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Scontro ai vertici della Volkswagen: il consiglio contro Piëch

09 febbraio 2017

Il consiglio di sorveglianza smentisce che i vertici del gruppo VW fossero al corrente dei fatti che poi hanno portato al Dieselgate.

Scontro ai vertici della Volkswagen: il consiglio contro Piëch

PIËCH ACCUSA - Nel Gruppo Volkswagen è in atto un vero e proprio scontro al vertice. Da una parte c'è Ferdinand Piëch (nella foto) fino all'aprile del 2015 presidente del consiglio di sorveglianza e maggiore esponente della proprietà (attraverso la Porsche Holding, l'azienda della famiglia Porsche-Piëch che controlla il 30% della VW). Dall'altra il consiglio di sorveglianza stesso che rappresenta tutti gli azionisti. La vicenda parte dalle presunte dichiarazioni di Piëch in occasione di un incontro presso la procura tedesca che sta indagando sulla vicenda del cosiddetto Dieselgate, riportate da alcune media tedeschi nei giorni scorsi (qui per saperne di più). In queste dichiarazioni Piëch avrebbe confermato che l'ex amministratore delegato Martin Winterkorn conosceva i problemi relativi al software per alterare le emissioni dei motori almeno sette mesi prima che lo scandalo diventasse pubblico (settembre 2015), nonostante Winterkorn in tribunale abbia detto il contrario.

IL CONSIGLIO RESPINGE - Oggi, in una nota, il consiglio di sorveglianza interviene per respingere con veemenza le accuse di Piëch affermando che egli aveva sostenuto la tesi anche durante l’indagine interna, affidata allo studio legale Jones Day, che intendeva far luce sulla vicenda per accertare le responsabilità in maniera indipendenti dalla magistratura. In quell’occasione furono valutate attentamente le affermazioni di Piëch, ma non furono trovate prove a supporto della tesi che venne definita non plausibile.

GLI AZIONISTI STANNO A GUARDARE - La questione è di una certa rilevanza, dal momento che potrebbe avere un peso decisivo sulla causa intentata da alcuni azionisti nei confronti del Gruppo Volkswagen. Questi sostengono che i vertici li hanno tenuti all'oscuro della vicenda che, una volta scoppiata, ha portato a una drastica perdita di valore delle azioni. Si parla di miliardi di euro in risarcimenti nei confronti degli azionisti, che si andrebbero ad aggiungere ai circa 25 miliardi di dollari che il gruppo tedesco sborserà negli USA per questa vicenda, tra multe inflitte dalle autorità e rimborsi ai clienti.



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Ritratto di Luzo
9 febbraio 2017 - 18:06
Ma la stessa cosa non l'aveva detta qualche ente americano, che avevano avvisato l'azienda un annetto prima? Glielo avevano tenuto nascosto?
Ritratto di Giuss
9 febbraio 2017 - 19:00
Ovviamente tutti sapevano tutto. È però assurdo che Piech per dispetto verso il consiglio, che lo ha messo alle spalle al muro in favore Winterkorn, stia creando dei squarci su una barca che già non è in acque tranquille. Sembra che gli importi solo della propria vendetta personale. Ed aimè per VW è più credibile la sua affermazione. Il titolo in borsa come sta reagendo?
Ritratto di AMG
10 febbraio 2017 - 15:24
La mia idea è all'incirca come la tua
Ritratto di AlexTurbo90
10 febbraio 2017 - 00:56
La penso allo stesso modo. Si vede chiaramente che qui "gatta ci cova", come si suol dire.
Ritratto di all'avanguardia della truffa2
10 febbraio 2017 - 09:42
il titolo volkswagen era sceso improvvisamente dal suo massimo 250 a 170, proprio nel periodo della sua uscita dal consiglio di sorveglianza, forse, proprio a causa della vendita delle sue quote. Magari non vorrebbe dare spiegazioni di questa operazione, che vedrebbe solo lui coinvolto, nei confronti dell' inchiesta aperta dagli altri soci, per la richiesta di risarcimento riguardo le azioni crollate in seguito. Una prova in più, che lo vedrebbe il solo a conoscenza dell' inevitabile terremoto non solo finanziario.
Ritratto di Luzo
10 febbraio 2017 - 08:29
Cioè dico , le cronache del'epoca riportano roba del genere "Volkswagen ha ammesso che un rapporto riguardante questo studio era stato inviato a Winterkorn il 23 maggio del 2014. Ad ogni modo, l'azienda tedesca ha voluto precisare come "non sia documentato se e in che misura Winterkorn abbia al tempo preso visione di questo rapporto". Non sembrano invece esserci dubbi sul fatto che l'ex-CEO abbia letto un altro promemoria interno, inviato il 14 novembre 2014, che fra le altre cose spiegava come risolvere il problema delle emissioni "taroccate" in Nord America avrebbe comportato una spesa di circa 20 milioni di euro."
Ritratto di monodrone
10 febbraio 2017 - 10:29
A dividere i profitti tutti sanno tutto. Quando arrivano i guai nessuno sa niente. Magia della specie umana.
Ritratto di caronte
14 febbraio 2017 - 21:59
La VW smentisce per non sborsare altri soldi ma non penso che nessun manager VW fosse all'oscuro di tutto.

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