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Tensione tra Ghosn e Stato francese per la Renault

17 aprile 2015

Il gran capo della Renault è preoccupato per la crescita del peso azionario dello Stato francese all’interno della Renault.

Tensione tra Ghosn e Stato francese per la Renault
IN FRANCIA STATO AZIONISTA - In Francia ai primi di aprile il governo ha deciso di accrescere sensibilmente la sua quota azionaria nella Renault. Ciò per avere la certezza di poter contare nell’orientamento strategico della casa automobilistico. Ma dell’iniziativa governativa non si è dimostrato entusiasta il presidente operativo della Renault, Carlos Ghosn (foto sopra), che peraltro ricopre analoga carica anche alla Nissan.
 
IN VISTA DELL’ASSEMBLEA - Ciò perché la mossa del governo punta a poter sfruttare la legge Florange, varata nel 2014, che consente agli azionisti da più di due anni di far valere doppio le loro azioni, qualora l’assemblea della relativa società non escluda esplicitamente (con un voto) tale assetto. Nella prossima assemblea degli azionisti Renault, in programma il 30 aprile, è appunto in progetto un voto che esclude l’applicazione di quella norma (che non è impositiva ma dà alle società la possibilità di tale doppio voto).
 
AUSPICI - Ciò ha portato Carlos Ghosn a convocare d’urgenza una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione per discutere della situazione e valutare che cosa fare. E dalla riunione è uscito appunto una valutazione critica dell’operato del governo e la reiterazione della contrarietà ad applicare alla Renault il regime del voto doppio per gli azionisti di lungo corso. Ciò assieme all’auspicio che l’assetto societario torni presto agli equilibri precedenti.
 
BELLE PAROLE - Ieri, in serata, il governo ha tenuto a manifestare piena e incondizionata fiducia a Carlos Ghosn. Il ministro dell’Economia Emmanuel Macron ha dichiarato il suo pieno sostegno a Ghosn, di cui “approva pienamente il suo operato”. D’altra parte sono evidenti le preoccupazioni di Ghosn e più in generale della Renault: attualmente tutta la sua attività si svolge nell’ottica più ampia dell'alleanza Renault-Nissan, ed evidentemente è tutto da verificare quanto alla Nissan possa andare bene che un altro azionista (sia pure lo Stato francese) detenga in pratica il diritto di veto. 
 
QUESTIONI DI EQUILIBRI - Va tenuto conto che la Renault-Nissan si basa su uno scambio azionario per cui la Renault detiene il 43,4% della Nissan e la Nissan possiede il 15% del pacchetto azionario della Renault. Il fatto è che da un po’ di tempo la Nissan ha un peso oggettivamente maggiore. Nel 2014 ha venduto 5,3 milioni di veicoli, contro i 2,7 della Renault. E le cose sono ancora più sbilanciate a favore della Nissan sotto il profilo economico. Dunque il timore di Ghosn che alla Nissan non vada bene l’aumento del peso dello Stato francese appare comprensibile. “Da che l’Alleanza è nata, il nostro obiettivo è quello di riuscire a mantenere l’equilibrio tra i suoi azionisti” sono state le parole pronunciate da Ghosn nello scorso gennaio.


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Ritratto di jodel_ricola_rulez
18 aprile 2015 - 06:40
I nostri cari santoni euro-liberisti? Quelli che predicavano il sacro verbo del libero mercato, e della supposta (da loro) scomparsa degli interessi nazionali, nei paesi del nord Europa (GB, FRA, DE su tutti) a discapito, di una fantomatica (quanto inesistente) concezione unitaria dell'economia, e degli interessi politici ed economici, nei vari paesi della UE.. (tipo certi truzzi in camicia verde.. che parlavano di una "fantasmagorica" Europa delle "regioni" formata da fantomatici staterelli della "banana blu" ecc.) DOVE SIETE? LA VERITÀ? i nodi vengono sempre al pettine.. Ormai la verità è sotto gli occhi di tutti.. Gli albionici, I francesi e i tedeschi usano il loro potere politico (nelle stanze del potere comunitario.. Es. Bruxelles e Strasburgo) per fare semplicemente i propri comodi, per proteggere i propri interessi e quelli delle loro aziende.. con buona pace delle regole e dei trattati comunitari e del libero mercato..
Ritratto di jodel_ricola_rulez
18 aprile 2015 - 07:00
A discapito ---> termine errato Da cambiare con --->A favore Perdonate l'errore
Ritratto di erminio82
18 aprile 2015 - 22:35
Solo in italia siamo stati tanto stupidi nel regalare miliardi agli agnelli senza chiedere in cambio quote azionarie. Comunque a bruxelles tutto tace? Che strano, per la Francia valgono leggi diverse.. Il prossimo finanziere che latra contro "gli aiuti di stato alle imprese" spero venga preso a sputi..

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