RIDURRE I RISCHI - Gli incidenti avvenuti nei trafori del Monte Bianco (2002) e del Frejus (2005) hanno imposto un aumento della sicurezza dei tunnel alpini, un obiettivo da raggiungere facendo ricorso a nuove strategie di prevenzione, impiegando tecnologie sofisticate per individuare in anticipo i mezzi con principi di incendio e rendendo operativi sistemi in grado di evitare ai guidatori il rischio di manovre errate e potenzialmente pericolose. Per i tunnel più lunghi, però, sdoppiare i flussi di traffico in due gallerie è importantissimo per prevenire gli incidenti, tanto che il nuovo scavo sotto il Frejus, progettato inizialmente per creare una via di sicurezza del diametro di cinque metri per il transito di mezzi di soccorso e manutenzione, è stato trasformato nel 2012 in una galleria stradale che affiancherà quella attuale, bidirezionale.
COLONNA D'ARIA “ANTI-FUMO” - Separare i flussi di marcia comporta è il primo passo, ma non il solo. Tra le innovazioni messe in opera nel rinnovato tunnel che congiunge l’Italia con la Francia, una particolare importanza riveste una migliore gestione della ventilazione forzata della galleria, sia in condizioni normali, sia soprattutto in presenza di un incendio: in questo caso, l'immissione d'aria può essere mantenuta o incrementata per spingere il fumo nel senso di marcia, in modo di consentire ai mezzi a valle di continuare a circolare senza problemi, e a quelli a monte di non essere investiti dalle esalazioni. La nuova galleria, della larghezza di 8 metri, verrà aperta al traffico entro l'aprile del 2019: occorre infatti approntare i rifugi, scavare le gallerie di collegamento con il tunnel principale, collocato a una distanza di 50 metri, realizzare gli impianti di ventilazione, illuminazione, antincendio e allestire la sede stradale. Il nuovo traforo ospiterà il traffico verso la Francia; in quello attuale, largo 9 metri e bidirezionale, si viaggerà verso l'Italia.
35 ANNI DOPO - La rottura del diaframma di una galleria è sempre un evento emozionante: la "talpa" francese che ha compiuto lo scavo, una macchina di 170 metri con una fresa circolare che scava 15 metri di roccia al giorno, ha abbattuto la parete alle 11,30, consentendo poco dopo il classico incontro tra operai francesi e italiani. Alla cerimonia erano presenti Maurizio Lupi, ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, e i presidenti delle concessionarie italiane (Sitaf) e francese (Sftrf) che gestiscono il traforo. Un incontro storico, analogo a quello avvenuto 35 anni fa, il 12 maggio 1979, tra Giulio Andreotti, allora presidente del consiglio, e Raymon Barre, primo ministro francese.