Dopo un terzo trimestre del 2025 chiuso con un buco di 1,3 miliardi alla voce risultato operativo (qui la notizia), non sembra ancora finita la crisi del Gruppo Volkswagen. Per la prima volta dalla sua fondazione, risalente al 1937, l’azienda di Wolfsburg ha interrotto la produzione di un suo impianto in Germania. A chiudere è stata la fabbrica di Dresda (nelle foto), che martedì ha fatto uscire dalle linee produttive una ID.3 GTX rossa, firmata dai lavoratori e che resterà esposta come cimelio.
Inaugurata nel 2001, l’impianto della Germania orientale è conosciuto come la “fabbrica trasparente” per la sua struttura vetrata ed era uno dei fiori all’occhiello della casa tedesca: nata per ospitare la produzione dell’ammiraglia Phaeton, con la transizione elettrica si è concentrata sulle auto elettriche, a partire dalla Golf a batteria seguita dai modelli della gamma ID.

Una decisione che il ceo della marca Volkswagen, Thomas Schäfer, ha definito difficile ma necessaria dal punto di vista economico, nell’ottica del piano dell’azienda di cambiare le sue strategie per adattarsi alle difficoltà, dovute a vari fattori tra cui una transizione elettrica meno veloce del previsto e una sempre maggiore concorrenza cinese.
Inoltre la VW è stata tra le aziende più colpite dai dazi statunitensi, con una perdita stimata solo nel primo semestre del 2025 pari a 1,3 miliardi di euro e una previsione di 5 miliardi alla fine dell’anno. Giusto dodici mesi fa (qui la notizia), l’azienda aveva trovato un accordo con i sindacati per una profonda ristrutturazione dell’azienda, che comporterà una riduzione di 35.000 posti di lavoro entro il 2030.

Lo stabilimento di Dresda verrà ora trasformato in un polo di ricerca, realizzato in collaborazione con il governo della Sassonia e le università del territorio, dedicato allo sviluppo di tecnologie legate all’intelligenza artificiale, alla robotica e ai semiconduttori. L’intervento costerà circa 50 milioni di euro.
In accordo con il consiglio di fabbrica, il forte organismo sindacale che rappresenta i dipendenti Volkswagen in Germania, l’azienda ha proposto ai 230 lavoratori ancora impiegati nel sito indennità di uscita, soluzioni di prepensionamento oppure il trasferimento verso altri impianti.




































































