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Stellantis: bene il primo trimestre 2021

Pubblicato 05 maggio 2021

Il gruppo ha registrato ricavi pari a 37 miliardi di euro, in aumento del 11%. In crescita anche le consegne, ma la crisi dei chip costa 190.000 veicoli in meno.

Stellantis: bene il primo trimestre 2021

RISULTATI POSITIVI - Stellantis, il nuovo gruppo automobilistico nato lo scorso gennaio dalla fusione tra FCA e PSA, ha annunciato i primi risultati economici come entità unica, facendo registrare un trimestre positivo. Il fatturato del gruppo nel primo trimestre è aumentato del 14% raggiungendo quota 37 miliardi di euro, rispetto ai 32,4 miliardi del primo trimestre dell’anno scorso. Le spedizioni di veicoli sono aumentate dell’11% a 1,567 milioni (1,618 milioni le consegne complessive, che comprendono anche le joint venture). Stellantis ha confermato per il 2021 la previsione di un margine operativo tra il 5,5% e il 7,5%, in aumento rispetto al 5,5% dello scorso anno. Gli analisti hanno commentato positivamente i risultati finanziari di Stellantis, che nel complesso mostra una redditività maggiore alle aspettative.

I CHIP PESANO SULLA PRODUZIONE - Il buon risultato di Stellantis nelle delle consegne ha comunque risentito dell’attuale carenza di circuiti integrati, che sta colpendo tutte le case automobilistiche. Rispetto alla produzione programmata nel primo trimestre 2021, infatti, i risultati della trimestrale sono inferiori all’11%, corrispondente a un volume pari a 190.000 unità. Carenza dei semiconduttori che, a detta del responsabile finanziario Richard Palmer, influenzerà anche i prossimi mesi, ma che non ha comunque ostacolato il processo di integrazione del gruppo, il quale, una volta ultimato, porterà nel 2024 a sinergie pari a 5 miliardi di euro.

I PROSSIMI LANCI - I prossimi mesi saranno molto importanti per Stellantis perché è atteso il lancio in Nord America della lussuosa Jeep Grand Wagoneer e della nuova generazione della Grand Cherokee, che arriveranno rispettivamente a giugno e a settembre. I prossimi mesi beneficeranno inoltre del lancio in Europa della crossover compatta Opel Mokka.

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Ritratto di Check_mate
5 maggio 2021 - 17:32
E comunque a me 'sta "crisi dei chip" fatta coincidere con il primo grosso arrivo dei marchi cinesi in Europa puzza 'npochetto. Non grido al complotto, ovviamente, ma se ammettono di voler tenere tutto in patria per la "forte richiesta", almeno un dubbio mi sovviene.
Ritratto di GinoMo
5 maggio 2021 - 18:34
la crisi dei chip è in corso da inizio pandemia con rallentamento delle produzione e maggiori richieste di chip che hanno fatto crescere i ritardi. qualsiasi cosa che richiede chip è partita a rilento purtroppo la ca**ta di 30 anni fa di spostare tutto in Asia (Cina e sud-est asiatico) sta iniziando a rivoltarsi contro
Ritratto di Check_mate
5 maggio 2021 - 19:02
Dal loro punto di vista è una mossa pienamente comprensibile. Meno lo è, invece, la lungimiranza di chi si è completamente affidato nelle loro mani creando dipendenze strette o relative ormai imprescindibili.
Ritratto di Ferrari V12 6-5L
5 maggio 2021 - 20:45
Strano vero??? Peccato che quasi tutti i chip provengono dall'asia, quindi che vantaggio avrebbero a sabotarsi??? E comunque ricordato che le fabbriche che li producono, ad inizio pandemia si convertirono alla velocità della luce a fabbriche di mascherine, e adesso non riescono a fare fronte alla richiesta di chip. Anche perché vengono usati anche da computer, cellulari e tablet.
Ritratto di Check_mate
5 maggio 2021 - 21:07
Ecco, hai centrato il punto, tutti o la quasi totalità dipendono dalle materie prime estratte in Asia. Il resto viene da sé.