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Zone a traffico elettrico nel futuro delle città?

11 dicembre 2010

Il 48% dei cittadini, se fosse sindaco, riserverebbe le Zone a Traffico Limitato ai veicoli elettrici ed a quelli non inquinanti. Mentre solo il 26% ritiene che i sindaci attualmente in carica avrebbero il coraggio di prendere misure che potrebbero mettere in discussione il consenso politico del quale godono. Di questo e altro si è discusso anche in un Convegno organizzato nell’ambito del Motor Show.

PENALIZZARE CHI INQUINA - Dei  790 cittadini intervistati tra l’1 e il 3 dicembre dalla società di ricerche di mercato SWG per Federutility, il 68% è convinto che la tutela dell’ambiente sia una delle priorità da affrontare e se la maggioranza (73%) è convinta che si debba migliorare il trasporto locale, una parte di questi, il 59%, ritiene che si debbano ridurre le tasse a chi ha un'auto ecologica, aumentarle a chi inquina ed obbligare all'utilizzo di mezzi non inquinanti per i centri storici delle città.

QUESTIONE DI PREZZO - I messaggi ai Comuni ed alla politica nazionale sono chiari. Un italiano su cinque chiede allo Stato incentivi sull’acquisto del veicolo o riduzione delle imposte; la maggioranza chiede ai sindaci dei comuni di dotare le città di infrastrutture per la ricarica: il 43% dei cittadini intervistati vorrebbe un distributore ogni 5 km mentre il 44% lo vorrebbe al massimo ogni 15 km. Quanto al comportamento di consumo, ben l’80% degli intervistati acquisterebbe un auto elettrica (con un aumento del 9% rispetto alla stessa indagine condotta in maggio) se i prezzi delle elettriche fossero equiparabili alle altre auto. I dati sono stati presentati da SWG e da Federutility (la federazione delle aziende idriche ed energetiche che avrebbero eventualmente  il compito di creare le reti delle infrastrutture di ricarica) al Motor Show di Bologna, nel corso del convegno “Infrastrutture per la mobilità elettrica tra aziende ed enti locali”.
 

Smart elettrica ricarica


CI VUOLE L'INFRASTRUTTURA - “L’auto elettrica risolverebbe in misura consistente i problemi di inquinamento delle città. Ne sono convinti, spiega Alex Buriani di SWG, tre cittadini su quattro, con una crescita significativa rispetto a quanto emerso solo sei mesi fa. Di conseguenza, si rileva nella popolazione un amplissimo favore (82%) rispetto all’ipotesi di istituzione di ZTE (zone a traffico elettrico): la chiusura totale dei centri storici, con la sola eccezione per i veicoli elettrici e non inquinanti”. Va con i piedi di piombo Luigi Castagna di Hera (azienda energetica dell'Emilia Romagna): “i costi di realizzazione delle colonnine di ricarica non sono ancora ammortizzabili con la sola vendita di energia elettrica, ma eventuali incentivi alla costruzione della rete costituirebbero un utile volano per molti altri servizi che potrebbero essere forniti sulle smart grids, le reti intelligenti”. Il tutto mentre una città come Londra ha messo in campo incentivi fino a 5 mila sterline”. Per Pietro Menga, presidente Cei-Cives (Comitato elettrotecnico italiano), “In tutto il mondo ci sono ormai incentivi e finanziamenti per sostenere la mobilità ecologica”. “In pratica alla “Electric City”, per essere tale,  manca ancora un sindaco, ha concluso Fabio Orecchini docente dell’Università la Sapienza nel Convegno sul tema tenutosi al Motor Show. L’auto elettrica sarà una realtà contestualmente al cambiamento delle città. Non si deve più pensare che l’automobile sia contro l’ambiente, ma aziende e ricerca universitaria devono lavorare insieme per una totale integrazione”.



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Ritratto di TheNico
12 dicembre 2010 - 09:30
Direi che in ogni città il centro storico dovrebbe essere riservato solo ai mezzi pubblici e ai residenti, possibilmente quest'ultimi dotati di auto "ecologica". Creando aree di parcheggi in prossimità di tale zona, in modo che anche il sabato sera, tutti possano arrivare vicino al centro storico, ma girarci a piedi/bus. Ovviamente finché i costi delle auto resteranno alti difficilmente questa tecnologia si diffonderà.
Ritratto di Nathan
12 dicembre 2010 - 14:40
Certo che ci vorranno le ZTE nei centri storici. E anche le piste ciclabili ovunque. Per chi abita in centro è necessario prevedere delle forme di esenzione fiscale che compensino la maggior spesa per l'acquisto di un'auto elettrica. Se poi uno preferisce andare a piedi o con i mezzi pubblici...tanto di guadagnato per lui e per l'ambiente!
Ritratto di Ennio Palmesino
13 dicembre 2010 - 16:45
Interessante il sondaggio, ma il sogno dell'auto elettrica fa a pugni con la realtà: nel vostro numero di gennaio testate o provate 9 vetture diesel contro solo 2 a benzina (e queste ultime, la Cadillac e la Porsche, non hanno un'alternativa diesel...). E le diesel sono le più inquinanti, il particolato è da molti anni nella lista dei cancerogeni, ma nessuno lo scrive. E il particolato si attacca non solo al retro delle auto, ma all'asfalto, ai muri dei palazzi, il nuovo PM 2.5 entra persino dalle finestre chiuse. Non parliamo degli autobus, che fumano come fabbriche di periferia. Tutti i diesel andrebbero banditi dai centri storici. Ma nonostante questo, voi proponete solo vetture diesel. Evviva !!!
Ritratto di Al86
13 dicembre 2010 - 19:19
Purtroppo è un fatto di normativa, perché per "la legge" un'auto è ecologica se e solo se emette meno CO2, anche le normative Euro considerano solo la CO2, quando invece dovrebbero tenere conto di tutto (particolato, NOx, composti aromatici e compagnia bella), che poi comunque se si esclude l'effetto serra(che comunque è causato in misura maggiore da altro e non solo dalla CO2 emessa dalle auto), la CO2 non fa proprio nulla di male, non è tossica, non è cancerogena, non provoca danni all'ambiente, se proprio vogliamo guardare il pelo nell'uovo si può dire che può contribuire in maniera lieve alle piogge acide (la CO2 in presenza di acqua si comporta come un acido debole, ma niente al confronto con quello che realmente causa le piogge acide)

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