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Il software illegale delle VW? Erano in tanti a conoscerlo

26 gennaio 2016

Un'inchiesta giornalistica ha concluso che non erano in pochi a sapere dell’esistenza del programma sui motori turbodiesel EA189.

Il software illegale delle VW? Erano in tanti a conoscerlo
SMENTITA - A proposito dello scandalo Dieselgate, i responsabili della Volkswagen hanno più volte asserito che la decisione di adottare un software irregolare, anzi illegale, era stata di pochissimi tecnici, così come pochissimi erano le persone a conoscenza della sua esistenza. La tesi ora è stata clamorosamente smentita da una inchiesta condotta dal quotidiano tedesco Suddeütsche Zeitung, secondo cui la realtà è totalmente diversa da quanto sostenuto dai vertici della casa automobilistica. E quanto riportato dal giornale tedesco in pratica è ciò che avrebbe appurato l’inchiesta interna promossa dalla Volkswagen stessa e i cui risultati la casa automobilistica ha promesso di comunicare. Infatti i reporter del Suddeütsche Zeitung non hanno fatto una loro indagine sull’accaduto, ma sostanzialmente sui risultati ottenuti dal lavoro di indagine della stessa Volkswagen. 
 
DAL 2006 - In questo quadro il Suddeütsche Zeitung ha riportato che l’inchiesta ha stabilito che il software incriminato è stato adottato la prima volta nel novembre del 2006. L’iniziativa di utilizzare un "device" in grado di diminuire le emissioni in fase di test sui banchi a rulli rispetto al reale utilizzo su strada - messo a punto è prodotto dalla Bosch - fu presa all’interno della Volkswagen. Alla base della decisione ci fu la convinzione che le autorità non sarebbero state in condizioni di rilevare l’esistenza del software manipolatore. Sempre secondo quanto riportato dal Suddeütsche Zeitung.
 
SILENZIO CON I DIRIGENTI - L’inchiesta avrebbe anche appurato che l’idea nacque di fronte alle difficoltà esistenti per raggiungere gli obiettivi desiderati (rispetto dei limiti di emissioni dei NOx, ma anche mantenimento di prestazioni e consumi interessanti, non nei test di omologazioni ma nella guida su strada). Tutto ciò senza comunicare nulla ai top manager. Questo perché una distorta cultura aziendale non prevedeva che ci fossero cose impossibili, e nessuno si sentiva di dire che invece qualcosa di impossibile esisteva. In pratica gli uomini del reparto tecnico avrebbero ceduto alle pressioni del top management affinché fosse trovata una soluzione alle esigenze del mercato americano.
 
IN TANTI AL CORRENTE - Ricordando che fino al 30 novembre scorso la Volkswagen ha garantito l’impunità a chi avesse fornito informazioni utili a ricostruire la vicenda, dall’indagine del Suddeütsche Zeitung, risulterebbe infine che molti sapevano del software. Addirittura uno dei tecnici del reparto ricerca e sviluppo avrebbe commentato dicendo che la vicenda era “un segreto di Pulcinella”. Va però anche detto che l’articolo del quotidiano tedesco riferisce di un testimone che ha raccontato di essere andato a parlare con un top manager, ma quest’ultimo neanche lui se la sentì di dire di no.
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Ritratto di SINISTRO
27 gennaio 2016 - 09:36
3
La scoperta dell'acqua calda.... E c'era bisogno dell'inchiesta ad hoc? Più che in tanti, direi in troppi!
Ritratto di Porsche
27 gennaio 2016 - 10:46
secondo te lo sapeva anche il super cancelliere di Berlino ?
Ritratto di Gasswagen
27 gennaio 2016 - 11:56
Ovviamente!
Ritratto di Porsche
27 gennaio 2016 - 12:38
certo. Quindi tu già hai sentenziato ? Nonostante alla procura competente della bassa sassonia abbiano detto che ci sono terabyte di informazioni da scandagliare ?
Ritratto di Gasswagen
27 gennaio 2016 - 13:01
Ma lo sai o no (in questo caso informati) che in UE mister Junker (?) sta facendo passare una legge europea che salva capra e krauti? Con il bene placito dei nostri governanti. Che pusillanimi abbiamo al governo, chi ci governa! Che tristezza e quanta rabbia.
Ritratto di Porsche
27 gennaio 2016 - 13:14
fa benissimo. Solo uno sciocco attaccherebbe la prima azienda europea.
Ritratto di Gasswagen
27 gennaio 2016 - 13:23
Per violazione della policy del sito.
Ritratto di Gianlupo
27 gennaio 2016 - 18:04
Fa bene, certo che fa bene. Di questa faccenda nessuno saprà mai, almeno non nel futuro prossimo, la verità dei fatti. Occorre però arginare l'offensiva USA contro la manifattura europea (l'Italia, peraltro, oramai pare destinata a ricoprire il ruolo del fattore del villaggio). Il dieselgate è, nella mia personalissima visione, frutto di "accordi traditi" tra il dipartimento dei trasporti statunitense e non solo i vertici di VAG, ma anche esponenti del governo tedesco. Che tutti lo sapessero dimostra semmai che la presenza del device non dovesse restare poi così segreta (eppure trattasi d'un segreto industriale non di poco conto), proprio perché godeva di coperture, in teoria, molto solide.
Ritratto di SINISTRO
27 gennaio 2016 - 12:18
3
tutti.
Ritratto di Porsche
27 gennaio 2016 - 10:46
l'articolo dice che il top managment sapeva oppure no ?
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