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Volvo XC90: i dettagli sulla ibrida T8

08 dicembre 2014

Nell'intento della Volvo la XC90 T8 vuole essere un'ibrida ad alte prestazioni con consumi particolarmente contenuti, oltre che sicura.

Volvo XC90: i dettagli sulla ibrida T8
IMPONENTE, POTENTE, ECOCOMPATIBILE - A grandi passi le case automobilistiche stanno coniugando la logica delle auto ibride con le alte prestazioni, cancellando dai modelli termici-elettrici l’immagine di auto solo preoccupate dell’ambiente, non capaci di dare emozioni. Un esempio di questa filosofia viene dalla Volvo XC90 T8 (guarda il video più i basso), modello di suv di lusso che, pur concepito per la soluzione ibrida, mette a disposizione una potenza complessiva di 400 CV con 640 Nm di coppia massima. In sostanza tutto ciò che ci vuole per dare alla vettura una personalità forte, grintosa, senza perdere di vista l’attenzione ai consumi e al rispetto dell’ambiente, almeno questo nelle intenzioni della casa svedese. La Volvo XC90 T8 fa segnare infatti un consumo medio di omologazione pari a 40 km/l, con emissioni di CO2 pari a 64 g/km. E questo con prestazione che sono delle più brillanti: l’accelerazione 0-100 km/h avviene in 5,9 secondi. Questo modello non costa poco: i prezzi vanno da 79.000 a 82.550 euro a seconda dell'allestimento. Insieme al resto della gamma sarà in consegna presso le concessionarie da maggio 2015.
 
DUE MOTORI PER 400 CV - L’impostazione tecnica prevede il nuovo motore 2000 di cilindrata Drive-E, 4 cilindri a benzina, da 318 CV  e 400 Nm, collocato davanti, e il motore elettrico da 82 CV e 240 Nm installato posteriormente. L’unità a benzina, sovralimentata e con turbocompressore, trasmette il moto alle ruote anteriori, mentre il motore elettrico agisce su quelle posteriori. Ma non è tutto. La Volvo XC90 T8 dispone anche di un motore elettrico da 32 CV che funge da motorino di avviamento e da generatore. Il cambio è un moderno automatico a 8 marce sviluppato appositamente per le vetture ibride. 
 
 
DIVERSE MODALITÀ - La Volvo XC90 T8 può muoversi in diverse modalità. C’è anzitutto quella Hybrid, con la quale il sistema elettronico gestisce i due motori puntando a realizzare il migliore compromesso tra prestazioni e contenimento dei consumi. In pratica il passaggio da un motore all’altro, e comunque la loro utilizzazione è “decisa” e gestita dall’elettronica. C’è quindi la modalità Pure Electric con la quale la XC90 T8 viaggia solo grazie al motore elettrico (con le batterie che devono essere al massimo della carica). Da notare che in questa modalità la XC90 T8 può percorrere sino a 40 chilometri. La modalità Power vuole unire le prestazioni del 2.4 a benzina con quelle del motore elettrico, alla ricerca delle prestazioni migliori in ogni condizione. C’è quindi la modalità 4WD, che impone l’entrata in funzione del motore elettrico così che la Volvo CX90 T8 si trasforma in una 4x4. Infine la centralina elettronica di gestione della XC90 T8 mette a disposizione anche la modalità “Save”, tarata in maniera da puntare sempre ai consumi più contenuti.  
 
RECUPERO ENERGIA IN FRENATA - L’obiettivo di abbinare le prestazioni agli altri aspetti del innovativi della mobilità è poi anche perseguito con l’impianto frenante che oltre a svolgere la funzione di frenare, dà luogo a un recupero di energia da immagazzinare nella batteria o da impiegare immediatamente per spingere l’auto. 
 
NON SOLO MOTORE - La modernità della nuova suv Volvo XC90 T8 non riguarda soltanto il sistema di potenza, cioè l’aspetto motoristico. Grande e articolata è la dotazione di dispositivi elettronici per viaggiare comodi e guidare in sicurezza e facilità. Nell’equipaggiamento di sicurezza spicca poi il nuovo sistema di protezione in caso di uscita di strada. Una novità nel panorama dei dispositivi di assistenza alla guida che la Volvo sottolinea essere una novità assoluta di cui ha l’esclusiva mondiale.
 
 
SERRATI E PROTETTI - La soluzione in questione lavora affinché gli occupanti della vettura, nel malaugurato caso dell’uscita di strada, mantengano la loro posizione corretta, cioè seduta, mentre il sedile è in grado di assorbire energia, il che significa ridurre i rischi di danni per le persone. La logica del sistema mira a evitare o ridurre più che è possibile il rischio di lesioni alla spina dorsale, che è una delle conseguenze più gravi nei casi di uscita di strada. 
 
TRE FASI DI FUNZIONAMENTO - Il funzionamento del sistema si basa sulla capacità di interpretare il comportamento della vettura (tramite sensori) fino a comprendere che è in procinto di uscire di strada. A quel punto scatta il meccanismo che tende le cinture di sicurezza per far mantenere la posizione seduta: in 0,1 secondo l’arrotolatore riesce a riavvolgere 10 cm di cintura, per poi tenerla ben stretta sino a che il sistema non rileva che l’auto si è fermata. La terza funzione è la deformazione programmata del sedile, così che riesce ad assorbire energia senza che arrivi all’occupante del sedile stesso.
 
NUOVI TEST DI SPERIMENTAZIONE - Il nuovo sistema è stato provato dalla Volvo con test inediti. Tre sono le situazioni verificate: fosso, traiettoria in aria, fondo irregolare. Nel test del fosso, l’auto entra in un fosso profondo 80 cm, con un urto che dà luogo a violente forze verticali. Nella prova della traiettoria in aria, l’auto esce di strada a 80 km/h, compie un volo e “atterra” su una superficie omogenea liscia. Infine, nel test su fondo irregolare la vettura viene fatto viaggiare su una strada estremamente sconnessa, con sobbalzi verticali e orizzontali. Nei test vengono utilizzati appositi manichini di nuova generazione. 
 
 
PER NON USCIRE DI STRADA - La Volvo tiene anche a sottolineare che assieme ai sistemi di protezione, sta lavorando anche a dispositivi che aiutino il conducente a evitare l’uscita di strada. Nella nuova Volvo XC90 ci sono due novità messe a punto espressamente per il modello: il Lane Keeping Aid e il Driver Alert Control. Il primo, nel caso che i sensori avvertano la tendenza a uscire di strada, interviene su motore e trasmissione facendo arrivare alle ruote una maggiore coppia, così da tentare di “tirare via” l’auto dalla situazione difficile. Il secondo sistema invece è in grado di rilevare quando il conducente è stanco e sta guidando in maniera pericolosa.
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Ritratto di stefbule
9 dicembre 2014 - 08:40
11
avere un'auto plug in con il costo dell'energia elettrica che abbiamo mi farebbe paura. Il rischio di una bolletta a quattro zeri ogni bimestre sarebbe più che "normale". Cosa che in altri paesi europei (penso) non sia così. Preferisco gli elettrici che si caricano dal motore termico e se è diesel, meglio ancora.
Ritratto di benx90
10 dicembre 2014 - 22:32
3
si conferma sempre un gruppo innovativo,specialmente quando si parla di sicurezza. Un complimento va anche agli interni,elegantissimo e sobrio in pieno stile Volvo