PRIMO CONTATTO

Alfa Romeo Giulia: fluida, vivace e divertente

Con il turbodiesel da 179 cavalli, l’Alfa Romeo Giulia resta appagante nella guida, anche se le prestazioni e le percorrenze promesse sono ovviamente ben più… “terrene” di quelle della Quadrifoglio. Ma richiede un po’ d’attenzione nelle “retro”.

10 maggio 2016
  • Prezzo (al momento del test)

    € 40.500
  • Consumo medio

    23,8 km/l
  • Emissioni di CO2

    109 grammi/km
  • Euro

    6
Alfa Romeo Giulia
Alfa Romeo Giulia 2.2 Turbo 180 CV Super
L’eleganza non le manca

Dopo esserci “ubriacati”, questa mattina, con gli oltre 500 CV della Alfa Romeo Giulia 2.9T Quadrifoglio (vedi qui il primo contatto), e con i “numeri” che la versione più estrema della berlina italiana permette di fare in pista, è il momento di tornare… con i piedi per terra mettendoci al volante di una versione sicuramente più “a misura d’uomo” (e, prevedibilmente, di vendite): la 2.2 Turbo Super, nella variante con motore da 179 CV e cambio manuale a 6 marce (su alVolante di giugno potete leggere in anteprima la prova su strada, completa dei rilevamenti del nostro centro prove, della 2.2 Turbo Super di uguale potenza con il cambio automatico a 8 rapporti). L’aspetto non cambia radicalmente: le forme filanti e senza elementi troppo ricercati conservano alla vettura l’aspetto sportivo della Quadrifoglio, con giusto un tocco di eleganza in più dovuto anche al frontale (come sempre dominato dallo scudetto Alfa) contornato da una sottile cornice che lo alleggerisce. 

Si parte da 35.500 euro

Già in vendita, l'Alfa Romeo Giulia è disponibile, in questa potenza, solamente negli allestimenti Super (a 40.500 euro) e Business Sport (42.500); per entrambe, il cambio automatico comporta un’aggiunta di altri 2.500 euro. La versione con il 2.1 a gasolio da 150 CV costa 35.500 euro nella variante “base”, e 38.000 nell’allestimento Super; anche per lei, l’automatico incide per 2.500 euro extra. Più avanti si aggiungeranno i “2000”, sempre a benzina, con 200 o 280 cavalli. Tutti gli allestimenti includono l’avviso per mancata distanza di sicurezza dai veicoli che precedono e per involontario cambio di corsia, il Bluetooth, i cerchi in lega, il climatizzatore automatico bizona, il cruise control, i fendinebbia e il sistema di frenata automatica (fino a 50 km/h). Le Super aggiungono il navigatore, i rivestimenti parzialmente in pelle, le ruote di 17” e i sensori posteriori di distanza. Per le versioni Business (che hanno anche i retrovisori ripiegabili elettricamente) e Business Sport ci sono pure i fari bixeno e la retrocamera. Il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco nei retrovisori, attivo anche nelle retromarce per avvertire del sopraggiungere di veicoli, è nel pacchetto Driver Assistance Plus (1.700 euro, di serie nella Quadrifoglio). Al momento, non sono disponibili il cruise control adattativo, i fari bi-led e l’head-up display; e solo più avanti arriverà anche il divano ripiegabile per ampliare la già buona capacità del baule. 

Un ambiente accogliente

Moderno e costruito con cura, l’abitacolo dell'Alfa Romeo Giulia è arioso e comodo per quattro persone. Un quinto passeggero, al centro del divano, deve però fare i conti con la seduta più dura e con l’ingombrante tunnel di trasmissione. Sono optional le due bocchette posteriori per il “clima”: 250 euro, nel pacchetto Climate Upgrade. Non mancano possibilità di personalizzazione, come gli inserti in alluminio per la plancia (nel pacchetto Sport, da 1.200 euro, assieme al tasto avviamento nel volante) e la zona inferiore della plancia e delle porte di colore (beige o rosso) alternativo al nero. La posizione di guida, bassa e distesa, è comoda, ma le regolazione elettriche e quella lombare saranno disponibili solo più avanti. Bene la razionale disposizione dei comandi, con le manopole fra i sedili per comandare l’impianto di infotainment e il sistema Dna (varia le risposte dell’auto) in luogo del manettino delle altre Alfa. Un piacevole richiamo ai modelli del passato è nel cruscotto a binocolo, che racchiude una strumentazione completa e ben leggibile. Il baule è capiente, ma la forma della carrozzeria ha ridotto l’altezza della bocca di carico a soli 40 cm, non molti. 

Precisa e divertente

Selezionata la modalità Dynamic del sistema Dna (rende più reattiva la risposta di sterzo e motore, e meno “presenti” gli aiuti elettronici), anche in questa versione meno “esagerata” la nuova Alfa Romeo Giulia resta divertente. Agile e precisa nel digerire le curve (è un piacere lo sterzo pronto e diretto), offre lo scatto deciso e il gradevole allungo dei 179 cavalli (davvero ben svegli) del motore: l’impressione è che non ci si sia da dubitare delle prestazioni che la casa dichiara (7,2 secondi nello “0-100” e 230 km/h di punta massima). Ok il cambio manuale: la corsa della leva non è lunga e gli innesti, anche se non proprio “di burro”, sono precisi. Forzando l’andatura, l’auto resta prevedibile nelle risposte e permette di contare su un’elevata tenuta di strada e su freni efficienti. Potrà spiacere a qualcuno l’impossibilità di escludere del tutto gli aiuti alla guida, come l’Esp: ma anche la sicurezza vuole la sua parte. Inserita la modalità Normal del Dna, la vettura diviene più fluida e si lascia condurre con un filo di gas, permettendo di apprezzare un buon comfort (le sospensioni ferme non “puniscono” troppo la schiena). A velocità autostradali è avvertibile qualche fruscìo, mentre nelle manovre la visibilità posteriore non è il massimo. Quanto ai consumi, alla fine del test (non lungo, ma sufficientemente variato nella tipologia di percorso) il computer di bordo ha indicato una media prossima ai 17 km/l: non male, in assoluto, ma lontana da quella (23,8 km/l) promessa.

Secondo noi

Pregi
> Agilità. Niente male per una macchina di questo tipo.
> Motore. Risponde prontamente ed è fluido.
> Sterzo. Dà molta “confidenza”.
Difetti
> Accessori. Mancano (almeno per ora) sistemi come il cruise control adattativo e la regolazione elettrica per i sedili. 
> Quinto posto. Chi siede al centro del divano non sta comodo.
> Visibilità. Dietro non si vede granché.

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 2143
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 132 (179)/3750 giri
Coppia max Nm/giri 380/1500 (450/1750 con cambio autom.)
Emissione di CO2 grammi/km 109
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione posteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 230
Accelerazione 0-100 km/h (s) 7,2
Consumo medio (km/l) 23,8
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 464/186/144
Passo cm 282
Peso in ordine di marcia kg 1374
Capacità bagagliaio litri 480/n.d.
Pneumatici (di serie) 225/50 R17

 

Alfa Romeo Giulia
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Ritratto di Flavio Pancione
12 maggio 2016 - 13:00
7
L'esperienza in manuale è la medesima di un doppia frizione. Non a caso molte sportive lo hanno scelto, come maserati, jaguar e addirittura la QV ed anzi addirittura Audi non ha per nulla abbandonato il Tiptronic. Consete di una certa flessibilitá, numero di marce e quindi una costruzione dei rapporti molto efficace, si sposa perfettamente con l'elettronica di oggi e i difetti da te elencati sono ormai storia passata, è una tecnologia decisamente collaudata. Le cambiate possono essere sia dolcissime, che secche e in una sportiva è anche piacevole. Non che il doppia frizione abbia particolari difetti ma spesso i costruttori non se la sentono di andare in contro a una manutenzione comunque costosa e una ha comunque certa complessita. Insomma per me l'esperienza è oramai paragonabile, e si è capito che spesso quel decimo in più a cambiata non è importante, quindi perchè no? Cosa intendi poi è solo simulato? Non mi è chiaro
Ritratto di Gianlupo
12 maggio 2016 - 14:30
Simulato, intendo, in relazione ai tempi di cambiata tipici d'un sequenziale vero: penso ai motociclistici e a quelli ad elevate prestazioni in genere. Fermo resta la maggiore efficienza meccanica d'un sequenziale doppia frizione, massa ed ingombri paragonabili ad un manuale, laddove certo la complessità meccanica sicuramente è maggiore. Ma allora, in rapporto, lo schema Transaxle di Alfetta e successive cos'era? Fantascienza? Fatto sta che i DF si producono e diffondono sempre di più e, nonostante quanto tu dica, siano sensibilmente più rapidi dei manuali. A me il convertitore sembra un anacronismo in sé (come il vinile negli '80) oltre che, certo, dettato da scelte legate ai costi di sviluppo (dei quali la nostra industria avrebbe però molto beneficiato: penso ai sempre minori investimenti in Magneti Marelli ed alla corrispondente riduzione di personale) e da scelte legate anche a questioni d'affidabilità e flessibilità (che però solo formalmente rimano con sportività). Fermo resta, inoltre, che su una vettura dall'impronta marcatamente sportiva, quasi da competizione, come la QV che hai citato, un'automatico tradizionale non è il massimo, specie per chi si vuole proporre come benchmark tecnologico per il futuro (ma il discorso lo estendo anche alla Giulia normali, visto che un DF lo monta pure la Vitara...). Infine odio, veramente, dover aggiungere quanto segue. L'elica sulle M ha l'albero di trasmissione, i duomi anteriori ed alcuni elementi della carrozzeria in fibra di carbonio (prodotta nell'ambito della pluriennale partnership con SGL), nonché il cambio sequenziale a doppia frizione, il nuovo DKG (a carter secco per giunta). Questo significa che alla loro prossima mossa, che non tarderà ad arrivare, AR sarà già tecnologicamente indietro. Per me non cambia nulla, tanto io vado sempre sul manuale, come nulla cambia per chi è un gran viaggiatore, lock-up attivo e via, però...
Ritratto di Avant88
10 maggio 2016 - 19:44
finita l'era dei dieci articoli al giorno per la tipo e già è iniziata quella dei venti al giorno per la giulia
Ritratto di Vrooooom
10 maggio 2016 - 20:21
meglio, almeno leggiamo di automobili e di guida, e non di lucette e plastichine
Ritratto di Magnificus
10 maggio 2016 - 21:31
Impossibile darti torto
Ritratto di Magnificus
10 maggio 2016 - 21:34
A avant88 pero'
Ritratto di Vrooooom
10 maggio 2016 - 21:54
@@
Ritratto di JTD16
11 maggio 2016 - 21:49
non ti interessa la Giulia ? non leggere allora !!!! c'è un articolo sulla stratosferica Golf 1.0 TSI,rivolgi le tue attenzioni lì
Ritratto di fiattaro
13 maggio 2016 - 05:42
che discorso è...
Ritratto di Gianlupo
10 maggio 2016 - 22:58
Erano 24 anni che s'aspettava un'auto così, e pure il ritorno di Fiat nel seg. C mi sembra quantomeno degno di nota. Le macchine, poi, finalmente convincono: perché mai non parlarne il dovuto? La splendida plancia bicolore, nelle due azzeccatissime varianti cromatiche, spero sia disponibile su tutte le versioni (se è di serie sulla Panda...). Anche la versione d'attacco con i cerchi da 16" (sportiva con comfort), i doppi fari con plexy bombato dedicato (fa molto seventies) e scarico singolo (allure da understatement), mi piace veramente tanto. Io però aspetto il benzina due litri: voglio sentirne il suono. Le Alfa sono anche quello. Il suono d'un benzina Alfa dev'essere come il gusto della Dr Pepper: deciso, magico, unico al mondo, frutto d'una ricetta segreta.
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