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Scontro duro in Francia per i tagli Peugeot-Citroën

19 luglio 2012

In Francia continua a occupare le prime pagine la ristrutturazione decisa dalla PSA Peugeot Citroën. Da un lato sono riportati nel dettaglio i “tagli” programmati, dall’altro il confronto tra governo e società ha assunto toni di rara durezza.

I NUMERI DEI TAGLI - Se il sito maggiormente colpito dalla manovra elaborata dal gruppo PSA è quello di Aulnay, con la chiusura dell’impianto e la soppressione dei suoi 2.993 posti di lavoro, forte è anche l’intervento a Rennes, dove si producono la Citroën C5 e C6, e le Peugeot 407 coupé e la 508. Qui il piano PSA prevede un taglio di 1.400 posti su 5.648 addetti oggi in forza allo stabilimento. Il terzo taglio in ordine di grandezza è quello programmato alla fabbrica di Poissy (Peugeot 207, 3008, 5008 e Citroën DS5) dove sono 702 i posti da sopprimere su 6.028 oggi esistenti. A Mulhouse (Peugeot 206 e 308, Citroen C4 e DS4) è prevista la cancellazione di 273 posti su 8.087. Nella sede storica della Peugeot, Sochaux, il ridimensionamento è percentualmente più lieve: 579 posti su 11.850. A essere cancellati saranno 239 posizioni di operaio, ma anche 182 di tecnico e 158 di “quadri”. A Poissy Tertiare, dove ha sede l’amministrazione, su 3.070 posti oggi esistenti è previsto di tagliarne 192.

Produzione fabbrica peugeot citroen 2

COLLETTI BIANCHI - Perché non lievi sono anche gli interventi pianificati nelle strutture non di produzione. A Parigi, al quartiere generale del gruppo, su 1.655 addetti ci sarà un ridimensionamento di 317 posti: 64 tecnici e 253 “quadri”. Il grande centro di Ricerca e Sviluppo di Velizy, che conta 5.468 addetti ne perderà 684: 428 “quadri”, 232 tecnici e 24 operai. Al Centro tecnico di La Gaarenne-Colombes salteranno 227 addetti su 2.673, di cui solo 12 operai e i rimanenti tecnici e “quadri”.

STABILIMENTI SATELLITI - Meno interessati alla ristrutturazione sono gli impianti dove avviene la produzione dei vari organi e componenti. Le fonderie di Charleville perderanno 98 degli attuali 2.109 addetti; la fabbrica di motori di Tremery che occupa oggi 3.557 lavoratori ne perderà 52; quella di Valenciennes dove si producono cambi, diminuirà di 35 unità la sua forza lavoro che oggi è di 2.270 persone. La sede di Vesoul dedicata ai ricambi, alle vernici e ai rivestimenti degli interni, vedrà solo 27 soppressioni di impiego sui 3.302 attuali.

SPORT RIDIMENSIONATO - Complessivamente la riduzione di personale previsto corrisponde al 12% della manodopera PSA in Francia, che oggi è di 65.245 persone. Tra le divisioni numericamente più piccole salta agli occhi il forte ridimensionamento deciso per la Peugeot Sport, che da 199 addetti passerà a 111. Molto meno incisivo è l’intervento su Citroën Racing che perderà soltanto 4 addetti su 198. 

Produzione fabbrica peugeot citroen 7

POLEMICHE, QUASI INSULTI - Intanto intanto impazza la polemica tra governo e la PSA. Il ministro del rilancio industriale Arnaud Montbourg ha dichiarato di non avere fiducia in ciò che dice l'azienda, adombrando il dubbio che la situazione economica venga fatta apparire più pesante di quello che in realtà è ai fini di ridurre gli organici in maniera drastica. Nel suo argomentare il ministro ha tirato in ballo gli azionisti, cioè la famiglia Peugeot, accusandoli da avere riscosso 78 milioni di euro di dividendi relativi al 2010, cioè quando già era stato abbozzato il piano di ristrutturazione proposto il 13 luglio. 

I PEUGEOT RISPONDONO - L’accusa ha suscitato l’immediata reazione della famiglia che ha ricordato come all’inizio di quest’anno gli azionisti della famiglia Peugeot abbiano immesso nella società 133 milioni di euro per l’aumento di capitale contemporaneo all’ingresso della General Motors nella società. E oltre a ciò hanno ricordato come PSA non abbia distribuito dividendi negli anni 2008, 2009 e 2011. 

INTERVENTI DELLO STATO - La vicenda suscita interrogativi e divide le opinioni. C’è chi sostiene che lo Stato non può intervenire in un’azienda privata come fosse comproprietario, ma il ministro Montbourg in merito ha ricordato come il gruppo PSA stia percependo tuttora contributi per la ricerca, per la cassa integrazione e più in generale come abbia beneficiato degli incentivi alla rottamazione. Tutto ciò per concludere significativamente “e dal 6 maggio lo Stato si considera parte integrante delle aziende che ricevono contributi pubblici”. 

Produzione fabbrica peugeot citroen 3

PROTEZIONISMO - D’altra parte le posizioni del ministro sono emerse anche in merito ai destini dell’intero mondo industriale francese messo in pericolo dalla globalizzazione: “L’industria francese patisce la concorrenza proveniente da altre realtà, e deve proteggersi. Purtroppo non può farlo per i vincoli imposti dall’Unione europea. Chiederemo perciò a Bruxelles di rimuovere quei vincoli e lasciare la possibilità di prendere misure protezionistiche come fanno molti altri Paesi industriali al mondo”. 



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Ritratto di mecner
19 luglio 2012 - 15:58
Le Case automobilistiche, vista la grave crisi mondiale e, soprattutto, europea di vendite auto piuttosto che spendere cifre 'colossali' in spot pubblicitari INUTILI arricchendo l'attore o la top, o velina di turno le vetture dovrebbero REGALARLE. Davvero.......ad esempio: per l'Italia n. 500 auto GRATIS. Così è meglio. Sicuro che risparmierebbero e non si licenzierebbe nessuno operaio.
Ritratto di pcatalini
21 luglio 2012 - 21:02
Ciao mecner, regalare auto magari no, ma offrire dei bei sconti per incentivare le vendite. Ad esempi: io mi interessavo per una Citroen C3 GPL, ma la trattativa si é insabbiata per una somma irrisoria di (senti, senti) € 260,00. Ora mi sono rivolto alla Ford ed ho acquistato una Fiesta e devo dire che lo sconto é stato veramente allettante! Quindi penso che tanta crisi la Citroen non la sente, altrimenti non manderebbero a monte le vendite!
Ritratto di mipola
19 luglio 2012 - 16:31
i francesi non negano mai il loro patriottismo (csa che noi italiani non sappiamo manco cos'è..) Il problema è che con il protezionismo poi non ci sarebbe più il libero mercato, la globalizzazione ecc.. spero che non tolgano i vincoli.. altrimenti allora pure la nostra industria automobilistica è in crisi ma mica si arriva al punto di adottarer queste forme.. dai.. la francia è sempre più odiosa per me..
Ritratto di wiliams
19 luglio 2012 - 17:42
Adesso voglio sentire tutti quelli che sostengono che il GRUPPO FIAT è in crisi profonda per mancanza di nuovi modelli,che campa con i soldi dello STATO ITALIANO e che come al solito chiude stabilimenti lasciando tutti a casa,ecc...ecc...ecc....Come potete vedere la concorrenza non sta affatto meglio,anzi,tenendo conto della gamma molto più ampia e anche più recente ritengo che il GRUPPO PEUGEOT-CITROEN sta anche peggio di FIAT.E cosa ne dite del fatto che il GRUPPO PSA ancora oggi percepisce contributi (cioè soldi) per la ricerca,per la cassa integrazione ed incentivi alla rottamazione dallo STATO FRANCESE??????Ma non doveva essere solo la FIAT a fare queste cose?????Evidentemente è in buona compagnia.Cari ITALIANI,comprate pure straniero credendovi più furbi,credendo che all estero tutto è più "pulito" e tutto funziona bene.
Ritratto di gig
19 luglio 2012 - 20:11
Caro Wiliams, volevi sentire anche me? ECCOMI: la concorrenza della pessima Fiat non sta tutta male come la Fiat: Hyundai, ad esempio ha un bel +20% e gode vedendo le sventure di marchi che, come Fiat, fanno pagare pessime e poco garantite auto il doppio delle sue!
Ritratto di impala
19 luglio 2012 - 21:22
hyundai fa + 20% perche gente come te credono sempre che si fa meglio altrove, ma il gruppo fiat sa fare le macchine, eccome. Almeno cosi si vede che tutti i grandi costruttori hanno ricevuti soldi degli stati nell ultima crisi auto dell 2008-9, tedeschi, francesi ect... e anche parrechio come la fatto la renault e la peugeot... e questo la verita. Lo schock in Francia e proprio che la famiglia peugeot dichiara di avere distribuito 78 milioni di euro di dividendi, ma in francia montebourg parla anche di 250 milioni... poi adesso peugeot vuole togliere 8000 posti di lavoro.
Ritratto di wiliams
19 luglio 2012 - 22:41
A essere sincero non ti ho pensato nemmeno,comunque visto che spesse volte si critica il GRUPPO FIAT per i suoi dati di vendita,per i soldi ricevuti dallo STATO ITALIANO e per le fabbriche chiuse in ITALIA mi fa immenso piacere che tutti voi adesso siete all occorrente del fatto che anche le marche estere non sono da meno,il caso PEUGEOT-CITROEN è solo una piccola parte,sarebbe giusto citare anche OPEL che è da oltre 10 anni con i conti in profondo rosso e anche oggi nonostante i numerosi nuovi modelli presentati cala nelle vendite e continua a perdere soldi.Per non parlare del suo stabilimento in GERMANIA,dove fino a poche settimane fa si ventilava la sua chiusura definitiva,ovviamente chiusura scongiurata(almeno fino al 2016,poi si vedrà)grazie finanziamenti pubblici e condizioni di lavoro degli operai nettamente peggiori di prima.Se poi mettiamo anche che PORSCHE è sotto inchiesta dalla COMMISSIONE EUROPEA per finanziamenti ricevuti dal LAND della SASSONIA per stabilire se erano conformi alle norme europee sugli aiuti di stato allora è palese che alla fine tutto mondo è paese.Per quanto riguarda la garanzia HYUNDAI lo sanno tutti che è solo uno specchio delle allodole...........altrimenti come si spiega il fatto che marche di grande prestigio tedesche come AUDI-BMW-MERCEDES e la stessa VOLKSWAGEN danno la stessa garanzia di legge che offre la "pessima" FIAT??????
Ritratto di Baq
23 luglio 2012 - 10:45
Ti spiego come funzionano le percentuali di vendita. Una marca a marzo 2011 ha venduto 1000 auto,a marzo 2012 ne vendo 600 la percentuale e' - 40%. Un'altra marca a Marzo 2011 ha venduto 100 macchine, a marzo 2012 ne vende 300, la percentuale e' + 200%. Una fa + 200% ma quella che fa -40% ha comunque venduto il doppio dell'altra. Infatti sono mesi che le coreane fanno dei +20/30%, ma come mai non c'e' nemmeno una coreana nella top 10?? perche' prima non vendevano nulla, adesso vendono qualcosina.
Ritratto di Gino2010
20 luglio 2012 - 10:41
perchè la crisi di PSA è la crisi della Francia,ma se un giorno le cose tornassero ad andare bene,(non è impensabile,sfornano un sacco di nuovi modelli nonostante la crisi),i benefici si avranno in tutta la francia.Mentre in italia quando la fiat è in crisi chiude termini imerese,poi avellino,poi ancora un'altro stabilimento,poi accusa il governo,i sindacati ecc:MA QUANDO LA FIAT VA BENE COL CA.ZZO CHE VIENE AD INVESTIRE IN ITALIA,(unica eccezione in più di 20 anni pomigliano,ma si tratta di una semplice ristrutturazione alla fine),investe sempre all'estero.Il comportamento di fiat assomiglia molto a quello di alitalia-CAI:i debiti vanno divisi tra tutti e li paga la collettività,gli utili vanno in tasca ai furbetti del quartierino.
Ritratto di LucaPozzo
21 luglio 2012 - 12:10
"La crisi di PSA è la crisi della Francia"? Perdonami, ma Renault dove ha la sua sede? Eppure non mi sembra che esser messa altrettanto male. Se vogliamo fare i tafazzi perchè è lo sport nazionale facciamolo pure. Ma mettiamo un disclaimer all'inizio dei post, così uno sa cosa c'è dentro e non perde tempo a legger certe fregnacce. L'unica ragione per cui PSA è messa male è che han sbagliato clamorosamente le previsioni. Hanno investito in modelli nuovi che vendono esattamente quanto quelli vecchi della concorrenza (ovvero 0+un nulla) e ora non hanno liquidità a sufficienza per pagare fornitori e dipendenti. Sei mesi fa si son dovuti vendere gli immobili per dare un po' di cassa, ora non han più nulla da svendere e devono licenziare. Non è nulla di complesso da capire.
Ritratto di maxs73
19 luglio 2012 - 17:48
condivido !!!
Ritratto di yeu
19 luglio 2012 - 18:06
Credo che sia inutile e demagogico scatenarsi contro chi è in deficit ormai da troppo tempo. Mi sembra chiaro che devono limitare i danni. Se le auto sono in caduta libera, non è colpa della Psa ma bensì della infausta politica economica europea. L' unica cosa che ho trovato giusta e sacrosanta è la dichiarazione del ministro francese di volere delle regole contro la globalizzazione. In Italia su un mercato medio di 2.300.000 auto(in tempi normali) non è possibile che ne produce solo 900.000(sempre in tempi normali). Bisogna fare delle regole e almeno il 60% di ogni mercato deve essere prodotto in loco. Non si può accettare che paesi come la repubblica ceca producano 800.000 vetture e il loro mercato interno non ne assorbe nemmeno 60000. Questo è speculativo punto e basta. Se Vag in Italia fra auto e veicoli commerciali vende oltre 300.000 vetture, mi sembra obbligatorio che uno stablimento da almeno 250.000 deve per forza farlo. Il brasile lo scorso anno ha immatricolato circa 2.700.000 autovetture, però ha delle leggi sacrosante e giuste che impongono la produzione in loco e solo in minima parte permettono le importazioni. Quindi chi vuole vendere in mercati grandi, deve onorarli punto e basta e non specularli.
Ritratto di P206xs
19 luglio 2012 - 18:17
1
L'europa unita è la più grande str....ata che si potesse fare!!! solo un Pir....la lascerebbe la villetta singola per mettersi in un condominio!!!
Ritratto di lucios
19 luglio 2012 - 18:22
4
....... ecco qua, la francia che prima fissa i picchetti e poi li vuole modificare quando non le vanno più bene. ECCO PERCHE' NON SOPPORTO STI GALLI BURINI!
Ritratto di sportivo nell'anima
19 luglio 2012 - 18:28
per me lo fanno a posta i vertici del PSA a trovare la scusa della crisi per mandare a casa 8'000 persone. Cavolo oggi ho visto dal vivo una c5 station wagon nuova nera fiammante ed è assolutamente stupenda... è impossibile che un marchio che produce prodotti come questi, la linea della ds etc etc non ce la fà a mantere quei poveri dipendenti
Ritratto di sportivo nell'anima
19 luglio 2012 - 18:28
per me lo fanno a posta i vertici del PSA a trovare la scusa della crisi per mandare a casa 8'000 persone. Cavolo oggi ho visto dal vivo una c5 station wagon nuova nera fiammante ed è assolutamente stupenda... è impossibile che un marchio che produce prodotti come questi, la linea della ds etc etc non ce la fà a mantere quei poveri dipendenti
Ritratto di LucaPozzo
21 luglio 2012 - 17:14
Ma il problema qui non è di prodotto. Puoi anche far uscire i migliori prodotti in assoluto su tutti i segmenti. Ma se tanto la gente non può cambiare l'auto non serve a nulla. Magari la C5 è un'ottima vettura, ma non per questo una famiglia rinuncia a mangiare per cambiare l'auto. PSA ha tirato fuori tanti modelli interessanti, investendo tantissimo, e ora non sa come pagare gli stipendi perchè vendono poco (esattamente come le case che hanno lanciato pochi modelli) e gli investimenti non stan tornando indietro.
Ritratto di finvale
19 luglio 2012 - 19:06
FIAT DOCET...detto questo, grazie alla politica(?) europea tedescofila, il sud Europa è destinato a divenire il nord Africa. Deindustrializzazione e conseguente disoccupazione con un crescente malessere della società; è questo il futuro che l'U.E. propone ai cittadini? A parte l'austerity e le sovvenzioni alle banche (private), cosa si sta attuando per allentare la morsa della crisi? E il "bello" deve ancora venire; presto "salteranno"anche i Paesi del nord Europa e allora sarà il the end di questa "disunione europea".
Ritratto di probus78
19 luglio 2012 - 22:36
si è visto il sorpasso in Europa della Germania ai danni della Francia, dal punto di vista del "peso" politico. Adesso i risultati iniziano a concretizzarsi: le scelte di politica economica a livello europeo son decise da chi protegge gli interessi tedeschi, a scapito degli altri. Adesso anche i Francesi se ne stanno accorgendo, ma troppo tardi. Misure protezionistiche non ne potranno fare, perchè andrebbero decise dall'U.E. intera. E alla Germania non interessa farle perchè nel mercato interno U.E. continua a farla da padrona soprattutto nel settore premium...settore che non sarà a breve minacciato da nessun potenziale concorrente.
Ritratto di italico
20 luglio 2012 - 10:51
1
..farei in germania comunque loro hanno fatto a suo tempo leggi protezinistiche nei confronti delle proprie industrie..vorrei ricordare che il 4% della loro finanziaria và alle case automobilistiche proprio per l'innovazione e sviluppo tecnologico. Senza contare che c'è una legge della land della sassonia che vieta, a chiunque che viene fuori dalla germania, di acquistare le azioni delle case automobilistiche tedesche. La opel è un caso a parte infatti facente parte del gruppo gm ( americani ) ...in pratica è stata abbandonata a se stessa ...trattata a mò di pecora nera.... Per questo io non sopporto i teutonici ....e quello che loro producono .... Ps: c'è qualcuno che ha parlato di auto coreane ....buone auto sia chiaro ( le ho avute ed andavano bene) ..però a che prezzo? ..nel senso il prezzo pagato in termini di uomini, quanto costa o meglio quanto viene pagato l'operaio coreano???..ha gli stessi diritti di quelli nostri?....lasciamo perdere questo discorso ....noi qui adesso parliamo di una andare in vacanza quà e là...loro i coreani non sanno nemmeno cosa significa ...la parola ferie!!!!
Ritratto di probus78
20 luglio 2012 - 17:39
la Germania ha sempre fatto fronte unito contro gli altri Paesi, e molte norme protezionistiche tedesche in contrasto con il diritto U.E. hanno determinato delle sanzioni pecuniarie "ridicole". Concordo anche sul fatto che in Corea del Sud le leggi sul lavoro sono profondamente diverse dalle nostre: senza questi "vantaggi" la Corea non avrebbe mai potuto espandersi così tanto a livello industriale. Ricordo solo che la produzione industriale Coreana ha superato quella italiana e quella francese, nonostante Italia e Francia hanno 10 milioni in più di popolazione. Senza questo incredibile sviluppo industriale in patria le aziende coreane non avrebbero potuto espandersi così tanto a livello globale. Oltre a hyundai, basti guardare anche alla Samsung. Però lo sviluppo coreano non dipende solo dalle leggi sul lavoro... c'è da dire che i coreani investono il 3% del PIL in ricerca e sviluppo tecnologico, mentre l'Italia poco più dell'1%. E il nostro 1% è gestito in larga parte non da chi meriterebbe di gestirlo, ma dalle solite baronie universitarie. Spesso noi italiani ci facciamo male da soli...
Ritratto di Lo Stregone
20 luglio 2012 - 15:19
da quello che leggo su coloro che scrivono circa l'Unione Euriopea che funziona poco, io posso aggiungere che ancora oggi l'Unione europea non è pronta per definirsi tale: è solo un insieme di stati che alla prima crisi si spacca in tanti pezzi. Dovrebbero essere tutti più coerenti con loro stessi ma fanno finta, infatti lo si vede quando le cose vanno male..

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