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Sostegno al mondo dell’auto: qualcosa si muove

Pubblicato 20 maggio 2020

Il Ministro dello sviluppo economico torna sulla questione del settore auto ignorato dal Decreto rilancio, confermando che bisogna fare qualcosa.

Sostegno al mondo dell’auto: qualcosa si muove

SE LO SONO DIMENTICATO? - Secondo quanto sostiene nella sua relazione in commissione Industria al Senato Stefano Patuanelli (ministro dello Sviluppo economico, nella foto) dal Decreto rilancio non sarebbe arrivata la spinta necessaria per far ripartire il comparto auto. Una posizione condivisa a mezza voce anche da altri membri del governo. Quanto a Patuanelli, la sua idea è abbastanza chiara: l’automobile è per l’appunto uno dei tasselli mancanti nel Decreto, perché l’ecobonus non basta più. È una misura troppo blanda, sostiene sempre Patuanelli, per sperare in un rilancio del settore. 

IN CHIAVE GREEN - Rammentiamo che il Decreto ha introdotto una detrazione pari  al 110% delle spese per l'installazione delle colonnine di ricarica domestiche (se nell’ambito di più ampi lavori di efficientamento energetico). Questo bonus va ovviamente a vantaggio di chi acquista auto elettriche o ibride plug-in. Una percentuale di vetture per ora troppo bassa per sperare in una ripartenza del mercato. Anche perché gli altri incentivi  riguardano solo le biciclette, monopattini e elettrici.  Insomma ben ben venga il piano per sostenere il futuro in chiave green, ma un andrà eseguito un approfondimento sul settore delle quattro ruote in sede di conversione del decreto. Sarebbe insomma opportuno che il governo prendesse in considerazione lo strumento della rottamazione anche per l’acquisto di vetture non elettriche. 

TROPPO POCO - Piuttosto critica anche la posizione di Federauto (l’associazione dei concessionari italiani) che lamenta l'insufficienza delle risorse destinate al comparto automotive, così come lo stesso direttore generale di PSA Italia, Gaetano Thorel, ha recentemente sottolineato che in un decreto da 55 miliardi lo Stato ha riservato all’auto solo 100 milioni, vale a dire  lo 0,2%. Troppo poco per un comparto che pesa per l’11% nel PIL.

ECOBONUS RIFINANZIATO - A poche ore di distanza dalle prime critiche del Decreto sui fondi destinati al comparto auto, sulla Gazzetta Ufficiale del 19 maggio, è stato ulteriormente rifinanziato il fondo per l’acquisto, anche senza rottamazione, di auto a bassissime (0-20 g/km di CO2) e basse (21-60 g/km) emissioni. Ai cento milioni in più per il 2020, il governo ne ha aggiunti altri 200 per l’anno prossimo. Il decreto dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni, ma è già operativo: ciò significa che ai 38 milioni ancora nelle casse dello Stato dei 70 previsti per il 2020 si aggiungono  altro cento milioni. Soldi che in ogni caso non sono disponibili per gli automobilisti. Questo perché fino al 30 giugno il governo aveva previsto l’erogazione di una prima tranche di 40 milioni, 8 dei quali sono ancora disponibili. Va altresì rammentato che il bonus, erogato sotto forma di sconto dalla concessionaria, deve essere prenotato, per verificare l’effettiva disponibilità di fondi, su un’apposita piattaforma messa a disposizione dal ministero dello Sviluppo economico. 

SI VEDRÀ - Ora non resta che attendere eventuali modifiche introdotte dal Parlamento nel corso della discussione che inizierà nei prossimi giorni, poiché sono già pronti alcuni emendamenti intesi ad allargare il numero  dei beneficiari attraverso l’introduzione di una terza fascia di emissioni (61-95 g/km di CO2) con aumento della dotazione finanziaria. Lo abbiamo appena scritto: ora non resta che attendere cosa verrà deciso in Parlamento.



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Ritratto di egomax
20 maggio 2020 - 16:11
Difficile che l'attuale Governo faccia qualcosa per l'auto senza prima aver ascoltato Francia e Germania: ma se con i francesi abbiamo qualche speranza vista la partnership con Peugeot della italica (?) FCA, i tedeschi invece hanno troppo potere in queso settore per non cercare di approfittare dell'occasione di "prendersi" qualche punto percentuale nelle vendite in Europa. Vedo purtroppo male i concessionari Alfa-Fiat-Lancia e marchi cugini... Altra considerazione da fare, è quella se lo Stato vuole aiutare a superare il buco nero dei precedenti due mesi, oppure se vuole fare una manovra seria e specifica con futuribilità: per l'elettrico che arrivi al 40% della quota di mercato ci vorranno almeno 10 anni, per cui i motori termici continueranno ad essere usati per altri 20 (da adesso). Quindi i rumors che prevedono la sparizione di essi nel 2040 è fattibile. Utilizzando questi paletti, si dovrebbe partire da subito ma con la giusta progressione ad incentivare lo spostamento pubblico "Green", per poi passare a quello privato (non il contrario, perché le auto elettriche attuali devono ancora essere ben sviluppate). Per aumentare le vendite nei prossimi 5 anni, sarebbe auspicabile una detassazione pressoché totale delle gabelle statali, senza limiti di cilindrata-CO2-cavalli-ecc.., e dal 2025 iniziare il processo commerciale che porti alla vendita delle ultime termiche nel 2030.
Ritratto di Andrea Zorzan
20 maggio 2020 - 16:44
Tutti pensano alle fabbriche, nessuno ai concessionari...
Ritratto di 1951
20 maggio 2020 - 20:03
Ripeto : per fare una rottamazione importante delle auto fino a euro 4 con l'acquisto di una auto nuova basta che lo Stato riduca l'Iva dal 20% al 10 % (ci guadagna sempre con l'aumento delle vendite,) e che le case facciano uno sconto reale equivalente alla riduzione dell'iva. Ci potrebbe essere un boom del nuovo per due anni.
Ritratto di NeroneLanzi
20 maggio 2020 - 23:28
Il problema è che un intervento di questo tipo non porta ad alcun vantaggio specifico (tra ridurre il prezzo e riconoscere un bonus, non cambi la vita del cliente) ma introduce una variabilità mostruosa quando si tratta di preventivare l'impatto, oltre ad una complicazione assurda per tracciare i flussi dell'IVA.
Ritratto di TurboCobra11
20 maggio 2020 - 22:32
Elettrico e ibrido sono ancora troppo cari per la maggior parte della gente. Dovrebbero includere nei bonus anche GPL e soprattutto metano, che sono tecnologie mature e dai costi poco superiori a un classico benzina, ma con un abbattimento enorme del particolato vero problema delle nostre città. Non possiamo pretendere che l'operaio medio compri una macchina elettrica nei prossimi 5 anni ma dovremmo evitare che vada in giro con il vecchio diesel euro 3. Il modo migliore è spingerlo con costi molto inferiori rispetto a spingere l'elettrico, ad acquistare un auto a gas, incentivando anche le piccole elettriche (magari non le Tesla da 50000€ in su) ma non con l'utopia che tutti andremo a comprare elettrico perché è impossibile. Se dessero 2500€ di sconto sulle auto a gas costerebbe meno che darne 6000-7000 per quelle elettriche e si otterebbero risultati maggiori. Senza considerare che le auto più vendute in Italia come la Panda e la Ypsilon ci sono sia a GPL che a Metano, così si darebbe una spinta anche alla produzione del costruttore nazionale, e magari Fca rimette in gamma nuove versioni a gas sui modelli dove sono state tolte
Ritratto di deutsch
20 maggio 2020 - 23:51
4
Ormai FCA ha solo suprmini a GPL ed in pratica il metano è quasi solo c'è. Di fatto c'è ne sono sempre meno a gas e per la maggior parte di utilitarie. Quasi assenti nei SUV da famiglia o monovolume e più in generale di auto da famiglia
Ritratto di Santhiago
21 maggio 2020 - 14:01
Cobra hai pienamente ragione
Ritratto di Giulio Menzo
22 maggio 2020 - 12:37
2
Cobra concordo in pieno
Ritratto di GN69
21 maggio 2020 - 00:23
L'unica soluzione è abbassare i prezzi di listino di almeno il 25% ed incentivi importanti, da 5000€ in su
Ritratto di Miti
21 maggio 2020 - 14:54
1
Sara come al solito. Ogniuno farà incentivi per la industria auto autoctona. E come Italia non ne ha più una ... farà incentivare un po' tutti. Indovinate quanto venderà la FCA !!!
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