NON SOLO SEAT - Nell’ambito dell’incontro tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy, svoltosi a Madrid l’altro giorno, c’è stato anche meeting di due delegazioni di imprenditori spagnoli e tedeschi. Tra questi ultimi c’era Martin Winterkorn (foto sopra), presidente del gruppo Volkswagen, che non si è limitato a discutere delle questioni strettamente industriali. Winterkorn ha fatto riferimento alla presenza del gruppo Volkswagen in Spagna con la Seat e gli impianti di produzione di Pamplona, per riaffermare i vincoli che legano la casa tedesca al Paese iberico; “vincoli che continueranno in maniera molto stretta” ha voluto riaffermare il capo di Volkswagen.
FIDUCIA - Winterkorn ha ricordato come nello stabilimento Volkswagen di Pamplona e in quello Seat di Martorell lavorino circa 18 mila persone e che le attività del gruppo tedesco in Spagna rappresentano un quarto del settore automobilistico spagnolo. E a proposito della Seat, il presidente del gruppo Volkswagen ha affermato che la struttura spagnola sta inevitabilmente soffrendo la grave crisi che colpisce la Spagna, ma che la sua qualità è tale che non appena il ciclo economico cambierà, essa sarà in grado di coglierne tutti i vantaggi.

La fabbrica Seat di Martorell.
APPREZZAMENTO - Winterkorn ha fatto riferimento anche alle vicende economico-finanziarie che stanno angustiando la Spagna come altri Paesi europei e alla politica che sta seguendo il governo di Madrid. Non si può dire che il dirigente VW abbia dato il suo sostegno a Rajoy perché non ha senso parlare di sostegno da parte di un industriale al governo di un Paese, meno che mai se non è il suo, ma certamente le sue parole sono suonate come un atto di solidarietà e di incoraggiamento. Winterkorn ha detto che le misure prese da Rajoy sono molto impegnative, ma giuste e che daranno sicuramente i risultati desiderati, anche se non subito.
PAROLE ANCHE POLITICHE - Le parole del capo della Volkswagen non sono apparse soltanto come rivolte alla Spagna, dal momento che ha tenuto ad affermare che l’idea europea è valida e ha un futuro. Per sostenere questa idea ha citato l’esempio proprio del gruppo Volkswagen che ha “12 marchi in 7 Paesi dell’Unione europea, tutti che lavorano uniti e con successo. Crediamo nell’Europa e siamo disposti a dare il nostro supporto e contributo affinché le industrie spagnole ed europee possano essere forti e solventi”.










