FINE DI UN “AMORE”? - “Dal momento che si tratta di aziende di dimensioni differenti, quelli della Volkswagen potrebbero erroneamente pensare che noi della Suzuki vogliamo piazzarci sotto il loro ombrello”. Osamu Suzuki, presidente dell’omonima casa giapponese, all’età di 81 anni ha aperto un blog per polemizzare contro gli (ex?) alleati tedeschi. Sono lontani i tempi in cui le due case progettavano reciproci scambi industriali.
ALLEANZA INDUSTRIALE - L’alleanza si era formalizzata nel 2009 con uno scambio di azioni (nella foto Suzuki e Winterkorn): la più grande Volkswagen aveva comprato per 1,8 miliardi di euro il 19,9% della Suzuki; viceversa, il gruppo nipponico aveva investito 808 milioni di euro per mettere le mani sul 2,5% della casa tedesca. Doveva essere l’inizio di una proficua collaborazione; invece, sta finendo a male parole. “I giapponesi devono essere educati a una corretta cooperazione”, pare abbia detto Martin Winterkorn, amministratore delegato del colosso di Wolfsburg. In altre parole, la Suzuki vorrebbe prendersi tutti i vantaggi dell’accordo senza dare niente in cambio.
VOLANO GLI STRACCI - Insinuazioni che i giapponesi rispediscono al mittente. Come riporta il quotidiano il Corriere della Sera, ci ha pensato il vecchio Suzuki a “bastonare” le impertinenze tedesche con un blog al vetriolo. “L’accordo iniziale barcolla”, ha ammesso lapidario il presidente della casa nipponica. “Il motivo è che non abbiamo trovato, nelle tecnologie della Volkswagen, niente di sufficientemente interessante da essere adottato nell’immediato”. Infine, la stoccata: “L’accordo prevede la facoltà, da parte nostra, di scambiare tecnologie anche con altre case”. Sono in molti ad aver letto, in queste parole, un velato riferimento alla Fiat, alla luce dell’accordo firmato dalla Suzuki per utilizzare, a partire dal 2013, il turbodiesel 1.6 Multijet messo a punto dal Lingotto.















































