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Subaru: i richiami intaccano i conti

6 novembre 2018

La Subaru ha annunciato nuovi richiami, che iniziano ad avere pesanti ripercussioni sui conti e sulle vendite.

Subaru: i richiami intaccano i conti

NUMERI IN CALO -  La Subaru non sta vivendo un buon periodo: la società, con l’ultima relazione trimestrale ha annunciato entrate diminuite a livello mondiale di 6,84 miliardi di dollari, con una riduzione del 6% (per un totale di 244.000 veicoli in meno), tanto da indurre la società a dimezzare le previsioni di profitto operativo del 42%. Questo va a sommarsi ad un aumento dei costi fissi e tassi di cambio sfavorevoli per le esportazioni.

ISPEZIONI IRREGOLARI - Le ragioni di una così forte contrazione nei bilanci è dovuta allo scandalo delle ispezioni irregolari delle auto nuove di fabbrica, che per decenni furono effettuate presso l’impianto principale della Subaru a Gunma. Una vicenda emersa nell’ottobre del 2017, secondo cui per 30 anni queste ispezioni sarebbero state condotte da ispettori non certificati e in violazione delle linee guida del ministero dei trasporti; un fatto che ha portato al richiamo di 395.000 auto. Inoltre, pare che le ispezioni irregolari siano andate avanti anche oltre il periodo originariamente ipotizzato, e si siano protratte addirittura fino al mese scorso: per questo motivo dovranno essere richiamati altri 100.000 veicoli, per un totale di 530.000 unità. La vicenda riguarda solo le auto destinate al mercato giapponese dove, evidentemente, c’è stata una reazione negativa di una parte dei potenziali clienti interessati ad una nuova Subaru.

NUOVI RICHIAMI - Inoltre, proprio questo mese, la Subaru ha annunciato un ulteriore richiamo che riguarderà circa 411.000 auto; le ragioni sono diverse da quelle relative alla vicenda delle ispezioni: in questo caso il problema si manifesta con lo spegnimento del motore, e pare sia legato ad una molla di una valvola difettosa. Un ulteriore inconveniente che graverà sui bilanci societari per un costo di circa 484 milioni di dollari, anche perché l’intervento comporta la rimozione del blocco motore e 13 ore di lavoro per veicolo in officina. I modelli interessati sono la Subaru Impreza, la Crosstrek, la BRZ e alcuni esemplari di Toyota GT86. 



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Ritratto di xmatte
6 novembre 2018 - 10:48
Speriamo che tenga botta e che non sia l'ennesima giapponese fagocitata in qualche mega baracca globale (Renault)
Ritratto di ELAN
6 novembre 2018 - 11:28
1
Sarebbe agghiacciante. Immaginiamo una Impreza TA col 1.5 Renault? Bbbbrrr
Ritratto di flavio84
6 novembre 2018 - 12:44
Quasi una classe a!
Ritratto di Giuliopedrali
6 novembre 2018 - 16:23
Be fa ribrezzo pensare ad una Subaru senza boxer, però il boxer Subaru suona come un motore qualsiasi purtroppo.
Ritratto di ForzaItalia
7 novembre 2018 - 09:18
coff coff porsche coff coff
Ritratto di ELAN
7 novembre 2018 - 17:35
1
coff coff Alfa 33 coff coff
Ritratto di Roomy79
6 novembre 2018 - 23:14
1
Ma subaru non fa parte di Toyota?
Ritratto di Xadren
6 novembre 2018 - 11:43
1
Fatti come questo e quello che qualche anno fa coinvolse Mitsubishi hanno un po' intaccato la mia idea sulla professionalità (per non dire onestà) di alcune aziende giapponesi, che credevo assolutamente aliene da questo tipo di azioni. Fortunatamente non c'è da fare di tutta l'erba un fascio, ma diciamo che da Subaru e Mitsubishi non mi aspettavo simili cose.
Ritratto di Rikolas
6 novembre 2018 - 11:53
E' solo uno stereotipo tutto italiano quello di credere che "...i giapponesi sono tutti onesti..." e "...i tedeschi sono tutti perfetti...", è un falso mito montato ad arte da un ignoranza diffusa e da una superficialità nel valutare la realtà oggettiva dei fatti. Tutti sbagliano ma non lo vogliamo capire, si tende ancora a credere che l'azienda "X" sia meglio di quella "Y", mentre chi lavora come me da tanti anni nel settore della progettazione automobilsitica, sa benissimo che i progetti nascono sempre da aziende esterne, e che tutte le grandi case si rolvgono contemporanemante agli stessi studi di progettazione. Inoltre la componentisitica è standardizzata da qualche almeno 20/25 anni, i fornitori sono gli stessi per tutti, una VW condivide moltissimi componenti una Fiat, che a sua volta condivide con Mercedes che ha gli stessi fornitori della Dacia. La maggior parte della gente tende a credere al marketing, pensa che le aziende siano ancora come qulele di 50 anni fa, dove ogni produttore era a se stante, ideando soluzioni ad-hoc. Oggi è tutto uniformato, omogeno, cambia solo lo stile e la produzuione di "n" modelli in base al marchio, le case più ricche offrono semplicemente una gamma più ampia, stop. Dunque sfatiamo questi falsi miti
Ritratto di Greycar
6 novembre 2018 - 12:40
Musica per le mie orecchie! Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno veramente. Senza nulla voler togliere alle case mitizzate (del tutto ingiustamente rispetto alle altre), occorre che il popolo italico apra finalmente gli occhi sulla realtà e spazzi via i falsi miti delle vetture d'oro nate dal luogo comune della presunta perfezione assoluta tedesca e giapponese. Sono quindi perfettamente d'accordo con quanto scrive molto bene Rikolas e intendo sottolinearlo ad onor del vero.
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