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StoreDot: le batterie che si ricaricano in 5 minuti

14 maggio 2017

Sta giungendo a termine lo sviluppo delle rivoluzionarie batterie per automobili elettriche che utilizzano nanomateriali e composti organici.

StoreDot: le batterie che si ricaricano in 5 minuti

RICARICHE ULTRAVELOCI - I lunghi tempi di ricarica sono uno dei principali ostacoli che frenano la diffusione in grande serie delle automobili elettriche alimentate a batterie. Una fra le società che più si stanno avvicinando alla soluzione del problema è l’israeliana StoreDot, che sta lavorando a una tecnologia per velocizzare i “rifornimenti” dalla presa di corrente: il numero uno dell’azienda, Doron Myersdorf, ha mostrato negli scorsi giorni come sia possibile ricaricare completamente un modulo batteria in 5 minuti (la vedi qui). L’esibizione è stata organizzata nel corso di una rassegna a Berlino dedicata alle nuove tecnologie, dove la StoreDot ha mostrato un prototipo funzionante delle batterie senza però rivelarne alcune caratteristiche essenziali, a partire dalla capacità, anticipando solo che in 5 minuti di ricarica l’autonomia è nell’ordine dei 480 chilometri.

CERCASI PARTNER - La grande novità delle batterie consiste nei materiali utilizzati, ovvero nanomateriali e composti organici inediti nel campo delle batterie per automobili, simili a quelle che la StoreDot sta progettando per smartphone e dispositivi indossabili. L’azienda ha fornito pochi dettagli al momento, pur annunciando un generale miglioramento nel paragone con le tradizionali batterie agli ioni di litio, oggi le più comuni sia nei telefoni che nelle automobili: il processo costruttivo dovrebbe rivelarsi più snello e meno costoso, mentre l’utilizzo di materiali non infiammabili e più stabili alle temperature elevate migliora secondo l’azienda gli standard in termini di sicurezza. La StoreDot non ha rivelato per adesso quando le batterie entreranno in produzione, ma è alla ricerca di partner industriali per sviluppare la tecnologia.





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Ritratto di maxxx666
14 maggio 2017 - 17:22
Questa notizia della storedot gira dal 2014.
Ritratto di Alfiere
14 maggio 2017 - 17:23
1
Ovviamente lo sviluppo richiede anni, ma il punto della notizia è un altro, se solo la avessi letta..
Ritratto di Strige
14 maggio 2017 - 19:50
Beh significa che e' vera e non una bufala. Nel senso che se e' dal 2014 che ci lavorano, significa che la stanno sviluppando e sono arrivati a qualcosa, visto che stanno cercando partner.
Ritratto di maxxx666
14 maggio 2017 - 20:57
Se cercate in rete c'è anche la batteria con gli scarti della canapa (quella che si fuma), quella al grafene, ad alluminio, al sodio, al potassio, quelle ad acqua, quelle con microstruttura in 3D (http://gaianews.it/green-economy/energia-green-economy/batteria-rivoluzionaria-si-ricarica-in-pochi-secondi-39046.html), quelle a nanofili che durerebbero 400 anni e quelle che promettono sfracelli ma non è dato sapere di cosa sono fatte e tutte più o meno annunciate qualche anno fa, tutte che promettono miracoli e tempi di ricarica rapidissimi e che vorrebbero mandare in pensione il litio ma sono scomparse dalla circolazione. Per non parlare delle rivoluzionarie auto a molla, ad aria compressa, ad acqua e tutti questi inventori che cercavano fondi e qualcuno li ha pure avuti per poi sparire. Il problemi è che questi annunci vengono fatti sempre un po troppo in anticipo rispetto alla fase di effettivo sviluppo. Pertanto questa notizia va presa come tutte le altre, finché non lo vedo non ci credo. Qualcuno ha una vaga idea di quanta corrente serve per ricaricarle in 5 minuti? In merito a questa notizia in rete ho trovato questo: Per un pieno in 5 minuti servirebbe un supercharger da 2,04 MW di potenza, ovvero 17 volte in più dei 120 kW attuali. Per mantenere in carica 1500 macchine elettriche a questo livello di potenza serve una centrale nucleare da 3000MW. Se un giorno si passerà alle auto elettriche non solo serviranno nuove batterie con tempi di ricarica rapidi, ma anche molte più centrali energetiche e un sistema di distribuzione della corrente completamente nuovo. E con quale cavo riuscirebbero a scaricare un tale amperaggio?
Ritratto di nicktwo
14 maggio 2017 - 21:48
effettivamente c' e' una certa esagerazione in giro... proclami di qua, proclami di la, ma poi l' 80x100 di quanto si fattura e' ancora su base diesel common rail ideato dalla nostrana fiat... saluti
Ritratto di Leonal1980
14 maggio 2017 - 23:33
4
Eccola... le Fiat, con il cruscotto fatto con le plastiche dell'hera
Ritratto di Strige
15 maggio 2017 - 00:45
meta' delle invenzioni elencate erano bufale ancora prima che venissero pubblicate. Io sono convinto che il futuro sara' il grafene. Per quanto riguarda questo articolo, se ne hanno parlato 3 anni fa e ora, significa che non e' proprio una bufala, forse qualcosa di vero ci sara'...forse. Poi e' vero che per ricaricarla attualmente non avremmo abbastanza energia, ma se questa batteria esistesse, di conseguenza si svilupperebbero nuovi modi di avere e produrre energia. Diciamo che e' una catena con problemi dove una tira l'altra. Finche' c'e' gente che ci prova, significa che c'e' speranza.
Ritratto di otttoz
14 maggio 2017 - 19:24
ottima notizia anche per le batterie delle bici elettriche
Ritratto di studio75
14 maggio 2017 - 20:51
5
mi viene in mente il gruppo Samsung come partner industriale. Ma anche i cinesi potrebbero essere interessati.
Ritratto di Gianlupo
14 maggio 2017 - 22:19
I coreani rispetto ai cinesi sono indietro oramai (e ce ne renderemo contro fra un paio d'anni). In più i cinesi quando ci mettono i capitali sanno già in partenza che ne avranno un ritorno, che il busienss è valido. Tante aziende italiane nel comparto metalmeccanico, pur floride sono diventate di proprietà cinese (lasciando perdere le Pirelli di turno mollate per oggettiva incapacità gestionale). Sono aziende che non hanno trovato alcun acquirente italiano in grado di gestirle, una volta giunte a "fine corsa" (con nessun erede/socio in grado di proseguire). Posso assicurare che vanno tutte a gonfie vele, che hanno ricevuto una sferzata d'internazionalizzazione salutare. A tutti i livelli son passati dal dialetto a un inglese passabilmente comprensibile e possibilmente accettabile in un solo quadrimestre... cambiamenti che non si vedevano da decenni. Dagli anni '60? Prima dell'avvento dell'italietta media e delle brigate/stragi di stato? Quella dei PRG a colpi di mazzette e dei rifiuti industriali interrati come non ci fosse un domani? Sono risultati che in certi (praticamente tutti) gli "istituti" di lingue in franchising, in italiot-land almeno, sono ottenibili forse nell'arco di due generazioni. Sedicenti istituti (bettole per sprovveduti?) in cui al prezzo d'una Macan ci metti anni di tutoring d'infimo ordine solo per riuscire a comprare un biglietto dell'autobus e a chiedere del bagno... Investimenti in R&D a manetta, poi, con le proprietà cinesi (che lasciano il management tutto italiano: evidentemente valido); mica chalet e "immobili" a più non posso, e soldi buttati in panfili, e bella vita, e supercar. Nei parcheggi di queste aziende ci trovi al massimo una segmento E: una. I cinesi non sono solo interessanti, sono essenziali.
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