NON SOLO TAV – C’è un altro tema d’attualità in materia di vie di collegamento tra Italia e Francia: la possibilità di raddoppio del tunnel del Monte Bianco (nella foto). È stato sufficiente che a fine agosto il quotidiano regionale francese Le Dauphiné Liberé pubblicasse una dichiarazione in proposito del presidente della Sitmb (Società italiana per il traforo del Monte Bianco) per dare il via a una selva di prese di posizioni.
VICENDA ANNOSA – L’argomento non è una novità perché da anni periodicamente se ne parla, soprattutto dopo il terribile incendio del 24 marzo 1999 che costò la vita a 39 persone. Il tunnel rimase chiuso per lavori sino al 2002, quando ha riaperto con un controllo del traffico molto rigido. Da quando se ne parla però, alle voci favorevoli hanno sempre fatto eco forti contrarietà.
FUOCO DI SBARRAMENTO – La cosa si sta ripetendo in queste settimane, dopo la pubblicazione della citata dichiarazione del presidente della Sitmb, che ha ricordato anche che nel giugno scorso una richiesta di studio di fattibilità è stata presentata dalla stessa Sitmb alla Commissione intergovernativa italo-francese che controlla l’importante struttura che sostanzialmente ha accolto l’istanza. Numerose sono le prese di posizione contrarie all’ipotesi, ciò nella convinzione che le maggiori capacità di transito nel tunnel porterebbero inevitabilmente una forte crescita del traffico di mezzi pesanti in tutta la Valle d’Aosta. E va anche detto che analoghe dichiarazioni contrarie ci sono state anche a Chamonix, la località sul versante francese del Monte Bianco.
VOCI A FAVORE – Le tante e chiassose contrarietà non impediscono comunque il manifestarsi di pareri favorevoli. Uno è venuto dagli industriali valdostani, che seppure a maggioranza hanno valutato positivamente l’avvio di uno studio di fattibilità del progetto. Più in generale trova consenso la prospettiva di rendere più sicuro, molto più sicuro, il transito nel tunnel.
SOLO PER LA SICUREZZA – Bisogna dire che l’ipotesi di raddoppio del tunnel del Monte Bianco è argomentata e spiegata con la necessità di accrescere il livello di sicurezza del traforo e non con la volontà di aumentare il volume dei traffici. Secondo lo stesso presidente della Sitmb si tratterebbe di aumentare sensibilmente la sicurezza, senza aumentare i volumi di traffico attuali. Inutile dire che questa previsione non viene troppo creduta…
ANNIVERSARIO – Questo ultimo attizzarsi del confronto-scontro sull’ipotesi di raddoppio è coinciso con il cinquantenario della caduta dell’ultimo diaframma nei lavori di scavo del tunnel, avvenuta il 15 settembre del 1962, e nella cerimonia che ha ricordato l’avvenimento l’argomento non ha mancato di essere evocato.
GRANDE OPERA – Il tunnel del Monte Bianco è lungo 11.600 metri, 7.640 metri francesi e 3.960 m in Italia. L’ingresso dalla parte italiana è a quota 1.381 metri, quello francese a 1.271 m. I lavori per la sua realizzazione iniziarono nel 1957 e terminarono nel 1965.












