COMUNICAZIONE UFFICIALE - Ieri la Commissione europea ha comunicato al governo di Parigi di avere aperto una inchiesta mirata e approfondita sul piano di ristrutturazione del gruppo PSA per quanto concerne l’intervento dello Stato francese. Ciò per verificare se quest’ultimo sia compatibile con le regole comunitarie in materia di aiuti di Stato.
PRINCIPI DELLA CONCORRENZA - Al centro dell’attenzione c’è soprattutto la garanzia di 7 miliardi di euro concessa dal governo francese alla finanziaria del gruppo PSA, Banque PSA Finance, nella prospettiva del ricorso a prestiti obbligazionari di ammontare equivalente. La Commissione europea vuole controllare che le finalità di questa forma di sostegno finanziario non rappresenti una violazione delle norme sulla concorrenza.
SOSTEGNO FINANZIARIO - La logica della norma e quindi dell’inchiesta aperta dall’UE nei confronti del gruppo PSA è che gli interventi pubblici non possono essere utilizzati per la normale attività dell'azienda. E nello scorso febbraio la Commissione europea aveva concesso l’autorizzazione per un importo di 1,2 miliardi di euro, mentre per gli altri 5,8 miliardi si era appunto riservata di verificare la liceità della cosa. Ciò perché, secondo l’UE, attraverso l’intervento finanziario presso la BPF il gruppo PSA in sostanza finanzia il credito della propria rete di vendita, cosa questa che non ricadrebbe nell’ambito di un intervento di mera ristrutturazione, ma costituirebbe appunto aiuto all’attività.
PER LA RICERCA E SVILUPPO - Un altro obiettivo dell’inchiesta riguarda il finanziamento di 85,9 milioni di euro resi disponibili dallo Stato come contributo alle attività di Ricerca e Sviluppo del gruppo PSA. Il progetto al centro dell’inchiesta è relativo agli studi per modelli di piccole dimensioni con propulsione ibrida. La cosa però non sarebbe svolta dal gruppo PSA da solo ma da un consorzio a cui partecipa anche il gruppo PSA.
VALUTAZIONE DEGLI AIUTI - È comunque vero che il programma “mini-ibride” in questione è uno dei punti importanti del piano di risanamento del gruppo PSA, che sul programma delle piccole ibride conterebbe per recuperare competitività nella fascia bassa del mercato. Come noto gli altri aspetti del piano di ristrutturazione comprendono la chiusura dello stabilimento di Aulnay, la riduzione della produzione in quello di Rennes, e il ridimensionamento della struttura amministrativa del gruppo. E pochi giorni fa i vertici del costruttore hanno anche dichiarato che stante l’andamento del mercato, non sono escluse altre misure.
LA PAROLA AL GOVERNO - Secondo le procedure comunitarie, dopo la comunicazione dell’apertura dell’inchiesta, il governo ha un mese di tempo per inviare le sue controdeduzioni alla Commissione europea, mentre non è previsto il coinvolgimento diretto del gruppo PSA.