CONSEGUENZE DELLA CRISI - In conseguenza della forte quotazione dello yen, la Toyota stenta a esportare come vorrebbe e di conseguenza una parte della sua produzione “domestica” resta sui piazzali. Da questa situazione la casa nipponica ha preso la decisione di ridurre del 10% la produzione, sino ad arrivare a circa 3,1 milioni di unità all’inizio del 2014.
PREVISIONI AL RIBASSO - Quest’anno le previsioni parlano di una produzione Toyota in Giappone tra i 3,4 milioni (previsione Automotive News) e i 3,6 milioni (Nikkei). Ciò mentre prima della crisi finanziaria la produzione nazionale era attestata attorno 3,9 milioni. Un ridimensionamento corposo è stato apportato alle attività dello stabilimento di Shizuoka, con un taglio di circa 100 mila veicoli.
INTANTO PROGETTI PER LA CINA - Contemporaneamente alla notizia del ridimensionamento produttivo in Giappone, la Toyota reso reso noto di avere intenzione di costruire un nuovo impianto in Cina, per sfruttare il momento molto favorevole di quel mercato, così come fanno tutti i principali concorrenti mondiali. Dagli Stati Uniti intanto arrivano alla casa giapponese pressioni dei concessionari statunitensi affinché la berlina Lexus ES - leader negli Usa tra le vetture di prestigio - venga costruita in nord America, per poterne ridurre il prezzo, che oggi è appesantito dallo yen molto forte. Oggi la Lexus ES è prodotta a Kyushu, in Giappone.






















