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Renault Eolab è una concept ibrida lunga 407 cm (uno solo più di una Clio), nata con lo scopo di sperimentare soluzioni per ridurre i consumi applicabili senza stravolgimenti sulle auto già in produzione o di prossimo lancio. Secondo la casa, la percorrenza media omologata di questa vettura (partendo, cioè, con il “pieno” di corrente) è di ben 100 km/l. Negli obiettivi della Renault questo risultato doveva essere raggiunto senza rinunciare a linee gradevoli, a performance accettabili e a costi di produzione ragionevoli. Riguardo al primo punto, le forme sono quelle di un'auto “normale” (e alcuni dettagli, come la linea di cintura o i fanali li ritroveremo sulle Renault del futuro) mentre la carrozzeria è bassa grazie al fatto di aver spostato di qualche cm in giù la posizione dei sedili e del divano. Molto curata l'aerodinamica: dietro le ruote posteriori ci sono due alette verticali che si aprono sopra i 70 km/h (riducono i vortici nella coda, contenendo i consumi) e uno spoiler anteriore mobile (si estende in velocità, quando le sospensioni pneumatiche abbassano la vettura per far fluire meno aria sotto). Tecnologiche anche le ruote: i pneumatici sono strettissimi (145/70) ma montati su cerchi di ben 17 pollici. Inoltre, i copricerchi si aprono in caso di necessità per far raffreddare meglio i dischi dei freni.
PESA POCO, BEVE MENO - Il punto di partenza è stato la ricerca di un'auto leggera: quindi, sono state escluse a priori delle batterie troppo potenti (e pesanti): quelle della Renault Eolab sono agli ioni di litio (più compatte e leggere) e con capacità di 6,7 kWh. Un'auto “piuma”, inoltre, non è solo più scattante e meno “assetata”, ma richiede anche componenti più piccoli perché sottoposti a minori sollecitazioni: freni, mozzi, ruote ecc. Parti che, proprio per il fatto di essere “ridotte”, sono a loro volte più leggere, contribuendo ad abbassare ancora di più il peso complessivo. Ovviamente, anche i materiali sono raffinati, ma senza ricorrere a quelli rari o troppo costosi e a lavorazioni artigianali o molto diverse da quelle eseguite oggi nelle fabbriche della Renault. Acciai più evoluti (e quindi più sottili, a parità di resistenza) sono stati usati per le zone maggiormente sollecitate in caso di incidente, mentre il tetto è realizzato in leggerissima lega di magnesio. Per il pianale, sul quale poi appoggiano i sedili, è stata invece usata una speciale plastica rinforzata con fibre, completamente riciclabile. Grazie a questi e altri accorgimenti (ad esempio, lo scarico è cortissimo e termina all'altezza delle poltrone e il parabrezza è spesso solo 3 mm: un terzo in meno di uno convensionale), la Renault Eolab pesa solo 955 kg, compresi circa 150 kg di batterie.
DUE MOTORI E TRE MARCE - Il motore a combustione è un classico tre cilindri a benzina di un litro di cilindrata, senza sovralimentazione: eroga 75 CV e lavora in coppia con uno elettrico di 68 CV. Innovativo è il cambio (del quale non abbiamo potuto ottenere tutti i dettagli poiché coperto da brevetti in fase di registrazione ma dei quali siamo comunque entrati in possesso, disegno qui sotto). Si tratta di un manuale tre sole coppie di ingranaggi (corrispondenti circa alla 1°, 3° e 5° marcia): due collegate al motore elettrico e una a quello a benzina. Entrambi i propulsori possono, indipendentemente o insieme (in questo caso, ciascuno usando un rapporto diverso, per un totale di nove combinazioni), far arrivare la potenza alle ruote e, durante i cambi di marcia, il motore che in quel momento non ha la funzione di propulsore principale, porta allo stesso regime gli alberi del cambio prima che dei servomeccanismi effettuino la cambiata (il sistema esegue, in pratica, una sorta di “doppietta”): mancano, infatti, i sincronizzatori. Il tutto viene gestito dall'elettronica: è assente il pedale della frizione e si usa una rotella per selezionare la marcia avanti, la “folle” o la retromarcia. La Renault Eolab si guida esattamente come un'auto automatica. Questo sistema, complicato solo a parole, permette di impiegare poche marce ma anche di fare a meno, oltre che dei sincronizzatori, anche della frizione: il solo cambio pesa circa metà di un manuale convenzionale a cinque rapporti.
Il disegno dell'innovativo cambio della Eolab.
SI RICARICA ANCHE DA SOLA - Dopo tanta teoria, la pratica; la “strada” è uno stretto circuito di prova di proprietà della Renault a Mortefontaine, a nord di Parigi. Il sottile sedile di guida della Renault Eolab è insospettabilmente comodo: merito dell'imbottitura semirigida che si adatta al corpo, permettendo di fare a meno delle molle e delle spesse imbottiture tradizionali. Se non fosse per il cruscotto e gli specchietti, sostituiti da piccoli schermi che sembrano cellulari disposti in orizzontale, parrebbe quasi di trovarsi su un'auto di serie. Messo il cambio in D (“drive”, per la marcia avanti), i primi metri si percorrono in modalità elettrica che, se la carica è sufficiente, può bastare fino a 120 km/h. L'autonomia dichiarata a corrente è di 60 km e le batterie si possono ricaricare non solo da una spina o durante i rallentamenti, ma anche sfruttando il tre cilindri: da fermi può infatti muovere il motore elettrico che, così, diventa un generatore e “fa il pieno alle pile”. Utile, ad esempio, per ripristinare il livello di carica prima di entrare in zone a traffico limitato dove sfruttare la sola propulsione elettrica.
CAMBIATA DA METTERE A PUNTO - Premendo con un po' più di decisione sul pedale destro, il motore a benzina entra in gioco. La spinta si fa ben più decisa ma, grazie alle marce “vere”, non c'è quel fastidioso “effetto-scooter” che si prova in accelerazione su altre ibride. In compenso, però, il passaggio di rapporto è molto lento. Gli ingegneri ci hanno assicurato che è solo questione di calibrazione: in teoria si possono eguagliare i migliori cambi robotizzati a doppia frizione. Lo “0-100” ufficiale è di 9 secondi: quanto una Clio col 1.2 turbo da 120 CV dotata di cambio manuale e a sensazione addirittura prudente, vista l'accelerazione istantanea che si ha quando si preme il pedale destro. Grazie all'assenza di modalità di guida da selezionare o palette al volante da tirare, ci si concentra solo sulla strada. Questa Renault Eolab è leggera e cambia direzione rapidamente, senza allargare la traiettoria anche in curve di medio raggio rese scivolose dalla pioggia affrontate a oltre 100 km/h: non l'avremmo mai detto, almeno guardando quei pneumatici “da bici”. Potente, ma ancora poco modulabile a bassa velocità, la frenata. La calibrazione del sistema di recupero dell'energia è infatti ancora da mettere a punto. Ma il tempo per farlo non manca: non vedremo la meccanica della Eolab su un'auto di serie prima di qualche anno.