PRIMO CONTATTO

Citroën DS4: per un pugno di… cavalli

La Citroën DS4 riceve una versione aggiornata del 1.6 a gasolio: questa è Euro 6, ha qualche cavallo in più e promette migliori prestazioni con minori consumi. Nessun cambiamento, invece, per quanto riguarda praticità e comfort.

16 dicembre 2014

Listino prezzi Citroën DS4 non disponibile

  • Prezzo (al momento del test)

    € 26.600
  • Consumo medio

    26,3 km/l
  • Emissioni di CO2

    100 grammi/km
  • Euro

    6
Citroën DS4
Citroën DS4 1.6 BlueHDi 120 CV So Chic
Nuovi motori
 
In attesa dell’aggiornamento previsto per i prossimi mesi (l’arrivo del nuovo navigatore con schermo a sfioramento, comparso da poco sulla C4, è dato per scontato), sulla Citroën  DS4 debuttano nuovi motori, tutti turbo ed Euro 6. Oltre al tricilindrico 1.2 PureTech da 131 cavalli e al quattro cilindri 1.6 THP da 165, si potrà così avere anche il 1.6 BlueHDi a gasolio da 120 CV, derivato dal conosciuto 1.6 e-HDi da 114 (che, per ora, rimane in catalogo), ma con ben il 50% delle componenti modificato. La novità più rilevante riguarda l’impiego del catalizzatore SCR (Selective Catalytic Reduction), che trasforma fino al 90% degli ossidi d’azoto (NOx) in vapore acqueo (H2O) e azoto (N2), innocui per la salute: questo, grazie all’iniezione di liquido AdBlue, una miscela di acqua e urea contenuta in un piccolo serbatoio separato (il “pieno” va fatto ogni 20.000 km circa, al costo di pochi euro).
 
Più curata che pratica
 
Se nella Citroën  DS4, quindi, le novità sottopelle sono di rilievo, niente cambia nella carrozzeria e all’interno: a quasi quattro anni dal lancio le forme rimangono originali, grazie a una “miscela” di linee che le conferisce un look da coupé rialzata. Curate le finiture, con plastiche ben lavorate e rivestimenti in pelle con vistose impunture che, a richiesta (e pagando 3.800 euro extra), possono arrivare a coprire anche la plancia e i pannelli delle porte. Sulla ricca versione di questo test non mancano poi, di serie, dotazioni di rilievo, quali i sedili massaggianti e il “clima” bizona con funzione “rest”: se attivata, a motore spento mantiene in funzione per dieci minuti la ventilazione o il riscaldamento, permettendo così di mantenere gradevole la temperatura interna durante le brevi soste. La ricerca di originalità, però, per certi aspetti va a scapito della praticità: l’originale cruscotto a elementi trasparenti, e dotato di illuminazione regolabile su cinque gradazioni di azzurro, manca infatti del termometro dell’acqua, mentre il contagiri digitale e l’indicatore del livello del carburante difettano di leggibilità. Inoltre, lo schermo multifunzione è monocolore e poco definito. Le porte posteriori, infine, sono piccole e dotate di vetri fissi, mentre la sporgente “punta” (in cui sono inserite le maniglie) dietro questi ultimi riduce ancora, nei parcheggi stretti, il già modesto angolo di apertura.
 
Motore sì, manovre no
 
Anche nella guida la Citroën  DS4 riserva poche sorprese: senza impressionare per il “tiro”, il nuovo 1.6 BlueHDi spinge quanto serve e in silenzio, specialmente dopo i 1800 giri. La vettura guidata montava, su cerchi di 18’’, larghe gomme con spalla ribassata (un optional da 600 euro): che, da un lato, assicurano un’elevata tenuta in curva (anche sul fondo viscido l’auto pare “aggrappata” alla strada), ma dall’altro non contribuiscono al comfort, perché (complici anche le sospensioni poco cedevoli) sulle asperità si “balla” non poco. Che la DS4 non rispetti il cliché della “molle” auto francese, d’altra parte, si nota anche dai comandi: lo sterzo è piuttosto pesante (la servoassistenza non è regolabile e, in manovra, se ne sente la mancanza), così come piuttosto dura negli innesti è la leva del cambio (caratteristica che, però, potrebbe essere imputabile al basso chilometraggio della vettura provata). A dispetto dei 6 cavalli in più, il propulsore aggiornato permette, secondo la casa, di consumare molto meno: 26,3 km/l (che scendono a 25,6 con i cerchi di 18’’) invece di 23,8. Noi, dopo qualche decina di chilometri fra città e percorsi extraurbani, sul computer di bordo abbiamo “letto” quasi 15 km/l.
 
Secondo noi
 
PREGI
> Finiture. Materiali e montaggi sono curati e, mettendo mano al portafogli, gli interni diventano davvero lussuosi.
> Dotazione. In questa ricca versione So Chic, di serie c’è molto più del necessario: anche le poltrone massaggianti.
> Tenuta di strada. Pure sull’asfalto bagnato, in curva si va “sui binari”.
 
DIFETTI
> Comfort. Specialmente con i cerchi di 18’’ (600 euro), le asperità del fondo stradale arrivano “senza filtri” dentro l’abitacolo.
> Cruscotto. Non dà tutte le indicazioni necessarie e, a volte, la leggibilità non è ottimale. Inoltre, il suo schermo multifunzione è monocromatico e poco definito.
> Porte posteriori. Sono piccole, si aprono poco e sono prive di vetri discendenti.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1560
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 88 (120)/3500 giri
Coppia max Nm/giri 300/1750
Emissione di CO2 grammi/km 100
Distribuzione 2 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 193
Accelerazione 0-100 km/h (s) 10,9
Consumo medio (km/l) 26,3
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 428/181/153
Passo cm 261
Peso in ordine di marcia kg 1290
Capacità bagagliaio litri 385/1021
Pneumatici (di serie) 215/55 R17

 

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Ritratto di PopArt
16 dicembre 2014 - 19:17
Perché è stata concepità come un coupè 3 porte +2
Ritratto di Flavio Pancione
17 dicembre 2014 - 09:49
7
ma non c'è da scandalizzarsi. Se hai costantemente passeggeri sui sedili di dietro la lasci in concessionario . Io su quella di mio zio ci sono stato spesso e l'ho guidata spesso , non si muore mica soffocati dietro. Il passo è breve, ed anche l'auto non è lunga quindi il divano posteriore è in prossimità di quelli anteriori l'aria arriva ( escludendo che esiste l'aria condizionata ) . Ripaga senz'altro nelle finiture che a mio parere non ha nessuna Segmento C e per quello che offre il prezzo non è molto alto. Forse la pecca è il motore e le sospensioni inutilmente rigide ( Tanto non è lontanamente una pseudosportiva )
Ritratto di M93
16 dicembre 2014 - 19:28
La DS4 mi piace, è molto più originale e "Citroen" della coeva C4. La soluzione dei vetri fissi posteriori, che non digerisco nemmeno io, è stata dettata dalla forna e dalle dimensioni degli stessi, che rendevano impossibile l'installazione dei vetri discendenti.
Ritratto di M93
17 dicembre 2014 - 10:44
Questa scelta, legata ai finestrini fissi, la lessi al momento del debutto della DS4, e concerneva le ragioni a cui mi sono riferito precedentemente. Concordo con te che, avendo potuto, un'apertura discendente parziale sarebbe stata sicuramente apprezzabile e più confacente. Un saluto da Marco.
Ritratto di Mattia Bertero
16 dicembre 2014 - 19:59
3
Concordo con te. Una bella macchina sia dentro che fuori, molto curata anche nei dettagli ma questa questione dei vetri posteriori fissi proprio non mi va giù nemmeno a me. Ci sono salito una volta anche dietro: con i vetri scuri e questi vetri fissi sembra di stare in una autentica prigione.
Ritratto di Blade Runner
16 dicembre 2014 - 20:22
La macchina è bella anche se le sospensioni potevano farle idrauliche, come nelle Citroen di una volta, per i vetri posteriori si poteva pensare ad un'apertura a compasso, vista la difficoltà dei vetri discendenti.
Ritratto di Flavio Pancione
16 dicembre 2014 - 21:37
7
A mio avviso è l'unica segmento C realmente lussuosa! Nelle tedesche nemmeno l'ombra. io il lusso l'ho visto in A8, in qualche segmento E e a scendere in tutte le tedesche per quanto decantate nelle finiture non mi hanno mai dato sensazione di lusso. Mi riferisco soprattutto ad Audi e Bmw , Mercedes se la cava con Classe C. La plastica morbida al tatto non è lusso.. Gli interni di ds4 e ds5 per me sono fantastici!
Ritratto di lucios
16 dicembre 2014 - 21:41
4
...questo 1.6 psa ha il FAP o il DPF?
Ritratto di TheWander
17 dicembre 2014 - 00:44
1
solo FAP per il gruppo PSA
Ritratto di ForzaPisa
17 dicembre 2014 - 10:37
FAP e DPF sono la stessa cosa: un filtro antiparticolato. Poi, "FAP" è marchio registrato da PSA (Citroen e Peugeot), mentre DPF è la sigla generica...
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