RECUPERO VELOCE - Con la “rivoluzione” del 2014 (entrata nel capitale della società della cinese Dongfeng e dello Stato francese, con perdita del controllo della società da parte della famiglia Peugeot, e incarico di presidente-direttore generale a Carlos Tavares) erano grandi le speranze per un miglioramento del bilancio del gruppo PSA Peugeot Citroën. Forse però neanche i più ottimisti si aspettavano i risultati 2014 illustrati a Parigi proprio da Tavares (foto sopra).
AUTO REDDITIZIA - Dei 53,6 miliardi di fatturato, 36 miliardi sono stati relativi al settore automobile, cioè 330 milioni di euro in meno rispetto al 2013. Vanno però dette due cose: che in questa cifra non sono compresi i risultati della Cina e che il pur ridotto fatturato ha finalmente dato luogo a un reddito operativo, pari a 63 milioni, mentre l’anno precedente c’era stata una perdita di 1,39 miliardi.
29 EURO GUADAGNATI - La PSA Peugeot Citroën sottolinea che il margine utile medio a veicolo per le 2,25 milioni di unità vendute, è stato di 29 euro, mentre nel 2013 si era dovuto registrare una perdita media di 461 euro a veicolo, e nel 2012 tale perdita fu di 631 euro. Ciò significa che il livello di sicurezza economico per il gruppo (cioè il numero di veicoli da vendere per far pareggiare i conti) è sceso dai 2,6 milioni nel 2013 a 2,1 milioni (sempre escludendo la Cina).
FRUTTI DELLA RAZIONALIZZAZIONE - Completamente cambiata la situazione anche sotto il profilo finanziario: da una posizione in “rosso” di 4,18 miliardi di euro a fine 2013, si è passati a una cassa con 548 milioni di euro alla fine del 2014. Per questo risultato è stato determinante il lavoro di razionalizzazione degli stock di componenti per l’assemblaggio.
MIGLIORAMENT EUROPEI - La PSA Peugeot Citroën non elabora il suo bilancio per zone geografiche, ma il presidente Tavares ha tenuto a sottolineare come nel 2014 il gruppo sia riuscito a tornare a realizzare un reddito positivo sul mercato europeo, dopo tre anni di pesanti perdite. Tavares ha anche spiegato che il miglioramento è stato dovuto per metà all’ingegnerizzazione della produzione e in generale delle fabbriche, e per metà alla politica degli acquisti. Il tasso di utilizzazione degli stabilimenti è passato dal 72% al 79%.
BENE IN CINA - La Cina è l’altro scenario favorevole per la realtà PSA. La joint venture DPCA che il gruppo PSA ha con la casa cinese Dongfeng ha realizzato un margine operativo del 7,5% sul fatturato, dando luogo a un reddito di 230 milioni. Ancora in perdita (di 20 milioni) invece la CAPSA, creata con la Changan per la DS. Non sono positive invece le situazioni in Sud America e in Russia.
2015 MOLTO INCERTO - In conclusione, sono state avanzate anche le previsioni PSA per l’anno in corso. Tavares ha affermato che per l’Europa si aspetta vendite in aumento dell’1%, mentre in America Latina la previsione è di un ulteriore calo del 10%, così come in Russia ci dovrebbe essere un arretramento del 30%. Quanto alla Cina, le prospettive sono senz’altro positive, con una previsione di crescita del 7%.