Entro la fine del 2025, l’Unione Europea potrebbe approvare la nuova normativa sui veicoli fuori uso (End-of-Life Vehicles, ELV), destinata a cambiare radicalmente le regole per la progettazione, la vendita e la dismissione delle auto. La proposta di Regolamento ELV, presentata dalla Commissione nel luglio 2023, intende aggiornare l’attuale direttiva 2000/53/CE, non più adeguata rispetto alle sfide ambientali e tecnologiche attuali.
L’obiettivo è duplice: rafforzare l’economia circolare nel settore automotive e ridurre la dispersione incontrollata di veicoli usati, che sfuggono alle filiere ufficiali di trattamento. Secondo le stime della Commissione, ogni anno circa 6,6 milioni di veicoli escono dal parco circolante europeo, ma fino a 3,5 milioni non vengono adeguatamente tracciati o trattati, finendo spesso all’estero in condizioni non sicure o inquinanti.
Uno dei punti più significativi della proposta è l’introduzione di una certificazione obbligatoria di riciclabilità per tutti i nuovi veicoli immessi sul mercato europeo. Ogni modello dovrà dimostrare, prima della vendita, di essere progettato in modo da consentire lo smontaggio efficiente, la separazione dei materiali e il recupero delle componenti riutilizzabili o pericolose. In altre parole, un’auto potrà essere venduta nell’UE solo se è dimostrabilmente riciclabile.
Il produttore sarà obbligato a fornire dati dettagliati sui materiali impiegati, l’eventuale presenza di sostanze pericolose (come piombo, cadmio, mercurio o cromo esavalente), e le modalità previste per lo smaltimento a fine vita. Questo approccio punta a incentivare un design più sostenibile e modulare, che tenga conto del ciclo di vita completo del veicolo fin dalla fase di progettazione.
Il cuore innovativo della proposta è contenuto nell’articolo 25, che istituisce il cosiddetto “Digital Vehicle Passport”, un sistema di tracciabilità elettronica per ogni veicolo. Questo strumento sarà alimentato da un database europeo centralizzato e conterrà informazioni aggiornate su:
Il sistema sarà accessibile alle autorità nazionali, ai centri di trattamento autorizzati, ma anche a consumatori e acquirenti, migliorando notevolmente la trasparenza sul mercato dell’usato e scoraggiando pratiche illegali. Inoltre, il passaporto digitale faciliterà l’identificazione tempestiva dei veicoli a fine vita, assicurandone il corretto smaltimento.
Altro pilastro del nuovo regolamento è il principio di responsabilità estesa del produttore (Extended Producer Responsibility, EPR), già adottato in altri settori. Le case automobilistiche non saranno più responsabili solo della produzione e vendita del veicolo, ma anche del suo fine vita. Ciò comporterà l’obbligo di finanziare le operazioni di raccolta, trattamento e riciclo, nonché di collaborare attivamente con i centri di demolizione per migliorare le prestazioni ambientali del settore.
Inoltre, viene introdotto l’obbligo per i produttori di fornire istruzioni tecniche standardizzate per il corretto smontaggio dei veicoli, incluse linee guida per la rimozione sicura delle batterie, dei fluidi, degli airbag e delle componenti elettroniche.
La Commissione stima che l’attuazione della nuova normativa porterà a una riduzione annuale di 12,3 milioni di tonnellate di CO₂, a un aumento del tasso di riciclo di plastica dal 25% al 60%, e alla creazione di nuove opportunità occupazionali nella filiera del recupero. Tuttavia, il percorso non sarà privo di ostacoli.
Le associazioni industriali, in particolare quelle dei produttori e dei distributori, hanno espresso preoccupazione per i costi di adeguamento e per la complessità burocratica legata alla nuova certificazione e alla gestione dei passaporti digitali. Al tempo stesso, gli operatori della demolizione chiedono maggiore chiarezza su come saranno distribuite le responsabilità economiche e operative.
Il regolamento è attualmente in fase di negoziazione tra Parlamento Europeo, Consiglio e Commissione, e l’entrata in vigore è prevista tra il 2026 e il 2027, con un periodo transitorio per l’adattamento degli operatori. Alcuni obblighi, come la certificazione di riciclabilità e il passaporto digitale, saranno introdotti gradualmente.
In definitiva, la nuova normativa ELV rappresenta un cambio di paradigma per l’industria automobilistica europea. Non sarà più sufficiente produrre auto performanti: sarà necessario garantirne la sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita. Un passo necessario per un’Europa che punta a un’economia sempre più verde, circolare e trasparente.



























































































