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Volkswagen e E.on insieme per la ricarica veloce

Pubblicato 13 febbraio 2020

Grazie all'utilizzo di colonnine dotate di batteria integrata, le due aziende puntano a incrementare l’infrastruttura di ricarica veloce.

Volkswagen e E.on insieme per la ricarica veloce

STAZIONI “FLESSIBILI” - La Volkswagen Group Components, la divisione del gruppo tedesco che tra le altre cose si occupa dell’erogazione di servizi di ricarica, annuncia un accordo con la società energetica E.on per lo sviluppo di un’infrastruttura di ricarica ultra-rapida che prevede l’utilizzo di stazioni flessibili dotate di accumulatore. Questo accordo mira a velocizzare la realizzazione di una rete pubblica di ricarica ultra-rapida mediante l’utilizzo di stazioni che integrano una batteria che renderà possibile l’installazione delle colonnine anche in luoghi sfavorevoli e senza interventi di ingegneria civile o di connessione alla rete elettrica.

RICARICA RAPIDA - Le stazioni vengono installate secondo il principio plug & play, che prevede semplicemente la posa, la connessione e la configurazione online. Il sistema di ricarica rapida può servire contemporaneamente fino a due auto elettriche con una potenza di ricarica fino a 150 kW (garantendo mediamente un’autonomia di circa 200 km in 15 minuti). Al fine di assicurare che la batteria installata all’interno della stazione di ricarica abbia sempre una capacità sufficiente, questa è costantemente alimentata tramite una connessione convenzionale.  Gli aggiornamenti, la manutenzione da remoto e la fatturazione saranno gestiti tramite la piattaforma software centrale che è stata predisposta dalla E.on. 

NELLE AUTOSTRADE - La E.on ha riscontrato un interesse nei confronti di questa soluzione, il cui concept è stato presentato a Essen, Germania, da parte delle municipali, delle autorità locali, dei gestori di stazioni di rifornimento e delle aree di servizio. Le peculiarità di questa infrastruttura di ricarica flessibile, la rende particolarmente adatta per l’elettrificazione dei parcheggi dei negozi o di aziende che si occupano di logistica e spedizioni. Nella seconda metà del 2020 la E.on testerà le nuove stazioni di ricarica in sei aree di servizio autostradali e successivamente le lancerà in Germania con il nome di E.on Drive Booster.



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Ritratto di Mbutu
13 febbraio 2020 - 13:57
Soluzione molto interessante. Con gli accumulatori si possono gestire picchi di richiesta. Ed in più sono un altro sbocco per la second life delle batterie.
Ritratto di Al Volant
13 febbraio 2020 - 16:47
Dei power bank praticamente.. Però carichi 2 auto per 15 minuti, e quanto devi aspettare per caricarne altre 2 sempre per massimo 15 minuti ? E in 24 ore quante auto per 15 minuti può caricare ?
Ritratto di pikkoz
13 febbraio 2020 - 17:41
La capacita' di ricarica in 24 e' tanta quanto la corrente assorbita dalla colonnina, il beneficio della batteria "tampone" non fa altro che diminuire i picchi di assorbimento nelle prime fasi della ricarica della batteria per poi invece ricaricarsi quando la batteria della vettura incomincia ad accettare meno corrente di quella assorbita dalla colonnina . Cosi' facendo mettendo che una EV sta a caricare per 30 minuti, la batteria interna dovrebbe almeno essere in parte ricaricata (che poi nell articolo non dice che la batteria interna dura solo 15 minuti). Che poi la trovata non e' nuova in quanto nella maggiorparte dei cabinet dei supercharger/ev charger ad alta potenza e molti stalli hanno gia' batterie che funzionano in modo simile. Ovvio che se c'e' una fila e ogni utilizzatore ricarica per 10-15minuti , la batteria non si ricarica e alla fine la veloctia' massima di ricarica e' quella che invece e' possibile dalla sola rete. L'idrogeno ha comunque problemi simili , dopo una ricarica di "5" minuti il distributore ha bisogno 15 minuti per ritornare i pressione e temperatura per poter poter di nuovo offrire la ricarica di 5 minuti, se invece ti vuoi rifornire subito la ricarica ci mettera 15-20 minuti.
Ritratto di Giuliopedrali
13 febbraio 2020 - 16:50
Il business del futuro, dove tutti sti servizi conteranno più dell'auto stessa.
Ritratto di travaricky
17 febbraio 2020 - 09:38
già oggi, a fine vita auto, a conti fatti, molto probabilmente avrai pagato più nell'arco di vita dell'auto che all'acquisto mettendo in conto, bollo, assicurazione, carburante, manutenzione, caselli, riparazione. Io su la mia macchinina da 15000€ presa 9 anni fa (Hyundai ix20 con 154mila km) ho già speso 16000€ solo di carburante
Ritratto di Giulio Menzo
17 febbraio 2020 - 17:56
Non sembra una cativa idea,però la trovo di difficile applicazione in Italia