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ShareNow: il car sharing si ridimensiona

Pubblicato 19 dicembre 2019

La società di car sharing, controllata da BMW e Mercedes, abbandona Nord America, Londra, Bruxelles e Firenze.

ShareNow: il car sharing si ridimensiona

PASSO INDIETRO - ShareNow, il servizio di car sharing nato nel 2019 dalla fusione di Car2go e DriveNow, dal 29 febbraio 2020 metterà fine alle sue attività in Canada, negli Stati Uniti e in tre città europee: Bruxelles, Firenze e Londra. Lo ha confermato oggi la società tedesca, joint venture fra il Gruppo BMW e la Daimler (Mercedes e Smart), spiegando che lo stop in Nord America è dettato dai crescenti costi operativi e dal variegato scenario della mobilità urbana, che implica una concorrenza più accesa, mentre il business non garantisce i profitti sperati nelle 3 città europee. ShareNow rimane presente in 18 città europee, comprese Milano, Roma e Torino.

NON DECOLLA - Lo stop deciso da ShareNow conferma le difficoltà del settore del car sharing, dove le grandi aspettative di consumatori, produttori ed operatori si scontrano la scarsa redditività del servizio: pesano per le società gli alti costi operativi, perché oltre al noleggio, ai costi fissi e alla manutenzione delle auto vanno considerate le somme da versare ai Comuni per il parcheggio in strada delle auto (il cliente non deve pagare la sosta nelle strisce blu). Queste spese vanno ad influire sui guadagni, non ancora soddisfacenti.





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Ritratto di Pavogear
20 dicembre 2019 - 12:51
Ma siamo onesti. A chi può interessare questo servizio? L'adulto medio ha la macchina e per gli spostamenti in città o usa la sua o va in bici/mezzi pubblici/a piedi. Queste auto sono utili per chi magari è uno studente fuori sede che ha bisogno di effettuare spostamenti in città per andare a lezione o per andare a fare la spesa. Ma lo studente fuori sede medio non è ricco e i pochi soldi che ha gli servono per campare. D'altra parte le aziende non possono proporre prezzi stracciati perché altrimenti non rientrano delle spese. Oppure tale servizio può essere utile per quei lavoratori pendolari che magari usano il treno per gran parte del tragitto, e poi possono aver bisogno di un'auto in prestito, se mi è concesso di definirla così, per andare sul luogo di lavoro perché magari piove o per qualsiasi altro motivo. Ma questi laboratori sono una piccola minoranza rispetto a tutti gli altri, e dunque anche da questi non è possibile trarne un grande profitto. Quindi in poche parole questi servizi sono un buco nell'acqua
Ritratto di Miti
24 dicembre 2019 - 12:46
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Concordo assolutamente con te. Non ho mai capito l'utilità in una città dove tanti hanno una macchina. Dove dalle 7 alle 9 è tutto bloccato. E dove hai la metro se vuoi spostarti velocemente. Essere vincolato nella città con questo servizio non può avere un futuro. Se abiti fuori città difficile che vedi auto di queste aziende. Anche perché come azienda devi avere un controllo della tua flotta e averli sparpagliate nei paesini non è fattibile. Per me l'unico modo per non avere l'auto personale sarebbe un tipologia di noleggio ma nel favore del cliente. Che al momento non esiste. Così andremo per ancora tanti tanti anni con le auto personali.