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I tedeschi contestano gli aiuti francesi al gruppo PSA

30 ottobre 2012

La garanzia di 7 miliardi concessa dallo Stato francese al gruppo automobilistico Peugeot-Citroën viene criticata da più parti, primi fra tutti i tedeschi.

LE PRIME CRITICHE DALLA GERMANIA - Le misure prese dal governo francese per consentire al gruppo PSA (in alto al centro Philippe Varin, amministratore delegato) di uscire dalla grave crisi in cui versa stanno suscitando reazioni critiche da parte di istituzioni e costruttori. Dichiarazioni in tal senso sono venute da David McAllister, presidente del Lander tedesco della Bassa Sassonia, dove si trova Wolfsburg, quartiere generale della Volkswagen. Da notare che lo stesso Lander detiene il 20% delle azioni della Volkswagen. McAllister ha detto che “la soluzione ai problemi dell’automobile in Europa non possono essere risolti con il denaro pubblico”.

UN CORO DI OBIEZIONI - A McAllister è stato seguito a ruota da Stephen Odell, amministratore delegato della Ford Europa (sede in Germania), il quale ha detto “non sono legali gli interventi statali per sistemare i bilanci delle aziende”. A sua volta anche la Renault (di cui lo Stato francese è azionista per il 15%) ha fatto sentire la sua voce. Il direttore finanziario Dominique Thormann ha dichiarato: “Presteremo grande attenzione alla forma che l’intervento del governo andrà ad assumere. Quando avremo chiaro di che cosa si tratta, cercheremo di fare in modo che non ci siano distorsioni delle regole della concorrenza”. 

L’AIUTO ALLA BANCA PSA - Al centro delle critiche c’è soprattutto la garanzia per sette miliardi di euro messa a disposizione dal governo per un prestito obbligazionario necessario per far fronte alla situazione difficile della divisione bancaria del gruppo PSA Peugeot-Citroën. Una iniziativa che difficilmente può rientrare nelle rigide regole previste dall’Unione europea per ammettere interventi pubblici (secondo tali criteri, gli interventi devono avere principalmente una chiara utilità ai fini di far decollare iniziative economiche aggiuntive a ciò che già esiste). 

PER ORA NESSUNA INIZIATIVA - Al momento non ci sono notizie di iniziative formali contro il piano del governo francese e del gruppo PSA, ma non è da escludere che qualcosa del genere possa arrivare. Lo ha fatto capire lo stesso David McAllistair. Da parte dei vertici PSA non ci sono state repliche alle critiche. Sulla stampa francese però sono apparsi commetti che hanno ricordato come proprio la Volkswagen abbia fatto orecchie da mercante a ripetuti richiami dell’Unione europea a proposito del suo statuto che attribuisce diritto di veto ai Lander azionisti. Insomma, a polemica si risponde con polemica, ad accusa con accusa. 

IL SILENZIO DELLA FIAT - Nel quadro di prese di posizione sull’argomento si segnala l’assenza di qualsiasi intervento da parte della Fiat, il cui amministratore delegato Sergio Marchionne recentemente più volte aveva sottolineato di non puntare ad aiuti pubblici “anche perché non ammessi dall’Unione europea”. Chissà, forse alla Fiat vedono le cose diversamente di come appaiono agli altri costruttori europei, oppure vale il ragionamento “se passa quell’operazione, allora devono passarne anche altre…”. 

IN EUROPA NO, FUORI SÌ - Più in generale queste questioni degli aiuti contestati dall’Unione europea mette in luce una certa contraddizione tra la logica comunitaria che impedisce interventi pubblici a sostegno di aziende per salvaguardare i livelli occupazionali e dall’altra la tendenza degli stessi costruttori a impiantare unità produttive in Paesi non appartenenti all’Unione europea, principalmente per le condizioni di favore e per gli aiuti economici avuti dagli Stati (vedi gli esempi in Serbia, Turchia, Messico e Brasile e altri ancora). È possibile obiettare che le situazioni sono differenti e che bisogna valutare le varie iniziative e le forme di sostegno, ma si tratta di materia in cui i confini tra i vari tipi di iniziative sono molto sottili.

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Ritratto di Montreal70
30 ottobre 2012 - 20:02
Perchè su al volante non compare il nome di chi scrive gli articoli come su quattroruote? Così sapremmo chi fa informazione obiettiva e chi alimenta il conflitto di massa. La sua visione del silenzio Fiat mi sembra del tutto inappropriata. Da notare che anche questa volta, in un solo colpo, la Francia ha dato a PSA quanto l'Italia ha dato a Fiat in 35 anni. Dovrebbero essere gli italiani i primi a criticare, visto che da decenni va avanti questa battaglia contro l'intervento pubblico. E' altresì vero che qui non c'è Fiat di mezzo. Taccia Vw, che è la più aiutata, anche se ciò viene sempre occultato. Poi, perchè non c'è un'articolo sulla presentazione del piano Fiat? Sarei felice di criticare Marchionne per le scelte su Lancia, la quale ha eguale potenziale di Alfa.
Ritratto di francesco alfista
31 ottobre 2012 - 00:48
con te...!!vag li ha avuto e ora contesta ad altri...assurdo e qui qualcuno li difende pure...ah gli "italiani"o italioti....!!li aiuti o si danno a tutti oppure nn si creano diversita'....tra nazioni e marchi poi ovvio che si produce fuori dal italia e dal europa...!!
Ritratto di Boghero
31 ottobre 2012 - 07:58
Le ha perchè fortissima sulle piccole e piccole monovolume (musa).. temo però che la consuetudine di fiat di non dar seguito ai modelli di successo verrà mentenuta. Primo lancia non è crisler.. Voyager e 300c dovevano rimanere crisler. Vedrei benissimo una nuova musa su pianale grande punto leggermente allargato.. ne uscirebbe na gran macchina (con scudo lancia... non con quella porcheria che non ne carne ne pesce).. Fiat mi raccomando.. fatte test antidroga ai vostri manager.. vedrette che usciranno prodotti meno metafisici e vendibili.. Non mi metto a criticare le scelte industriali e investimnenti di fiat.. non conosco la situazione attuale.. e poi nonmi piace giocare a poker.
Ritratto di Porsche
31 ottobre 2012 - 09:21
adesso tiri fuori quando, come e quanto Vw ha preso di incentivi. Aspetto con ansia.
Ritratto di Montreal70
31 ottobre 2012 - 09:32
Hai dimenticato i due miliardi di euro chiesti da Vw Bank nel 2009 e concessi dalla Germania?
Ritratto di Porsche
31 ottobre 2012 - 09:33
a quale scopo sono stati chiesti ?
Ritratto di Montreal70
31 ottobre 2012 - 09:44
Per mantenere bassi i tassi di interesse dei finanziamenti nonostante la crisi. Si chiama concorrenza sleale, ancora una volta. Ma negli anni successivi, Vw ha avuto pure i soldi dalla BCE all'1%, quindi non ha chiesto più nulla alla Germania, potendosi farsi finanziare dall'Europa intera.
Ritratto di Porsche
31 ottobre 2012 - 09:47
caro montreal, i soldi di cui parli che sarebbero stati chiesti, è stato SOTTOLINEATO DA BRUXELS, che sono LECITI, in quanto sono legati alle condizioni del paese. Già ti ho spiegato la cosa, ma vedo che insisti. La divisione bancaria di Vw, è una BANCA al 100%, per cui ha usufruito GIUSTAMENTE degli interessi bassissimi del paese. Cosa che avrebbe fatto chiunque avesse un pò di sale in zucca. Anche adesso Vw-BMW e MB sono andati dal cancelliere Merkel a chiedere aiuti. Poche settimane fà. Il cancelliere ha risposto picche. Non si capisce perchè dovete accumunare con PSA che è un SALVATAGGIO DI STATO, perchè il governo ENTRA CON CAPITALI nel CDA, visto che l'azienda in caso contrario fallisce, o almeno DEVE TAGLIARE PESANTAMENTE. Cosa che non fa da decenni.
Ritratto di Montreal70
31 ottobre 2012 - 10:05
Porsche-Wesker, o non vuoi capire o appositamente sposti l'attenzione. Sappiamo tutti che è legale, come sappiamo che è stato tutto appositamente voluto. In ogni caso, cosa hai da dire sul caso analogo del 2009?
Ritratto di Porsche
31 ottobre 2012 - 10:16
devi darmi il link con le informazioni. Mi chiedo come mai nessun costruttore abbia mosso un dito verso bruxell. Non lo vedi che anche Ford attacca ? Addirittura la Renault !!! E' evidente che la cosa crea problemi alla concorrenza.
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