ERA IL LUGLIO DEL 1973 - Tra le cose che restano del luglio di 40 anni fa c’è anche un modello di auto: la
Volkswagen Passat. La casa tedesca in quel periodo non se la passa troppo bene e la Golf dai numeri d’oro è ancora in fase di ultimazione (sarà lanciata nel 1974). Per cercare consenso e clienti - ancora in attesa dell’erede del Maggiolino - i vertici di Wolfsburg lanciano la Passat, berlina media dal frontale oltremodo squadrato e il profilo posteriore che unisce il tetto alla “coda”, senza il volume del bagagliaio.
La prima (1973-81) e la quinta serie (1996-2005).
UN PO’ DI MADE IN ITALY - A “firmare” il design è Giorgetto Giugiaro, già in stretta collaborazione con il gruppo Volkswagen. L'Audi fa parte del gruppo VW dal 1964 e negli anni precedenti Giugiaro ha disegnato l’Audi 80 e 100 mentre in contemporanea con la Passat sviluppa la prima Golf. La meccanica della Volkswagen Passat è sostanzialmente quella della Audi 80 e la missione del modello è di rispondere alle esigenze di chi cerca una buona vettura di dimensioni medie, per la famiglia.
SEMPRE INNOVATIVA - Da allora è stato un cammino costante di crescita numerica e qualitativa, tanto che la Volkswagen Passat è universalmente indicata come il modello che più di ogni altro riesce a “democratizzare” l’innovazione tecnica. Nel corso della sua carriera e con le sue sette edizioni che si sono succedute in questi quarant’anni, tutte le nuove tecnologie sono state adottate sulla Passat, quasi sempre come debutto su un modello di vasta accessibilità, spesso anticipando anche i modelli di categoria superiore.
La seconda serie (1981-87) e l'attuale.
PROFILI DIVERSI - Nel corso degli anni ci sono state una lunga serie di interpretazioni del modello: alla berlina originaria con il portellone molto inclinato sono seguite la station wagon chiamata Variant, la berlina a tre volumi, la CC. Vastissimo è poi l’elenco dei contenuti tecnici che sono stati parte della gamma Volkswagen Passat, dalla trazione integrale ai motori benzina e diesel più moderni, fino ai cambi doppia frizione e alle tecnologia volte a contenere i consumi e a rispettare l’ambiente.-
AUTO GLOBALIZZATA - Nel corso degli anni la Volkswagen Passat ha trovato mercati in tutto il mondo, con produzione in svariati stabilimenti oltre alla Germania: in Belgio, Spagna, Brasile, Messico, Sud Africa e Giappone. Da notare che la seconda generazione del modello, lanciata nel 1980, in alcuni grandi mercati - come la Cina, dove la produzione è terminata soltanto l’anno scorso - è stata commercializzata con il nome Santana.
L'attuale Passat è stata introdotta nel 2005 e ha subito una rivisitazione abbastanza profonda alla fine del 2010. Il prossimo anno è attesa la nuova generazione.
NOMI D’ARIA - A proposito di nomi, può essere curioso notare che con la Passat la Volkswagen ha inaugurato il filone dei nomi ispirati ai venti. Passat è traducibile infatti con Aliseo.
PILASTRO DEL MARCHIO - Dal 1973 a oggi si sono susseguite sette generazioni di Volkswagen Passat. Già la prima edizione, uscita di produzione nel 1980 raggiunse il significativo traguardo di 2,5 milioni di esemplari venduti. Un risultato che fu davvero notevole se si considera la categoria della vettura e il fatto che per alcuni anni dal 1974 il mercato dell’auto visse un periodo molto critico a causa della crisi petrolifera dovuta alle vicende mediorientali. Oggi, con una produzione complessiva che già l’anno scorso ha superato i 20 milioni di esemplari, si può ben dire che la Passat - assieme ai 30 milioni di Golf festeggiati nel giugno scorso - ha contribuito in maniera fondamentale alla crescita e alla affermazione globale del gruppo Volkswagen nel mondo.