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La Toyota riduce la capacità produttiva in Giappone

20 giugno 2012

A causa dell’andamento del mercato e del contemporaneo forte valore dello yen, la Toyota è stata costretta a ridurre la propria capacità produttiva in Giappone. Il taglio deciso è del 10%.

CONSEGUENZE DELLA CRISI - In conseguenza della forte quotazione dello yen, la Toyota stenta a esportare come vorrebbe e di conseguenza una parte della sua produzione “domestica” resta sui piazzali. Da questa situazione la casa nipponica ha preso la decisione di ridurre del 10% la produzione, sino ad arrivare a circa 3,1 milioni di unità all’inizio del 2014.

PREVISIONI AL RIBASSO - Quest’anno le previsioni parlano di una produzione Toyota in Giappone tra i 3,4 milioni (previsione Automotive News) e i 3,6 milioni (Nikkei). Ciò mentre prima della crisi finanziaria la produzione nazionale era attestata attorno 3,9 milioni. Un ridimensionamento corposo è stato apportato alle attività dello stabilimento di Shizuoka, con un taglio di circa 100 mila veicoli. 

INTANTO PROGETTI PER LA CINA - Contemporaneamente alla notizia del ridimensionamento produttivo in Giappone, la Toyota reso reso noto di avere intenzione di costruire un nuovo impianto in Cina, per sfruttare il momento molto favorevole di quel mercato, così come fanno tutti i principali concorrenti mondiali. Dagli Stati Uniti intanto arrivano alla casa giapponese pressioni dei concessionari statunitensi affinché la berlina Lexus ES - leader negli Usa tra le vetture di prestigio - venga costruita in nord America, per poterne ridurre il prezzo, che oggi è appesantito dallo yen molto forte. Oggi la Lexus ES è prodotta a Kyushu, in Giappone.



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Ritratto di vagirimo
20 giugno 2012 - 16:31
4
mi rifiuto di commentare.
Ritratto di Cadillac
20 giugno 2012 - 16:33
e sono contento ma con cose sensate questo è il punto(spero che tu non te la sia presa per prima)
Ritratto di vagirimo
20 giugno 2012 - 16:36
4
tranquillo! ;)
Ritratto di Cadillac
20 giugno 2012 - 17:24
oggi è proprio una giornata storta...scusami ancora
Ritratto di vagirimo
20 giugno 2012 - 17:36
4
Comunque, ti ho detto che NON me la sono presa! Ciao! ;)
Ritratto di mustang54
20 giugno 2012 - 16:32
2
questa simpatica nazione, è l'unica al mondo che i lavoratori per proclamare uno sciopero, aumentano la produttività...
Ritratto di atalanta
20 giugno 2012 - 16:34
date un voto da uno a 5 a cuesti utenti fogliato montreal fabr99 gig mdb bmwxdrive cinqueporte turbo cobra e osmica
Ritratto di audi94
20 giugno 2012 - 16:38
1
sei str*nzo?
Ritratto di fogliato giancarlo
21 giugno 2012 - 00:23
Il commento è stato rimosso perché l'utente è stato disattivato per violazione della policy del sito. La redazione.
Ritratto di audi94
21 giugno 2012 - 12:05
1
Ahahahahahah! E' stato il primo commento che ho pensato appena ho letto il suo post! Della serie anti-ipocrisia allo stato puro! XD
Ritratto di Elcamino
20 giugno 2012 - 16:41
*questi Questo spazio è fatto per commentare le auto non gli utenti, per quello c'è facebook.
Ritratto di fogliato giancarlo
21 giugno 2012 - 00:24
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Ritratto di Cadillac
20 giugno 2012 - 17:37
un bel -1 perché quasi tutti non si conoscono nella realtà quindi non giudica!
Ritratto di fogliato giancarlo
21 giugno 2012 - 00:25
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Ritratto di fogliato giancarlo
21 giugno 2012 - 00:19
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Ritratto di osmica
21 giugno 2012 - 13:55
Vabbè... I tagli Ano allo stato puro.
Ritratto di MatteFonta92
20 giugno 2012 - 16:44
3
Non mi stancherò mai di ripeterlo: tutti al mondo sentono la crisi, anche i marchi solidi come la Toyota. E anche loro hanno ben pensato di aprire una fabbrica in Cina, per ridurre (sensibilmente rispetto al Giappone) i costi di produzione. Alla fine, tutto il mondo è paese. E, per Atalanta: ti fai un po' gli affari tuoi?
Ritratto di LucaPozzo
20 giugno 2012 - 17:37
Ecco, i soliti disgraziati, lasciano il paese con le linee ferme ma poi vanno ad investire in Cina, ma non si vergognano?......come? cosa? Ah, non è Fiat? Ok va bene, allora nessun problema. Bravi questi giapu, loro sì che sanno reagire correttamente ai cambiamenti del mercato.
Ritratto di Montreal70
20 giugno 2012 - 17:41
Oh, hai ragione. Fortuna che ho letto il tuo commento, avevo già la pala in mano, convinto di aver davanti Fiat. Bravi i giapponesi reagite nel vostro interesse. Fiat, non c'entri niente, ma vergognati. Ladra! Assassina! Mafiosa!
Ritratto di yeu
20 giugno 2012 - 18:26
La Toyota ha dei seri problemi a vendere le auto prodotte in Giappone per via dello Yen supervalutato, la stessa cosa che è successa alle aziende Europee per la volontà Tedesca di supervalutare l'Euro. Dobbiamo renderci conto che con queste politiche monetarie si rovinano i popoli. I governi devono capire che le supervalutazioni monetarie sono distruttive. Non bisognerebbe più accettare questi saltelli e di conseguenza, non ci sarebbero le crisi produttive. Prima dell'Euro tutte le aziende tedesche erano in crisi per via del supermarco, dopo l'Euro, non hanno avuto più gli svantaggi con il resto dei paesi europei e quindi si sono rinforzati, mentre tutti gli altri si sono indeboliti provocando le delocalizzazioni delle aziende rivolte verso quei paesi che non adottano l'Euro. Se vediamo bene, il fenomeno era già in atto prima della crisi del 2008 e quindi anche se non ci fosse stata, comunque dovevamo lo stesso arrivare nella attuale situazione, magari più in là nel tempo, ma comunque ci saremmo arrivati. Dopo le politiche sulla globalizzazione senza regole, fatte a inizio millennio, bisognava prevedere il disastro che si stava delineando e fermarlo con politiche valutarie decisamente opposte a quelle che erroneamente si sono perseguite. Personalmente sono stanco di vedere dei prodotti di uguale qualità a prezzi più vantaggiosi rispetto a quelli fatti nei paesi che adottano l'Euro e sono anche stanco di pagare le conseguenze della malapolitica economica europea. Molti di noi criticano Fiat, i francesi criticano Renault, altri criticano altri, ma non ci rendiamo conto che tutto il problema è un'altro e ci scateniamo contro chi cerca di rimanere a galla. Se Fiat, negli ultimi 4 anni, non avesse seguito una politica di adeguamento alla globalizzazione, oggi starebbe come Psa o anche peggio. Credo che ognuno di quelli che criticano, impersonandosi amministratori delegati, se si fossero trovati davanti una situazione del genere, ragionerebbero molto diversamente. Quando si sentenzia con il cul@ degli altri è facile, quando c'è in ballo il proprio, nella totalità dei casi, l'opinione su come agire cambia. La Toyota, nel primo trimestre, è tornata ad essere il primo costruttore mondiale aumentando di molto il volume di vendite, eppure si è dovuta piegare alle regole dei balzelli valutari, creando dei disagi ai lavoratori di casa. Allora la domanda che mi pongo è: ma di chi è la colpa? La colpa è delle aziende o dei governi? Quando ci sono dei licenziamenti, chi è realmente il colpevole fra aziende e stati? Meditiamo e cerchiamo di guardare in faccia alla realtà.
Ritratto di Tecnofolle88
21 giugno 2012 - 23:32
Quoto(come sempre).yeu posso chiederti se hai studi economici alle spalle? Non me ne vogliano gli altri,ma si vede che sei di un'altro pianeta...
Ritratto di yeu
23 giugno 2012 - 23:39
Grazie per il complimento. Chiarisco che non ho studiato economia, però sono molto ferrato sull'argomento. Ho degli amici che hanno serie difficoltà nelle esportazioni e uno di questi ha addirittura smesso di produrre in proprio e si fa fare i prodotti su commissione da un'azienda Turca e tra l'altro li paga meno di quanto costa la sola materia prima(cioè da lavorare) in Italia. Aveva 7 operai più 2 magazzinieri e 3 impiegati, adesso ha solo 1 magazziniere e 2 impiegati. Tutta l'attrezzatura produttiva l'ha venduta. Parlando con lui, mi ha confidato che se le cose non cambiano anche così rischia di chiudere perchè, nonostante la maggiore competitività, il suo giro d'affari è sceso del 65% per via del fatto che molti clienti non l'anno pagato e quindi non li rifornisce più e la maggior parte di quelli rimasti comunque ritardano. Un'altro, invece, ha un'officina che produce carroponti e ha ben 14 persone in cassaintegrazione e 3 al lavoro. Mi ha detto che dopo l'estate tirerà le somme e con molta probabilità, chiuderà i battenti.
Ritratto di Tecnofolle88
25 giugno 2012 - 00:52
Bè allora doppiamente complimenti! Comprendo bene la situazione dei tuoi amici,non è un bel periodo per le nostre imprese e la questione dei crediti insoluti è uno dei primi riflessi della crisi. Che peccato però vedere questi imprenditori in affanno.Sono persone dalla grande intuitività, genialità e scaltrezza costrette a cessare la loro attività e a svolgere una delle funzioni piu' affascinanti ed importanti di un'azienda: la creazione di ricchezza, il famoso valore aggiunto. Speriamo che questo periodo finisca e presto.Per tutti! Saluti ;)

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