NEWS

Trump, il nuovo presidente Usa e l’industria dell'auto

10 novembre 2016

Il presidente eletto ha promesso una serie di misure che in parte vanno a favore e in parte a sfavore dei costruttori americani.

Trump, il nuovo presidente Usa e l’industria dell'auto

TEMI CALDI - L’elezione di Donald Trump (nella foto) alla presidenza degli Stati Uniti (che sarà effettiva dal 20 gennaio 2017) ha implicazioni dirette anche sull’industria automobilistica, fra i principali comparti del Paese, che potrebbe risentire di quanto annunciato dal politico Repubblicano in campagna elettorale. Gli argomenti in discussione al momento sono due: i limiti relativi ai consumi delle nuove automobili e le norme sulla produzione oltreconfine. Un tema fra quelli che hanno messo più in allarme i detrattori è legato alle considerazioni di Trump sul problema del clima. Il presidente eletto ha più volte affermato di ritenere il surriscaldamento globale una “bufala” e ha addirittura paventato in campagna elettorale la chiusura della potente Agenzia federale per la Protezione dell’Ambiente (EPA). 

CONSUMI RIVISTI - Il Wall Street Journal rivela che il neo presidente ed i suoi collaboratori starebbero pensando di rivedere i limiti sui consumi imposti alle auto annunciati durante l’amministrazione Obama, ritenuti troppo restrittivi, la entrata in vigore è fissata per il 2025: entro quella data tutti i veicoli di nuova introduzione (automobili e pick-up) dovranno registrare un consumo medio omologato pari a 23,17 km/l, ma in molti dubitano che questo obiettivo sia davvero raggiungibile a medio termine, soprattutto dopo l'aumento delle vendite di modelli più grossi e inquinanti favorita dal prezzo basso della benzina. La speranza è che le automobili possano raggiungere nel 2025 il traguardo dei 15,31 km/l in condizioni d’utilizzo. L’EPA ha segnalato di recente che le automobili lanciate nel 2015 hanno migliorato i consumi rispetto alle precedenti, attestandosi però a 10,54 km/l in condizioni reali. John Mashburn, consigliere di Trump, ha spiegato che la misura servirà a non danneggiare i consumatori ed i lavoratori statunitensi. 

MODIFICHE AL NAFTA? - Trump ha basato gran parte della sua campagna elettorale sulla revisione degli accordi commerciali esistenti fra gli Stati Uniti e altri Paesi, in particolare il North American Free Trade Agreement (NAFTA), che sancisce il libero scambio delle merci fra gli Usa, il Canada e il Messico. Il trattato NAFTA permette alle aziende statunitensi di non avere barriere alle importazioni, di facilitare il movimento di beni e servizi e di incrementare le opportunità di investimento fuori dallo Stato d’origine: grazie al NAFTA, per esempio, la Jeep può avere uno stabilimento in Messico (a Toluca) e al General Motors controllarne uno in Canada (a Oshawa). Il principio è sempre lo stesso ed è una caratteristica della globalizzazione: costruire dove la manodopera costa molto poco e vendere nei mercati ricchi facendo profitti maggiori. Trump ha minacciato inoltre sanzioni contro le aziende statunitensi che delocalizzano all’estero e premi per quelle che faranno rientrare le produzioni.



Aggiungi un commento
Ritratto di Fr4ncesco
10 novembre 2016 - 19:17
2
Ottimo. Basta con tutte queste restrizioni e la delocalizzazione. La globalizzazione e le norme sulle emissioni stanno uccidendo la cultura dell'auto. Pensassero ad aprire stabilimenti nel Midwest depresso piuttosto che in Messico o Cina. Il Paese ha bisogno delle grandi industrie manufatturiere, le società fighettine della Silicon Valley non hanno assorbito la perdita di lavoro dei posti tradizionali e sta creando disparità econimiche tra la popolazione, con pochi più ricchi e molti più poveri! PS, tornando alle automobili, il giornalista Pat Devereux in un confronto tra i due candidati, disse che Trump fosse un collezionista di auto e ho detto tutto.
Ritratto di orsogol
11 novembre 2016 - 17:02
1
Bravo! Così la Renegade dovranno farla in USA e addio Melfi.
Ritratto di Fr4ncesco
11 novembre 2016 - 19:26
2
La Renegade continueranno a farla a Melfi perchè i dazi con gli USA già ci sono e tali rimarranno, quindi per l'esportazione dall'Europa non cambierà niente. Rivedrà le regole di scambio dell'area NAFTA e con la Cina.
Ritratto di Navy
12 novembre 2016 - 13:31
3
bravo :-)
Ritratto di Edoardo98
10 novembre 2016 - 19:42
Forza Donald!!! Buona scelta quella di ridurre la delocalizzazione in Messico ed essere più realistici sui consumi.
Ritratto di 52armando
10 novembre 2016 - 21:48
1
si si inneggiate a Trump e a ridurre la decolalizzazione!!!! Il rovescio della medaglia è che cosi i prezzi delle auto aumenteranno a dismisura. Saluti
Ritratto di nicktwo
10 novembre 2016 - 22:19
ma se il lavoro torna in patria uno al meno una busta paga ce la ha e anche in 96 rate la puo' pagare... senza busta paga invece altro che auto nuova, bisogna andare a litigare per accaparrarsi un posto a dormire sotto il ponte... saluti
Ritratto di Fr4ncesco
10 novembre 2016 - 22:41
2
Le auto le fanno nei Paesi emergenti ma noi le paghiamo sempre uguale o di più. Risparmiano solo le case. Se delocalizzi la gente perde il lavoro, se la gente perde il lavoro non compra più. Non per niente il boom economico e il benessere c'è stato con l'industrializzazione, viceversa il declino è iniziato quando hanno trasferito la produzione nel nostro caso in Cina ed est Europa.
Ritratto di AlexTurbo90
10 novembre 2016 - 22:59
@Francesco Concordo pienamente e aggiungo che Trump sul discorso delocalizzazione ha ragionissima! Sulla questione del surriscaldamento globale invece, diciamo che ha ragione in parte: esso esiste eccome, ed è stato comprovato più volte. Ma, contrariamente a quello che vorrebbero far credere tanti pseudo-ecologisti, le auto contribuiscono in minima parte: non più del 13%.
Ritratto di Enrico1975
11 novembre 2016 - 09:29
Vi sembrerà impossibile ma sono i gas prodotti dagli animali a contribuire maggiormente al surriscaldamento globale e a creare l'effetto serra. Con il benessere sono aumentati a dismisura gli allevamenti intensivi di animali. Bisogna tornare ad avere delle buone abitudini. Carne, che fa male a causa delle schifezze che danno agli animali oggi giorno (antibiotici e ormoni della crescita) mangiarla una volta alla settimana, pesc€ due volte a settimana e verdure a volontà. Le auto inquinano ma il problema principale sta altrove. Manca una sensibilizzazione seria su una giusta alimentazione. La sovrabbondanza di oggi giorno sta prosciugato il pianeta delle proprie risorse.
Ritratto di Blueyes
11 novembre 2016 - 10:27
1
E' la prima volta che leggo tre commenti intelligenti di fila su questo sito. La globalizzazione funziona solo se tutti i paesi sono sullo stesso livello in quanto a benessere, tasse, ecc. altrimenti la ricchezza si drena semplicemente da una parte all'altra, come i vasi comunicanti. Certo, se sei un economista prezzolato dalle lobbies e da chi manovra questo sistema, allora la globalizzazione è la manna dal cielo. Sinceramente Trump penso sia un quaquaraquà come il nostro omologo Silvio, staremo a vedere.
Ritratto di Edoardo98
11 novembre 2016 - 21:09
Concordo con te Enrico
Ritratto di 52armando
10 novembre 2016 - 21:53
1
Si, si inneggiate a Trump e a ridurre la decolalizzazione!!!! Però Il rovescio della medaglia è che cosi i prezzi delle auto aumenteranno a dismisura. Saluti
Ritratto di Matteo Bramucci
10 novembre 2016 - 22:00
In America ci sono molti stabilimenti...soprattutto in Michigan....verranno sicuramente tassate le auto giapponesi/coreane e le tedesche....FCA invece non avrà nulla da temere visto che ha salvato migliaia di lavoratori di Chrysler/jeep
Ritratto di MAXTONE
11 novembre 2016 - 00:40
Non c'hai capito la parte: Il dazio lo pagheranno tutti i costruttori sui modelli la cui produzione è stata delocalizzato in Messico indipendentemente se essi siano giapponesi piuttosto che coreani o americani. E tra quelli che hanno delocalizzato in Messico FCA c'è eccome.
Ritratto di MAXTONE
11 novembre 2016 - 00:44
Errata corrige: Non c'è FCA in Messico ma ci sono principalmente GM e Ford oltre a VW, Daimler e Toyota.
Ritratto di MAXTONE
11 novembre 2016 - 00:44
Anche BMW.
Ritratto di IloveDR
11 novembre 2016 - 10:43
3
quindi considerando FCA dovrebbero daziare le vetture importate dall'Italia/Europa, Renegade, Fiat, Maserati, AlfaRomeo...per gli stabilimenti italiani/europei di FCA sarebbe una bella mazzata!!!
Ritratto di Fr4ncesco
11 novembre 2016 - 14:52
2
No ahah, è un collezionista di auto però finchè è in carica ne lui ne moglie e figli possono guidare, perchè devono muoversi solo con la scorta e le auto blindate.
Ritratto di monodrone
11 novembre 2016 - 16:28
Vai Trump!!!!!!
Ritratto di monodrone
15 novembre 2016 - 17:11
Ma no. Marpionne e il suo gruppo contano meno di zero per gli u.s.a.
Ritratto di monodrone
15 novembre 2016 - 17:22
Muahahaha!!!! :D Top!
Ritratto di Gianlupo
11 novembre 2016 - 19:47
'Ntu culu alle delocalizzazioni e alla finanza speculativa. Trump, su questo secondo punto, vuole reintrodurre il Glass-Steagall Act. Una cosa grandiosa: in pratica significa mettersi contro mezzo mondo, nazi-sion in primis. Scollegare l'ingranaggio isterico dei mercati finanziari da quello in presa diretta con le economie reali darà impulso al "credito vero", che ha tempi di ROI ben più lunghi e che conduce ad esiti etici e morali. Al contrario, gli esiti propri della finanza speculativa sono socio-criminali, anche e soprattutto quando viene applicata all'industria, a partire proprio dal settore automotive. A beneficiare dalla reintroduzione dal Glass-Steagall Act saranno l'intero sistema economico, le imprese in generale, il mondo del lavoro, la società civile. Questo è un punto cruciale che praticamente tutti si sono ben guardati dal mettere in evidenza durante la campagna elettorale di Trump, molto meglio attivare la solita macchina del fango, praticamente in fuorigiri anche in questi giorni. I primi a disinformare sono, e sono stati, quegli infami-radical-chic, quelle bestie fameliche che mangiano sulla pelle di chi è strozzato dalle banche (ma c'è anche chi si vende per un posto al caldo, da infimo servo del sistema, per un tozzo di pane purché sia). Questi figuri indegni della stessa specie umana infestano i palazzi del potere, i media mainstream. Sono dei sociopatici criminali, nella migliore delle ipotesi dei dissociati mentali: aguzzini verso i deboli, lecchini indefessi e smidollati verso i forti, verso i nazi-sion che manovrano la Troika. Speriamo che le politiche anti-neoliberiste, anti-globaliste di Trump sbarchino presto nell'ormai devastata Europa occidentale. A quel punto, però, vorrò vedere alla gogna chi per anni s'è arricchito in modo vergognoso proprio grazie a questo sistema, e ha contribuito direttamente o indirettamente a prostrare intere generazioni, intere nazioni. Molto belli alcuni commenti più sopra: la consapevolezza cresce, bene.
Ritratto di Gianlupo
12 novembre 2016 - 17:03
L'importante è che mandino a casa quei buffoni dell'EPA: BP 20 mld dilazionati in comode rate (10 anni) per un disastro incalcolabile, il peggiore della storia americana; VAG-gate 15 mld sull'unghia per una questione che con l'ambiente, in pratica, c'entra poco o nulla (e tutti gli altri, FCA in primis, magicamente candidi come la neve). No comment: ma le cose da dire sarebbero tante. Sul GSA abrogato dai Klinton, ad esempio, sono anni che batto, in tutti gli ambienti: solo muri di gomma. E hai ragione Gianmario: credo proprio che quei "signori" abbiano perso più di qualche santo in paradiso negli USA finalmente liberati dall'occupazione neocon. Ma non è detta l'ultima: questi sono peggio dei cattocom italiani (il cui numero di inquisiti/condannati supera quello di tutte le mafie messe assieme). Vediamo se Trump riuscirà a resistere alle enormi pressioni cui è sottoposto in questi giorni, vediamo fino a che punto ed in che modo lo minacceranno (con lui, e la sua numerosa famiglia, il denaro chiaramente non funziona), vediamo quanto i media di Soros (braccio politico-finanziario dei Rothschild), ed i loro corrispettivi straccioni-un-tot-al-chilo europei, riusciranno nel brainwashing di massa. Il patsy armato è ciò che vogliono (ne abbiamo già visti in passato, pure prima della Brexit in GB): saranno mesi critici questi del lame duck. E' un gioco a cui anche degli idioti come loro possono vincere, un gioco facile e codardo, come lo è stato l'attacco a VAG. Lo sapevano dal 2009: l'ho già scritto, ed è provato da documenti ufficiali UE facilmente reperibili in rete; reperibili anche da loro, anche dall'EPA. Un'autentica bomba ad orologeria per annientare l'opposizione della Germania alle sanzioni contro la Russia. Ma il tempo è galantuomo, si dice... e noi da bravi galantuomini sapremo attendere.
Ritratto di Gianlupo
15 novembre 2016 - 07:49
Bledsoe vs FCA USA LLC, 16-cv-14024, US District Court, Eastern District of Michigan (Detroit). Qui c'è di mezzo la Cummins, partner per i motori diesel di FCA, nel caso specifico relativamente ai truck Dodge RAM. Roba che risale al 2007 e sulla quale quei buffoni dell'EPA non hanno detto una parola... No comment.
Ritratto di caronte
15 novembre 2016 - 20:57
Per il momento la maggior parte degli accordi è a rischio vedremo quando salirà al potere quanto di cio che ha detto attuerà.

VIDEO IN EVIDENZA