NEWS

La Volvo spinge ancora sulla sicurezza

Pubblicato 16 ottobre 2020

La casa svedese inaugura i Volvo Studio Talk, parlando di sicurezza con il contributo di esperti in collegamento video da Stoccolma, New York, Tokio e Varsavia.

La Volvo spinge ancora sulla sicurezza

UNA TAVOLA ROTONDA INTERNAZIONALE - La Volvo presta molta attenzione alla sicurezza fin dal 1959, anno in cui introdusse (prima fra le case automobilistiche) le cinture di sicurezza a tre punti di ancoraggio. E proprio di sicurezza stradale si è parlato giovedì 15 ottobre al Volvo Studio di Milano, in collegamento con gli altri quattro centri multifunzionali presenti nel mondo. All’inedito Volvo Talks (è questo il nome del format ideato per discutere con esperti internazionali di temi e valori importanti per il marchio) hanno partecipato, infatti, anche i Volvo Studio di Stoccolma, New York, Tokyo e Varsavia. Il tema era la sicurezza di tutta la famiglia, guardando in modo particolare ai bambini e partendo dalla regola base di far viaggiare i più piccoli ben legati a un seggiolino disposto in senso contrario a quello di marcia. 

LIMITI DI VELOCITÀ TROPPO ALTI - Oltre ai contributi degli esperti internazionali, che hanno posto l’accento sul fatto che la velocità eccessiva è uno dei fattori di rischio (ricordiamo al proposito che la Volvo è la prima casa ad aver limitato la punta massima di tutte le sue auto nuove a 180 km/h, leggi qui la news), sull’esigenza di comunicare ai genitori come usare in modo corretto i seggiolini per bimbi e sul problema crescente della scarsa attenzione alla guida, a Milano hanno parlato di sicurezza Federica Deledda, vice questore della Polizia di Stato e dirigente Polizia Stradale di Cremona, il dottor Federico Semeraro, anestesista rianimatore del Comitato Scientifico Italian Resuscitation Council di Bologna, che ha sottolineato la relazione fra salute e sicurezza, e la professoressa Federica Foiadelli, docente del dipartimento di energia del politecnico di Milano, che ha delineato quello che potrebbe essere lo scenario della sicurezza nella mobilità elettrica del futuro, sia per quanto riguarda i veicoli, con un focus sullo sviluppo delle auto a batteria, sia in relazione alle infrastrutture di ricarica. La giornalista Danda Santini, direttore del settimanale “Io Donna”, ha invece esposto i risultati di un sondaggio svolto fra le lettrici. Ne è emerso che il pubblico femminile dà un elevato valore ai sistemi di ausilio alla guida, oltre che ai consumi e al comfort. Il 71% delle intervistate, infatti, ritiene che la sicurezza alla guida coincida con la capacità dell’auto di prevenire un incidente, grazie proprio ai sistemi elettronici di aiuto (i cosiddetti adas). Ma è anche vero che il rispetto delle regole e il senso di responsabilità vengono prima di tutto nel ridurre i rischi: sono fondamentali per l’87% del panel.

EDUCAZIONE AL RISPETTO DELLE REGOLE - La vice questore Deledda ha parlato del progetto Icaro, con il quale la Polizia ha portato la sicurezza stradale nelle scuole: un’iniziativa che per l’efficacia dimostrata nel tempo è stata adottata da diversi altri Paesi nell’ambito della Comunità Europea, diventando un esempio di eccellenza italiana. Nel suo intervento la vice questore ha tenuto a sottolineare quanto sia importante educare al rispetto delle regole gli studenti, dai bambini dell’asilo ai ragazzi delle scuole superiori, usando un linguaggio che sia il più vicino possibile alla loro esperienza. Sulla base del progetto Icaro è stato realizzato un programma di formazione rivolto ai giovani di età compresa tra i 17 e i 21 anni, che si basa sui fattori di rischio comuni a livello europeo e quelli più specifici in ambito nazionale. Del resto quello degli incidenti stradali è un flagello che colpisce ogni angolo del globo. In Italia nel 2019 le vittime di incidenti stradali sono state 3.173 (una media di 9 morti al giorno, fonte Istat), con un’incidenza sulle strade urbane del 73%, su quelle extraurbane del 21% e in autostrada del 5,3%. Impressionante il dato dei feriti, che l’anno scorso sono stati 241.384 (in calo dello 0,6% sul 2018): in media, 661 al giorno. E le cause? Le statistiche dicono che il 15,1% degli incidenti è dovuto alla distrazione alla guida, il 13,8% al mancato rispetto della precedenza e il 9,3% alla velocità troppo elevata. Notizie un po’ migliori vengono dai dati sul lungo periodo (2010-2019), che vedono una diminuzione degli incidenti del 19,2%, col 22,8% di morti in meno e una decrescita dei feriti del 20,8%. Notevole il costo sociale di questa strage quotidiana, pari a 16,8 miliardi di euro in un anno, ovvero l’1% del Pil italiano.





Aggiungi un commento
Ritratto di Giuliopedrali
16 ottobre 2020 - 18:04
Solo per dire ancora decenni fa Volvo aveva una squadra o più squadre che andavano immediatamente sul luogo di gravi incidenti stradali dove erano state coinvolte loro vetture almeno nel territorio della Svezia per analizzare tutti i dati e trarne conclusioni.
Ritratto di studio75
16 ottobre 2020 - 18:12
5
Questa mattina ho trovato un blocco del traffico causa tamponamento su strada statale. Mi sono meravigliato di vedere coinvolte una Audi Q8 con il frontale distrutto e poco più in la una Tucson con il posteriore sfasciato. Sicuramente la Q8 avrà avuto tutti gli adas di questo mondo...non hanno funzionato?
Ritratto di Andre_a
16 ottobre 2020 - 21:36
5
Magari li disattiva perché, da buon audista, deve guidare appiccicato a chi gli sta davanti :)
Ritratto di ste74
17 ottobre 2020 - 00:58
Mi piace la frase "le donne ritengono utili gli ADAS per la sicurezza alla guida". Una donna che va al supermercato con il suo SUV senza ADAS sai che strage di paraurti e fiancate (inclusi i suoi) è in grado di fare?
Ritratto di Andre_a
17 ottobre 2020 - 08:41
5
Io penso che sarebbe ora di finirla con questi preconcetti. Una bambina che cresce in un mondo in cui tutti le ricordano che non saprà mai guidare che adulto può diventare? Ah, le mie fiancate sono state strusciate solo da due persone: una aveva la barba, l’altra ero io (a tredici anni contro la porta del garage)
Ritratto di deutsch
17 ottobre 2020 - 10:16
4
Ok maschilismo ne abbiamo. Immagino che poi quella donna stia a casa per badare ai figli ed al focolare mentre il marito lavori. Benvenuti nella modernità del 2020
Ritratto di Giuliopedrali
18 ottobre 2020 - 08:47
L'auto sta comunque diventando un bene ormai più comprato dalle donne che uomini. Volvo sembra essere un'azienda che mantiene quello che ha sempre promesso, per esempio sulla sicurezza, Mercedes ad esempio vive anche di glorie passate con un presente un pò virtuale..
Ritratto di giulio77
18 ottobre 2020 - 11:36
Purtroppo temo che anche volvo stia perdendo l'affidabilità che tanto caratterizzava le sue auto del passato. In giro ho letto storie da brividi a riguardo.
Ritratto di Giuliopedrali
18 ottobre 2020 - 12:46
Erano affidabili quando le altre non erano affidabili, anche per questo.
Ritratto di luis2
19 ottobre 2020 - 19:09
sono stato possessore di un V50 ed ho continuato la tradizione con una V40 e posso dire che sono due ottime auto; in Francia, con la V50 sono stato tamponato, fermo ad un semaforo, da un auto guidata da uno che aveva alzato il gomito e che mi ha preso in pieno a velocità sostenuta e sebbene avessi mantenuto la distanza di sicurezza dall'auto che mi precedeva (4 m) mi ha mandato, con 4 persone a bordo ed il bagagliaio pieno di valigie, contro il portellone posteriore dell'auto, L'auto anteriore l'ho accorciata di un metro, l'auto investitrice rotto il paraurti anteriore e il radiatore; la mia volvo rotta la mascherina anteriore e incrinata la plastica del paraurti anteriore e posteriore ; il mio portellone posteriore si apriva e chiudeva perfettamente la parte anteriore non si è deformata per cui gli airbag non sono stati sollecitati, le persone a bordo non hanno subito nemmeno una scalfittura e così ho potuto riprendere tranquillamente il viaggio. se avessi avuto un'altra auto non so come sarebbe potuta andare!!