i benzina a iniezione diretta generano tali emissioni, ma in quantità talmente inferiori ai diesel da essere irrilevanti. Infine i benzina i.d. sono poco diffusi.
Ritratto di SR71s
22 gennaio 2016 - 21:16
Gli HC incombusti è acclarato che siano cancerogeni e vengono prodotti solo dai motori a benzina. E la CO se presente con concentrazioni dell'1% t'ammazza nel giro di un minuto. Non è che il benzina sia proprio un toccasana per l'ambiente eh. I benzina a iniezione diretta poco diffusi? Non mi risulta. Anzi, dati i molti vantaggi in termini di consumi che hanno, questi motori rappresentano il futuro dei motori Otto. TFSI, TwinAir, MultiAir, TCe sono tutti a iniezione diretta. Il fatto è che la ricerca e la tecnologia fortunatamente avanzano e il dato di fatto è che ormai i Diesel Euro VI con vari accorgimenti tra cui SCR, EGR e DPF (escludendo mappature ad hoc per i test) sono arrivati a emettere quantità di particolato paragonabili ai motori a benzina. Con questo non voglio prendere le parti del Diesel, anzi, è innagabile che presenti dei difetti, ma non si può dire che attualmente uno sia meglio dell'altro a priori.
Ritratto di Angi0203
21 gennaio 2016 - 22:52
concordo con SR71s per quel che riguarda le reali emissioni del benzina moderno (=iniezione diretta). Più la pressione di iniezione và sù, più problematici diventano NOx e PM. D'altra parte, se vuoi ridurre il CO2 ... Sul fatto di produrre più motori di questi invece che di quelli, bé diventa un challenge non da poco. Non è che le linee di produzione le porti la befana ed anche se una certa frazione del motore è intercambiabile proprio la questione emissioni ha portato ad una maggiore specializzazione dei rispettivi design. Insomma, ci vogliono tempo e soldi, tanti soldi.
Ritratto di SR71s
22 gennaio 2016 - 21:19
Concordo. Solo un appunto: più la pressione sale, migliore è la nebulizzazione del carburante, più combustibile brucia, minore è la produzione di PM.
Ritratto di Porsche
21 gennaio 2016 - 07:55
Si stila la lista degli inquinanti più pericolosi (esempio nano polveri) e si cerca di combatterli, scomprendo anche che la strada intrapresa fin quì è tutta una scemenza per gli ambientalisti.
Ritratto di Porsche
21 gennaio 2016 - 09:05
infatti BMW è in regola con le emissioni. Testate direttamente dall'ente USA che ha smascherato Vw. Per cui tutte affermazioni false.
Ritratto di Porsche
21 gennaio 2016 - 10:46
che BMW rappresenti una lobby dell'automotive made in germany non capisco dove sta il problema.
Ritratto di Highway_To_Hell
21 gennaio 2016 - 10:08
No, il fatto è che tu di tecnologia automotive non ne capisci il resto di nulla e ti permetti anche di contestare le affermazioni altrui definendole false. Quello che l'ente americano ha provato su bmw, rispetto a vag dimostra solo che, mentre usando l'AdBlue (che in Europa i bavaresi si guardano bene dall'introdurre quando possono evitare per questioni di costi) i diesel rispettano norme stringenti, senza, per basilari questioni di chimica, non possono, a meno di non barare come han fatto i cialtroni in vag, poi prontamente scoperti. Il discorso politico è esattamente quello fatto sopra da fevi. Già all'inizio dello scorso anno, approfittando del semestre di una presidenza accondiscendente (Lettonia) la Merkel ha fatto pressioni per spostare le norme per la riduzione della CO2 dal 2020 a (almeno per ora) 5 anni in avanti perché sa benissimo come i costruttori tedeschi siano tra quelli più indietro ad oggi. Per dimostrare come le mie siano affermazioni supportate da fatti e non le chiacchiere di un ciarlatano qualsiasi (tipo le tue sopra, per capirci), basta dare un’occhiata a questo documento di un istituto indipendente: http://www.transportenvironment.org/sites/te/files/publications/TE_Mind_the_Gap_2015_FINAL.pdf Da qui si evince come, se si facessero domani i test su strada, quelli meno in difficolta a rientrare in range più ristretti (ossia quelli che hanno emissioni reali più vicine al dichiarato) sarebbero nell’ordine Toyota e subito dopo FCA; i tedeschi, su questo fronte, sono tra i costruttori peggiori, anche se ovviamente dalle loro pubblicità questo non traspare…
Ritratto di TokioDrift
21 gennaio 2016 - 16:11
Sono d'accordo circa gli aspetti politici sulla Merkel, peró sugli aspetti tecnici non proprio. Alcune case tedesche cercano di fare innovazione sul parco motori, mentre Fiat monta ancora motori del nonno (il 1.2 ad esempio ormai è un motore da paleolitico) e mi pare strano che risultino rispettosi di norme sempre più stringenti!!
Ritratto di Highway_To_Hell
21 gennaio 2016 - 17:09
No, questo secondo la tua opinione e le tue conoscenze motoristiche, che, però, non rispecchiano la realtà. Ripeto: vai su Google ed inserisci il nome dello studio "Transport & Environment Mind the Gap 2015" fatto su basi un po' più solide delle tue impressioni; così ti aggiorni anche sugli aspetti tecnici...
Ritratto di SR71s
21 gennaio 2016 - 19:10
Per non essere d'accordo sugli aspetti tecnici si presume che chi dissente abbia delle conoscenze tali da poter sostenere la propria posizione, invece mi sembra che tu stesso non ne capisca granchè. Il motore del nonno è rispettoso delle norme perchè negli anni, partendo dalla base solida del Fire, è stato via via migliorato parallelamente ai sistemi di post trattamento dei gas (i catalizzatori) rientrando agevolmente nei limiti. Se Fiat non ha come slogan "All'avanguardia della tecnica" non significa che non faccia innovazione.
Ritratto di Angi0203
21 gennaio 2016 - 23:01
Caro Tokyo, a Lei sembrerà strano, ma il fatto è che sia le prove fatte negli USA (che hanno portato alla scoperta del pasticcio) sia quelle successive fatte dal KBA tedesco e relativo ente francese hanno evidenziato discrepanze dei "motori del nonno" rispetto a quelli (che costano il doppio, triplo) di chicchessia ditta Le venga in mente. Molte volte basta sostituire l'altezzosità con l'intelligenza.
Ritratto di TokioDrift
22 gennaio 2016 - 09:43
Sul fatto che fossero stati fatti degli upgrade negli anni non avevo dubbi visto che il motore è preistorico! A quanto pare dovró informarmi meglio ma le cose possono essere dette anche in modo più educato senza il solito saccentismo. Non penso che Fiat faccia cattivi motori, anzi...peró onestamente il 1.2 è proprio vecchio come concezione e la macchina non va avani nemmeno a spingerla e consuma un bel pó!! @fevi non sono giapponesino e il nome è dovuto al fatto che ho rivisto il film poco tempo fa, ergo evita uscite del c***o come quella tua...non mi pare di aver offeso nessuno prima, quindi pretendo la stessa cosa dagli altri visto che comunque siamo soltanto gente che commenta articoli di un giornale per auto. Sii gentile e saró pù che felice di confrontare le mie opinioni con te, se non vuoi esserlo amen
Ritratto di TokioDrift
22 gennaio 2016 - 09:59
A quanto pare non hai letto bene quanto scritto sopra...è forse falsità che il 1.2 è motore antico? Ho forse detto che tutti i motori Fiat sono da buttare invece quelli tedeschi sono meravigliosi? La risposta è: NO! Ci sono motori Fiat che secondo me sono molto ben riusciti, altri un pó meno e lo stesso vale per altre case automobilistiche. Non sono avvocato dei tedeschi! Se poi devi distorcere quello che scrivono gli altri per il solo gusto di dar loro addosso allora buona vita da frustrato.
Ritratto di selvaggio
21 gennaio 2016 - 11:48
Per mettere con le spalle al muro chi non vuole ridurre le emissioni degli autoveicoli, basterebbe applicare ( es: in Italia ) una norma più restrittiva, come per esempio è stata fatta per il contante. In Italia non si può usare contante x oltre € 3K, mentre in altre nazioni non c'è limite. Prima di immatricolare un'auto nuova, oltre alla dichiarazione di conformità della "fabbrica", test alla MTC , se non rientra nei parametri sovrattassa come mezzo inquinante a carico dell'importatore, o non immatricolazione. Lo stato incasserebbe e l'industria si adeguerebbe. Non è fantasia sono decenni che lo fanno in California, dove vigono norme più restrittive rispetto ad altri stati Americani.
Ritratto di Porsche
21 gennaio 2016 - 12:07
in california le auto vengono vendute in perdita. Per favore non facciamo parallelismi inutili.
Ritratto di Helio
21 gennaio 2016 - 15:51
In California l'acquirente di auto riceve ben altra considerazione e trattamento perché, a quanto pare, è uno dritto ed è rappresentato da enti altrettanto dritti, e che lo salvaguardano (leggi EPA e CARBON); consumatori ed enti che alla casa automobilistica di turno le fanno cahghare nelle mutande tanto che, come dici tu, addirittura le fanno vendere "a perderci". Qua da noi invece, converrai che ne venga automatico, siamo una massa di bifolchi retrogradi (tanto che la Silicon Valley è là da loro non qui da noi) abbindolabili e contenti di pagare per pseudo qualità da reclame e che degnamente veniamo rappresentati dai vari MCTC / KBA. KBA, hai presente, quello che ora ha GARANTITO a livello europeo l'OK sui motori """risistemati""" del dieselgate; motori che però sempre lei, KBA, aveva dato originariamente per buoni; capisci perché in California vendono sotto costo e qua invece fanno margini?
Ritratto di orsogol
21 gennaio 2016 - 11:59
1
Posso capire l'enormità degli interessi in gioco, ma tecnicamente non riesco a vedere tutti questi problemi. Se si creano nuovi test che danno i consumi reali, che sono notoriamente di circa il 40% più alti di quelli ottenuti con i test attuali, è evidente che i costruttori non potranno più rientrare nei limiti stabiliti oggi dalle normative europee e dunque queste normative dovranno essere riviste al rialzo, portando i NOx a 80 x 1,4 = 112, e con calcolo analogo tutti gli altri inquinanti presi in considerazione dalle normative. L'impatto sui costruttori sarebbe nullo per quelli i cui valori attuali si discostano del 40% dalla realtà, sarebbe addirittura vantaggioso per quelli con scostamenti inferiori, mentre quelli che oggi dichiarano 100 ma in realtà consumano 150 o 160 dovrebbero tirarsi su le maniche e darsi da fare.
Ritratto di Porsche
21 gennaio 2016 - 12:09
quindi le cilindrate non conterebbero ?
Ritratto di orsogol
21 gennaio 2016 - 13:02
1
Non contano neanche oggi.

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