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La tecnologia della Hyundai che vede anche oltre gli ostacoli

Pubblicato 02 febbraio 2026

Il gruppo coreano sta testando il sistema Vision Pulse, che grazie alla banda ultra-larga è in grado di individuare cose che altrimenti sarebbero invisibili alla vista e agli altri sensori delle auto.

La tecnologia della Hyundai che vede anche oltre gli ostacoli

PERICOLI NASCOSTI

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante per aumentare la sicurezza delle auto. Telecamere, radar, Lidar, sensori di vario tipo riescono a percepire pericoli che l’occhio umano non ha ancora visto, prevenendo incidenti o attenuandone le conseguenze.

Tuttavia rimangono ancora dei punti ciechi. Pensiamo per esempio a una strada piena di auto parcheggiate: per quanto avanzati, i sensori non riescono a rilevare qualcosa che sbuca improvvisamente da dietro un veicolo. Per colmare queste lacune, il Gruppo Hyundai sta lavorando su una tecnologia che integra la banda ultra-larga (UWB) in GHz direttamente nei sistemi di sicurezza delle auto.

L’UWB è già utilizzata nei veicoli, negli smartphone e negli smartwatch per funzioni a corto raggio come per esempio la chiave digitale: ciò che la rende particolarmente interessante per la sicurezza è la sua capacità di diffrazione e penetrazione, che le consentono di individuare oggetti dietro gli ostacoli. Inoltre ha una latenza bassissima (si parla di millisecondi) e una forte resistenza alle interferenze del segnale, adattandosi quindi agli ambienti urbani.

hyundai vision pulse 2

VISION PULSE

Il Gruppo Hyundai ha racchiuso i suoi tentativi di sfruttare i vantaggi della banda ultra-larga in Vision Pulse, una tecnologia che promette di analizzare in tempo reale l’ambiente circostante. Il veicolo utilizza moduli UWB installati al suo interno (punti di trasmissione e ricezione, spesso definiti “ancore”) per emettere segnali, mentre gli oggetti nelle vicinanze dotati di dispositivi compatibili scambiano segnali con il veicolo.

Misurando il tempo impiegato dai segnali per propagarsi, il sistema calcola la distanza e ne determina la posizione. Secondo l’azienda, il vantaggio principale di questo sistema è la precisione: grazie a dati di misurazione di alta qualità, Vision Pulse è in grado di stimare la posizione di pedoni o veicoli nelle vicinanze con un margine di errore di circa 10 centimetri.

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MENO LATENZA

L’accuratezza e la reattività di Vision Pulse derivano dalla comunicazione diretta tra l’ancora e gli oggetti circostanti dotati di tag. I tradizionali sistemi di posizionamento basati su infrastrutture si affidano invece a dispositivi fissi installati in posizioni note per rilevare e tracciare veicoli o pedoni: i segnali vengono raccolti, instradati attraverso apparecchiature intermedie e poi utilizzati per calcolare la posizione, con inevitabili latenze.

L’approccio del Gruppo Hyundai dovrebbe eliminare questo collo di bottiglia, calcolando le posizioni tramite lo scambio diretto di segnali, senza dipendere da infrastrutture di comunicazione separate. Il risultato è una risposta più rapida e una maggiore capacità: nei test comparativi, le soluzioni basate su infrastruttura hanno registrato velocità di comunicazione di 0,1 secondi, mentre Vision Pulse ha raggiunto circa 0,02 secondi.

Anche il numero di oggetti tracciabili è aumentato di oltre quattro volte. Inoltre, considerando che Vision Pulse può sfruttare moduli UWB già integrati in molti veicoli, le modifiche hardware necessarie per implementare la tecnologia sono ridotte, permettendo di sviluppare funzioni avanzate di assistenza alla guida con meno dipendenza da sensori costosi come Lidar e radar. 

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APPLICAZIONE CONCRETA

Il gruppo Hyundai ha presentato una dimostrazione concreta di Vision Pulse attraverso il film della campagna “Sight Beyond Seeing” (qui sotto), che racconta i rischi quotidiani legati ai bambini fuori dal campo visivo di genitori e conducenti. Poiché i bambini sono più piccoli, imprevedibili e spesso coinvolti in incidenti negli angoli ciechi dei veicoli, il Gruppo ha sperimentato la tecnologia nel trasporto scolastico.

Installando ancore UWB sullo scuolabus e fornendo ai bambini tag a forma di portachiavi, l’autista può rilevarne facilmente la presenza anche nelle zone non visibili tramite un’app dedicata. In questo modo la tecnologia possa aumentare concretamente la sicurezza quotidiana, individuando pericoli che i tradizionali sensori a linea di vista potrebbero non rilevare.



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Ritratto di Alexspc79
2 febbraio 2026 - 13:24
54
Ormai i 360° sono importantissimi
Ritratto di AZ
2 febbraio 2026 - 14:19
Finalmente una cosa intelligente. Altro che Musk che rimuove perfino il Lidar per risparmiare.
Ritratto di Vinbroken
2 febbraio 2026 - 14:54
Non l'hanno mai nemmeno montato o sbaglio? Anche i primi modelli erano solo a sensori; ma a quanto pare anche la tecnologia lidar verrà superata a breve.
Ritratto di Vinbroken
2 febbraio 2026 - 14:55
Quindi anche il cappello con carta stagnola in testa per non farci leggere i pensieri dagli alieni non serve più?
Ritratto di 02-0xygenerator
3 febbraio 2026 - 09:40
Esatto :-)))))
Ritratto di Newcomer
3 febbraio 2026 - 10:35
Nulla in confronto agli Adas attuali che vedono anche ostacoli che non esistono e inchiodano o ti costringono a frenare senza motivo
Ritratto di bangalora
4 febbraio 2026 - 08:34
Hyundai e' avanti anni luce

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