Si ha spesso l’impressione che la politica, e ancora di più quella europea, sia chiusa all’interno dei palazzi e che difficilmente i cittadini possano far cambiare idea sulle decisioni già prese. Se questo può essere molto spesso vero, ci sono casi in cui le istituzioni chiedono invece il parere di chi li vota. Sta succedendo in merito alla revisione delle norme sulle emissioni di CO2 di auto e furgoni, per la quale l’Unione Europea ha aperto un sondaggio rivolto a cittadini e organizzazioni, che possono dire la loro sul tema rispondendo a una serie di domande (il sondaggio si trova a questo link).
La consultazione è attiva fino al 10 ottobre 2025 e si rivolge in particolare anche alle amministrazioni nazionali, all’industria automobilistica, quella dei carburanti e dell’energia, alle organizzazioni ambientaliste, dei consumatori e degli utilizzatori di veicoli, alle parti sociali e alle istituzioni di ricerca. Rispondendo al questionario, i portatori di interessi possono così fornire il loro punto di vista sulla revisione delle normative.
Il sondaggio è preceduto da un’introduzione in cui viene spiegato come l’industria automobilistica sia cruciale nell’economia della UE. Il settore deve affrontare sfide legate alla digitalizzazione, alla concorrenza e ai cambiamenti climatici, e per questo la Commissione Europea ha lanciato un piano d’azione per mantenere la competitività e l’occupazione. Al centro di questa strategia c’è il regolamento (UE) 2019/631, che stabilisce obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per auto e furgoni nuovi, con l’obiettivo di raggiungere la completa decarbonizzazione entro il 2035, stimolando l’innovazione, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e fornire certezza agli investitori.
Entro la fine del 2025, la Commissione deve riesaminare il regolamento per valutarne l’efficacia e l’impatto, tenendo conto degli sviluppi tecnologici e dell’accessibilità economica della transizione. Queste revisioni, che includono anche la consultazione pubblica, mirano a garantire una transizione sostenibile e socialmente equa verso una mobilità a zero emissioni.
Il sondaggio è composto da una trentina di domande, alcune delle quali anche piuttosto tecniche. Dopo essersi identificati, si passa a domande retrospettive sulla valutazione di determinati elementi del regolamento riguardanti i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2. Un blocco successivo di domande riguarda la valutazione dell’impatto di possibili opzioni strategiche a sostegno del riesame del regolamento. L’ultima parte è invece incentrata alla valutazione dell’impatto di possibili opzioni strategiche a sostegno del riesame della direttiva sull’etichettatura delle vetture. Al termine del sondaggio è possibile anche fare ulteriori commenti caricando documenti a sostegno delle proprie osservazioni. I risultati del questionario saranno poi pubblicati online sulla piattaforma “Dì la tua”.





















































































































































