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La Toyota paga una supermulta

23 dicembre 2010

Il gruppo giapponese verserà 32,4 milioni di dollari al governo americano per i problemi alla sicurezza che hanno portato al richiamo di milioni di vetture. Si tratta della più alta sanzione mai pagata da una casa automobilistica negli States.

UN SALASSO DA 32,4 MILIONI - La Toyota accetta di pagare una maxi multa per mettere una pietra sopra alle polemiche causate da carenze in materia di sicurezza, che hanno portato al richiamo di milioni di vetture. La casa giapponese ha scelto di versare al governo degli Usa la cifra record di 32,4 milioni di dollari, ovvero la massima sanzione possibile, piuttosto che imbarcarsi in un ricorso che, pur se avrebbe potuto potare a uno “sconto di pena”, non avrebbe certo giovato alla sua immagine. Si tratta della multa più alta mai pagata da una casa automobilistica negli States, ben oltre il milione di dollari versato nel 2004 dalla General Motors, “rea” di aver provveduto troppo lentamente a richiamare 600.000 vetture.

L’INCUBO DEI RICHIAMI - “Questi accordi sono un’opportunità per voltare pagina”, ha dichiarato Steve St. Angelo, responsabile qualità della Toyota per il Nord America. La cifra rappresenta la somma di due diverse sanzioni: una relativa a un problema allo sterzo che ha obbligato a richiamare un milione di Hilux; l’altra a un difetto del pedale dell’acceleratore, che poteva restare incastrato nel tappetino ai piedi del pilota e che ha indotto al richiamo di circa cinque milioni di Toyota e Lexus.

INDAGINE IN CORSO - Se a tutto ciò si aggiunge la multa di 16,4 milioni pagata ad aprile, il totale sborsato dalla Toyota raggiunge quota 48,8 milioni. E potrebbe aumentare ulteriormente quando si chiuderà un’altra inchiesta avviata dal ministero dei Trasporti degli Usa, relativa i casi di accelerazione involontaria che hanno portato il gruppo a modificare più di otto milioni di veicoli. Senza contare le azioni legali che i privati potrebbero intentare (e vincere).
 
CRESCITA RIDOTTA - È anche per questo che la Toyota ha perso quote di mercato in Nord America ed Europa, a tutto vantaggio di concorrenti come General Motors e Ford. In ogni caso, la casa nipponica dovrebbe archiviare il 2010 con una crescita del 7% spinta dal più 10% registrato in Giappone, grazie agli incentivi statali sull’auto. Un mercato, quest’ultimo, che probabilmente rallenterà molto nel 2011, una volta finite le agevolazioni pubbliche. Perciò, il prossimo anno la Toyota non si aspetta di crescere più del 3%.

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Ritratto di P206xs
23 dicembre 2010 - 15:32
che multone...mica scherzano in USA!!però anche da ammirare toyota che paga e non fa ricorso!!
Ritratto di Astro91
25 dicembre 2010 - 21:16
E' questione di immagine non per tanti altri motivi...
Ritratto di wiliams
23 dicembre 2010 - 17:34
Trà richiami vari e modelli dallo scarso appeal(vedi AURIS e nuova YARIS),il primo posto trà i costruttori a livello mondiale passerà alla VW con estrema facilità.
Ritratto di francesca.giulio
25 dicembre 2010 - 15:33
Non so dove vivi ma a Roma di Yaris se ne vedono a frotte, sicuramente di Auris, i primi tempi, un po' meno ma ora se ne vedono parecchie, specialmente motorizzate Diesel
Ritratto di Zack TS
23 dicembre 2010 - 18:44
1
purtroppo si
Ritratto di bugatti veyron
23 dicembre 2010 - 20:19
che multa!!! Peccato perché questi richiami hanno rovinato il marchio Giapponese
Ritratto di monodrone
28 dicembre 2010 - 15:58
Diciamo che gli americani non brillano certo per intelligenza. Il tappetino basta spostarlo o sostituirlo. Non mi sembra un problema serio. La verità è che allle case americane brucia che sono le jappo le più vendute in america e non solo dai lontani anni '60 quando la Ford fece appello al congresso per mettere un embargo sulle auto giapponesi (rei di aver forse perso la guerra 'di facciata' ma vinta quella più importante cioè quella commerciale). Le fiat si smontano (come la pericolosissima frizione della 500) ma nessuno ne parla. Chissà il perchè. Così come tutte le case automobilistiche mettono in commercio auto difettose. Anche i tostapane della Ferrari prendono fuoco. La differenza è culturale; i giapponesi non si nascondo di certo dietro a un dito ma ammettono gli errori. E questo paga e ripagherà la Toyota. Di sicuro non basta un tappetino per farmi acquistare un'auto europea o americana (se si possono chiamare automobili i barconi u.s.a.)