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Ritardi Alfa Romeo: il mondo della componentistica è preoccupato

03 febbraio 2016

Le reazioni alla notizia che il gruppo FCA ha posticipato di due anni l’obiettivo Alfa Romeo di produrre 400 mila vetture.

Ritardi Alfa Romeo: il mondo della componentistica è preoccupato
PIOGGIA FREDDA PER L’INDOTTO - A cascata, le decisioni prese dal gruppo FCA a proposito del suo piano economico 2014-2018 (qui per saperne di più) hanno avuto un inevitabile impatto sul settore italiano della componentistica, cioè le aziende che producono un gran numero delle parti che sono impiegate nell’assemblaggio delle vetture. A mettere in apprensione il comparto è lo slittamento di due anni deciso dalla FCA per gli obiettivi prefissati dell’Alfa Romeo: 400 mila veicoli prodotti non sono più il traguardo per il 2018, ma per il 2020. 
 
PER IL CONSOLIDAMENTO -  Si calcola che nel 2015 in Italia siano stati prodotte 670 mila vetture (il dato ufficiale e preciso sarà diffuso a giorni) con un grande balzo rispetto al 2014 quando non si andò oltre le 420 mila unità. Ma, nella prospettiva, il mondo dell’indotto che fabbrica i componenti, attende con grande impazienza l’avvio della produzione della Alfa Romeo Giulia (nella foto) e degli altri nuovi modelli già annunciati dalla casa del Biscione, perché evidentemente da ciò deriverà un notevole impulso alla domanda di pezzi.
 
“SCIVOLO” DI DUE ANNI - La tempistica preannunciata dalla FCA con la prima versione del piano quinquennale 2014-2018 lasciava prevedere un forte contributo Alfa Romeo alle attività produttive italiane a partire dal 2016 con forte incidenza per il 2017 e il 2018. Ora, con la rielaborazione dei programmi così come resi noti pochi giorni fa, tutto slitta in avanti di un paio d’anni, innescando una inevitabile preoccupazione per il “buco” creato nelle pianificazioni di business. A esplicitare la situazione è stato Aurelio Nervo, il presidente dell’Anfia (l’associazione delle aziende della filiera automobilistica) che da un lato ha sottolineato i brillanti risultati conseguiti dal comparto auto nel 2015, ma contemporaneamente ha avanzato le sue preoccupazioni per le notizie arrivate dall’Alfa Romeo.
 
L’ALFA ROMEO È IMPORTANTE - Le tante industrie italiane impegnate nel settore della componentistica automotive hanno da tempo messo in atto una politica che non si limita a guardare all’Italia, ma riesce a essere fornitrice di tante case estere, in diversi paesi e continenti. Non è un caso che proprio in questi giorni un gruppo di dirigenti di aziende di questo settore sia impegnato in una missione in Marocco (con l’Anfia) per allacciare relazioni con la crescente industria automobilistica marocchina. Ciò non toglie però che la prospettiva di una forte ripresa produttiva da parte dell’Alfa Romeo, in Italia, significherà un altrettanto forte impulso per l’universo della componentistica. Comprensibile dunque l’apprensione innescata dall’annuncio dello slittamento dei programmi Alfa Romeo.




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Ritratto di pastrellandrea
3 febbraio 2016 - 11:48
Ritardi anche per i fornitori, avranno più tempo per perfezionare loro tecnologie. Per evitare richiami e altro potrebbe essere molto buono. Ma una volta lanciata per bene, la rinascita del biscione sarà un vero successo anche per loro.
Ritratto di Sepp0
3 febbraio 2016 - 11:58
Faccio comunque fatica a capire come faranno a passare in 4 anni da 64 mila auto a 400 mila auto, col catalogo che hanno e al ritmo di "ben" un nuovo modello l'anno (se va bene), nonostante l'apporto dei mercati cinese ed americano.
Ritratto di lorenzo.forte
3 febbraio 2016 - 15:01
L'apporto del mercato cinese e americano è un notevole apporto. Molto probabilmente il ritardo nei piani è dovuto al rallentamento del mercato cinese, che in caso di continua discesa renderebbe infruttuoso un investimento!
Ritratto di ghighen
3 febbraio 2016 - 23:09
Ma smettetela di credere a sta bufala del rallentamento del mercato cinese che non è affatto in discesa, semplicemente sta crescendo a ritmi meno sostenuti del passato. Però continua a crescere, quindi le auto valide continuano a vendere più di prima!
Ritratto di lorenzo.forte
4 febbraio 2016 - 10:10
Che il mercato cinese stia rallentando non mi sembra tanto una bufala, basta leggere le notizie di borsa delle ultime 2 settimane. E io stesso ho detto che il mercato cinese sta rallentando, la tua precisazione è fuori luogo.
Ritratto di Lo Stregone
6 febbraio 2016 - 20:11
Io ho 2 p...e così a sentire nominare la Cina. "Non si muove foglia che cina non voglia!"
Ritratto di PUNTOGT
3 febbraio 2016 - 16:29
Mi sa tanto di "sparata" come fù fatta per Lancia. 400 mila auto forse in 10 anni le vendono.
Ritratto di francyluc4
3 febbraio 2016 - 18:41
Infatti i modelli previsti per questo rilancio sono 8, con una media di 1 ogni 8 mesi, che è comunque piuttosto ambizioso come progetto, non lo nego. Per quello che riguarda però i modelli, dal dopo Giulia in avanti, saranno per lo più tutti sullo stesso pianale: Giulietta HB e 4 porte (accorciato - TP), SUV, Nuova berlina ed E-SUV (allungato) e così via... quindi non è un rilancio monomodello. I progetti sono interessanti.
Ritratto di PUNTOGT
4 febbraio 2016 - 15:30
Appunto....trattasi di progetti...sulla carta!
Ritratto di Lo Stregone
6 febbraio 2016 - 20:09
Sorpresa che nessuno si aspetta: AR chiude e tanti saluti a tutti.
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