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Alfa Romeo MiTo: perde due cilindri, ma non lo sprint

Leggermente rinnovata, l’Alfa Romeo MiTo è ora disponibile anche con il nuovo bicilindrico turbo da 105 cavalli, che asseconda la guida brillante. Ma non si può dire altrettanto degli inserimenti gommosi del cambio.

23 ottobre 2013
  • Prezzo (al momento del test)

    € 18.803
  • Consumo medio

    23,8 km/l
  • Emissioni di CO2

    99 grammi/km
  • Euro

    6
Alfa Romeo MiTo
Alfa Romeo MiTo 0.9 Turbo Twinair 105 CV Distinctive
Pochi cambiamenti
 
Anche se in vendita da cinque anni, la carrozzeria con piglio da coupé dell’Alfa Romeo MiTo non è invecchiata: l’aggiornamento, quindi, si è limitato a un ritocco dello scudetto Alfa Romeo nel frontale, reso più evidente dalla cornice cromata. Nell’abitacolo spiccano nuovi rivestimenti (di buona qualità) e l’impianto multimediale con schermo di cinque pollici nel centro della plancia. Per i motori, la novità è il 0.9 turbo a due cilindri (è quello della vettura del test), dalla notevole potenza (105 CV) in relazione alla modesta cilindrata e già a norma Euro 6, che sostituisce il 1.4 MultiAir aspirato, con quattro cilindri e di pari potenza.
 
Ampia scelta
 
Già in vendita, la rinnovata Alfa Romeo MiTo è proposta con motori a benzina, a gasolio e a Gpl. I prezzi sono compresi fra i 14.920 euro della 1.4 Impression a benzina (69 CV) e i 22.432 della Quadrifoglio Verde con il 1.4 turbo a benzina da 170 CV. L’Alfa Romeo MiTo 0.9 TwinAir Distinctive del test (18.803 euro) ha di serie sette airbag, il climatizzatore manuale, la radio con comandi al volante, le ruote in lega (con gomme 195/55 R 16), il sistema Dna (permette di cambiare su tre impostazioni la risposta di motore, sterzo e Esp), oltre al cruise control, ai fendinebbia e ai sensori posteriori di parcheggio, assenti nella meno cara (17.996 euro) Progression. Allo stesso prezzo della Distinctive, è disponibile anche la Sbk, che si differenzia per la caratterizzazione estetica con adesivi ispirati alle competizioni motociclistiche per la carrozzeria. 
 
Dietro ha poco spazio
 
La gradevole impostazione sportiva dell’abitacolo dell’Alfa Romeo MiTo e la comoda posizione di guida con il volante regolabile anche in profondità restano quelli di sempre. I nuovi tessuti per i sedili e il rivestimento (morbido al tatto) di colore rosso (nella Distinctive del test) per la zona superiore della plancia, che sfuma verso il nero avvicinandosi alla base del parabrezza, aggiungono un tocco di modernità. Questo rivestimento è proposto anche in colore grigio o, con 50 euro, nero. Il navigatore (504 euro) integrato nel nuovo sistema multimediale è intuitivo nell’utilizzo e dotato di funzioni vocali (come la lettura dei messaggi ricevuti nel telefonino). Restano i limiti di spazio per chi siede sul divano (per via della forma affusolata della parte posteriore della carrozzeria) e il baule poco accessibile (la soglia di carico è a ben 84 cm dal suolo).
 
Piccolo ma allegro
 
Un bicilindrico sotto il cofano di un’Alfa Romeo potrà non piacere a tutti ma, forte di 105 cavalli, questa versione del TwinAir non manca di brio: rispetto ad altre unità di cui erano dotate vetture del gruppo Fiat che abbiamo provato, ci è sembrato migliorato. Le vibrazioni sono diminuite e l’erogazione ai bassi regimi è più fluida (anche se la risposta diventa consistente solo superati i 1500 giri). Oltre i 2500 giri, questo “875” sfodera un’inaspettata vivacità, accompagnata dalla caratteristica sonorità proveniente dall’impianto di scarico (a qualcuno potrà non risultare gradita), che si attenua solo all’intervento del limitatore a 6000 giri; alla portata della vettura il buon tempo di 11,4 secondi per lo “0-100” e la velocità massima di 184 km/h. Insomma, se si desidera guidare brillantemente l’Alfa Romeo MiTo, il motore c’è. Viceversa, la taratura morbida delle sospensioni (peccato non sia disponibile nemmeno come optional un assetto sportivo), lo sterzo che trasmette in modo troppo filtrato dove siano le ruote e gli inserimenti gommosi delle marce (oltre alla corsa lunga della leva) sono più consoni a una guida tranquilla. In ogni caso l’Alfa Romeo MiTo si conferma una vettura dal comportamento sincero e con un’elevata tenuta di strada. Restano anche i limiti in fatto di visibilità: dal piccolo lunotto si vede poco (i sensori di distanza sono solo parzialmente d’aiuto).
 
Assetata? Dipende
 
Quanto ai consumi dell’Alfa Romeo MiTo 0.9 TwinAir, stando ai riscontri del computer di bordo, risentono parecchio dello stile di guida. Se si seguono alla lettera i suggerimenti dell’indicatore  di “cambio marcia” nel cruscotto, si deve passare al rapporto superiore già a soli 2000 giri (a questo regime il motore gira con apprezzabile scioltezza anche in sesta) e, nella modalità Normal del Dna, abbiamo tenuto la buona media di 16 km/l. Facendosi prendere dal brio del TwinAir, nella modalità Dynamic la percorrenza scende a 11 km/l.
 
Secondo noi
 
Pregi
> Grinta. Il motore è piccolo, ma sveglio.
> Posizione di guida. Comoda e ben regolabile.
> Tenuta di strada. Sempre sicura.
 
Difetti
> Baule. L’accessibilità al vano è modesta.
> Cambio. Migliorabile la manovrabilità della leva.
> Visibilità posteriore. Si vede molto poco.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 875
No cilindri e disposizione 2 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 77 (105)/5500 giri
Coppia max Nm/giri 145/2000
Emissione di CO2 grammi/km 99
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 406/172/145
Passo cm -
Peso in ordine di marcia kg 1130
Capacità bagagliaio litri 270/950
Pneumatici (di serie) -

 

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Ritratto di TommyTheWho
23 ottobre 2013 - 15:26
7
Capisco che è un'Alfa e quindi "premium" rispetto alla Punto della stessa Casa, capisco i contenuti tecnici (soprattutto del nuovo motore)... ma quasi 19.000 euro per una Seg. B mi sembrano DAVVERO tanti.
Ritratto di PariTheBest93
23 ottobre 2013 - 15:46
3
E allora l'audi A1?
Ritratto di Sprint105
23 ottobre 2013 - 15:55
che riesce a convincere dei gonzi a spendere un botto per una Seat Ibiza mal vestita. Il frontale dell'Audi ha la stessa espressione del casco delle truppe imperiali di Guerre Stellari. Comunque, anche la MiTo è cara.
Ritratto di PariTheBest93
23 ottobre 2013 - 16:08
3
Ma mai come la A1 (alias polo/ibiza) che è povera nella dotazione, e che va integrata a caro prezzo; ma c'è anche chi la compra solo la base attraction senza opzional pur di avere le quattro palle sul cofano (così una volta chiamò Audi un mio amico: "la tedesca 4 palle" ahahah!)
Ritratto di M93
23 ottobre 2013 - 17:06
La A1 nelle versioni d'ingresso, oggettivamente, non ha una dotazione particolarmente ricca (vedi clima) ma ha dalla sua parte una tecnologia all'avanguardia, motori molto più recenti, possibilità di cambio automatico (robotizzato a doppia frizione a 7 marce) sul diesel, possibilità di avere 5 porte, 5 posti senza sovrapprezzo etc etc. Credo che basti così, mentre per ciò che concerne l'estetica è un elemento soggettivo che dipende dai gusti personali. Ma denigrare la tecnologia Audi, confrontata con quella della Mito, è un'altra cosa.
Ritratto di PariTheBest93
23 ottobre 2013 - 17:21
3
Guarda nemmeno il top di gamma ambition è ricco offerto solo dei motori benzina e diesel più potenti, per avere una dotazione accettabile bisogna spendere minimo 3mila (ho provato al configuratore); comunque mi risulta che il 1.2 tsi non si possa abinare al dsg, cosa che si può fare invece con gli altri motori... PS Quella delle 4 palle era solo una battuta sentita da un amico, se pensassi davvero questo non avrebbe senso l'immagine della r8 nel mio profilo ;)
Ritratto di M93
23 ottobre 2013 - 17:28
L'italiano ha un senso compiuto. L'abbinamento al cambio automatico, come potrai leggere, è riferito al motore a gasolio, non avendo mai parlato del 1.2 litri a cui tu fai riferimento. Tuttavia nemmeno le versioni top di gamma della mito sono molto più ricche della A1. Quest'ultima offre molta più scelta in termini di versioni e optional, a partire dalla variante a 5 porte (che avrebbe dovuto arrivare anche x la mito, ma come al solito cancellata) e non ultima la qualità di plastiche, tessuti e finiture che un'alfa può solo sognarsi. Saluti ;)
Ritratto di PariTheBest93
23 ottobre 2013 - 17:33
3
Certo ma a che prezzi! Concordo con Flavio...
Ritratto di M93
23 ottobre 2013 - 17:43
Se il segmento di riferimento è quello premium, lo sono anche i prezzi. Per cui ogni altra istanza è superflua.
Ritratto di gilrabbit
24 ottobre 2013 - 12:44
....significa che se domani la Ferrari da il marchio ad una Panda ricarrozzata questa diventa una supercar? Capisco che c'è gente che paga i calzini anzhe 20 euro il paio se sono marcati Armani ma ....sempre calzini sono!
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